Picco: occorrono appalti a misura delle piccole imprese

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Appalti pubblici su misura delle piccole e medie imprese, spezzati in due o tre lotti per importi compatibili con le possibilità del tessuto economico del Friuli Venezia Giulia.

È la proposta del consigliere regionale della Lega Nord Enore Picco avanzata alla Giunta attraverso un’interrogazione.

Picco denuncia “la moria di imprese del nostro territorio a fronte dello strapotere delle grandi aziende, che si accaparrano i bandi di concorso e li subappaltano ad altre ditte, spesso provenienti da altre latitudini. Questa prassi consolidata è devastante: toglie lavoro alle nostre imprese, che spesso sono costrette a chiudere i battenti. E non garantisce qualità ai consumatori: con i subappalti, tutti cercano di speculare sul prezzo e alla fine l’intervento viene portato a termine in modo scadente”.

Picco ricorda che “all’articolo 2 del Decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 è previsto che le stazioni appaltanti devono, ove possibile ed economicamente conveniente, suddividere gli appalti in lotti funzionali. In questo periodo di grande crisi, le piccole-medie imprese sono le più colpite. La suddivisione degli appalti di lavori e servizi in più lotti permetterebbe alle piccole e medie imprese di concorrere a condizioni di parità con le grandi aziende senza venire letteralmente calpestate da soggetti economicamente troppo più forti”.

Secondo Picco “non solo la Regione dovrebbe confezionare bandi accessibili alle PMI, ma la formula andrebbe estesa anche a Province, Comuni, Protezione civile, Consorzi di bonifica. Serve una sinergia per salvare il nostro territorio”.

martedì 14 febbraio 2012
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 9 Commenti

adriano rainis
14 febbraio 2012, 14:20

Questo è membro del consiglio regionale? Ci fa o ci è?
Una legge contro le normative europee, fatta da una regione di uno stato membro per salvaguardare ditte contro altre?
Boh! Se la campagna elettorale, come ricordato da PPL, è questa con Picco che si dimentica cosa è e cosa rappresentaa e Cacitti che si lamenta dei contributi fermi in CMC dopo che la hanno sciolta tre anni fa senza darle nessun potere in cambio,amo come sempre a ben ci ridurremo come sempre a votare il meno antipatico o quello che ci ha fatto un piacere.

Maremonti
14 febbraio 2012, 14:30

Io proporrei l’appalto e costruzione di un pò di rotonde sulle strade che conducono in certi palazzi.

Dati i tempi di attuazione…staremmo tranquilli per almeno 5 anni.

Enore Picco
14 febbraio 2012, 23:09

Caro sig. Adriano Rainis non so chi lei sia o che cosa faccia, l’unica cosa certa e’ che non ha letto o non ha compreso affatto la mia interrogazione. Io conosco perfettamente le normative sugli appalti, sono stato per tantissimi anni sindaco e tali norme le ho sempre applicate e rispettate, non ho mai avuto ne un ricorso ne altro. Per cui non si permetta di coinvolgermi in strumentalizzazioni di natura elettorale perché l’argomento e’molto piu’ serio di quello che lei pensa. Smembrare, sezionare o dividere grossi lavori e quindi appalti permette di fare altri tipi di gare dove anche le piccole e medie imprese possono partecipare. questo e’ un concetto elementare comprensibile a chiunque, diversamente nel giro di pochi mesi ci troveremo , con sua grande soddisfazione, senza piccole e medie imprese……. Sig, Rainis, prima di esprimere giudizi che forse non conosce e’ meglio che ci rifletta molto bene. Mi farebbe piacere poter spiegarle meglio e a voce questi concetti. Se vuole sono reperibile al 3355389190 . Cordialmente Enore Picco

timoteo
16 febbraio 2012, 10:18

braf enore continue cussì
@Maremonti prima delle rotonde ci sarebbe la strada che porta a Buttea…..

adriano rainis
16 febbraio 2012, 14:35

Braf Enore! Ma se fa parte della maggioranza che ti ha votato il passaggio dell’elettrodotto sulla testa, proprio a Buttea.

Gnotul
16 febbraio 2012, 14:59

Sig. Enore Picco, giusto il suo pensiero, la sua preoccupazione. Se la spina dorsale dell’economia, le piccole imprese, non troveranno supporto adeguato e un urgente sgravio burocratico e contributivo, ci troveremo anche noi, come in Grecia, di fronte al baratro. Sa com’è, una parte di quelli che stanno nel pubblico impiego, non hanno proprio idea da dove gli arriva lo stipendio, quindi li perdoni.
Ricordo a tutti che in Spagna, il nuovo governo, ha appena votato una disposizione in materia di icenziamenti nel pubblico impiego, non negoziabile giudizialmente; consiste nella licenziabilità del personale dopo che l’ente pubblico sia dichiarato in crisi da almeno nove mesi.
E se lo ha fatto la Spagna, che ha un debito pubblico del 60% rispetto al PIL, tanto meglio si dovrà fare in Italia.
Ormai, il posto fisso e intoccabile, non esiste più!
Di questo passo, con il parametro su citato, dalle nostre parti si può cominciare subito, senza attendere.
E come già ho avuto modo di dire: siamo solo all’inizio!

Alberto Boiti
16 febbraio 2012, 17:06

Non sono d’accordo a creare un’altro recinto per vacche sacre.
La suddivisione in lotti funzionali deve rispondere a logiche di efficenza, disponibilità delle risorse e fruibilità dell’opera finita, non a suddivisioni arbitrarie e protezionistiche.
Invece di aiutare le imprese locali a crescere con il loro lavoro le vorremmo recintare in un pascolo sicuro e ben foraggiato.
E chi dovrebbe “Smembrare, sezionare o dividere grossi lavori”? Con quale aggravio di costi e difficoltà a coordinare i microappalti generati?
Probabilmente sbaglio io, che non ho esperienza amministrativa, ma vorrei che accanto ad enunciazioni di principio ci fossero esempi concreti. Quale opera avrebbe visto bene come spezzatino?
E poi siamo sicuri che un’impresa foresta, più grande e meglio organizzata di quelle locali, non vincerebbe comunque le gare?

adriano rainis
16 febbraio 2012, 17:28

Giusto Alberto. Intervento sul PSR 2007- 2012, PIT 500000 di interventi fra pubblico e privato, quattro anni di gestazione da parte degli uffici regionali, poi finalmente il via e tutto deve correre per non perdere il contributo. La CE pretende gara aperta a base d’asta. Cosa rispondiamo a Bruxelles? Che Picco Enore, conosciuto sindaco delle farfalle vuole smembrare il contributo europeo ed assegnarlo a ditte della zona?
Io vedo gli uffici e l’amminstrazione impegnata ad arrivare a concludere l’iter ed i lavori per il 2013 e lui propone di perdere ulteriore tempo e di perdere il contributo. Questo come lo chiama sior ex sindic das farfalis?

Gnotul
17 febbraio 2012, 08:58

A la reson ancje mo l’ex sindic des farfalis! Bisogna preoccuparsi invece, sopratttutto se indicando la luna, alcuni guardano ancora il dito!
A mio parere, l’Argentina, o se preferite, la Grecia é più vicina che mai! A proposito di Europa, siamo così sicuri che questa,(nel senso di Comunità europea) tra dieci anni esisterà ancora?
Un invito a tutti: invece di ammirare la punta delle nostre scarpe fresche di lucido, proviamo a guardare appena oltre la collina.
Magari ci accorgiamo che lo Tsunami é un’onda che ormai ci sta per travolgere!

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