Non è pensabile che tutti facciano tutto, cioè che ogni piccolo comune non metta in comune con altri diverse funzioni. La Comunità montana è organo superato, perché era “abituata ad essere a servizio di pochi e non dell’intera collettività”. Inoltre: “solo in Carnia conti alla mano ci sono più di 50 milioni stanziati da anni e ad oggi ancora inutilizzati”. Questo e altro sostiene il consigliere comunale di Caneva di Tolmezzo Luigi Cacitti sull’Unione dei comuni montani, l’organo che nella riforma regionale sostituisce proprio le comunità. Ecco il suo intervento, che si apre con una critica al collega in consiglio (e avversario politico) Enzo Marsilio del PD (che qui aveva criticato Zearo).
Comprendo pienamente lo stato d’animo del consigliere regionale del Pd Enzo Marsilio in relazione a quanto attuato in questi giorni dal sindaco di Tolmezzo Dario Zearo nella veste di amministratore temporaneo della Comunità Montana della Carnia ed in particolare sulla metodologia usata per la costituzione della cabina di regia in seno alla costituenda Unione dei comuni della Carnia, d’altronde sappiamo benissimo che l’ex assessore regionale, nonché ex presidente della stessa Comunità Montana se si fosse trovato oggi al posto di Zearo, non avrebbe di certo perso tempo a nominare una cabina di regia e tanto meno avrebbe coinvolto amministratori se non della propria “parrocchia” o qualche dipendente se non abituato a mescolare il proprio ruolo politico con il proprio lavoro pubblico.
Zearo invece, forte della nomina ottenuta all’unanimità ha deciso giustamente di coinvolgere nel gruppo di lavoro un sindaco per ogni Vallata garantendo la rappresentanza territoriale ma anche la rappresentanza politica considerato che sono stati individuati sindaci di ogni appartenenza politica.
Comprendo ed apprezzo quindi l’operato di Dario Zearo, volto a coinvolgere possibilmente tutti i sindaci in questa importante trasformazione di una Comunità Montana ormai ferma e superata, abituata ad essere a servizio di pochi e non dell’intera collettività.
L’unione dei comuni rappresenta una opportunità per il territorio montano, specie in un momento come quello che stiamo attraversando, dove a breve i piccoli comuni, le piccole amministrazioni potrebbero trovarsi cancellate improvvisamente da qualche provvedimento nazionale.
Tenere vive le Municipalità, garantire in loco i servizi ai cittadini, accorpando solo quelle funzioni che un singolo comune non é più in grado di assicurare ai propri cittadini e alle proprie imprese, chiedere in caso di necessità a qualche dipendente pubblico di spostarsi di pochi chilometri da casa propria al fine di garantire su tutto il territorio montano risposte immediate e concrete ai cittadini é quanto serve alla nostra comunità.
Vedere in questo momento di crisi, milioni e milioni di euro stanziati da anni da parte della Regione per investimenti, opere pubbliche, servizi, fermi nei vari comuni é una cosa non più accettabile.
A tal proposito solo in Carnia conti alla mano ci sono più di 50 milioni stanziati da anni e ad oggi ancora inutilizzati, in Comunità Montana lavori attivati ancora prima del 2000 e ancora oggi non ultimati o addirittura mai avviati.
Nonostante l’evidenza, abbiamo alcuni amministratori che insistono nel dire che tutto va bene, che tutti sono in grado di fare di tutto e di più, fatto salvo poi procedere a nuove assunzioni o a concedere posizioni organizzative a dismisura per poi chiedere quattrini ai propri cittadini o alla Regione per far tornare il proprio bilancio.
Chi oggi si schiera contro questo rinnovamento lo fa non nell’interesse della propria gente ma unicamente per difendere la propria situazione o per paura di scontrarsi con qualche proprio dipendente pubblico e che porterebbe alla perdita di quel voto elettorale.
Luigi Cacitti, Consigliere Regionale del PDL



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