La Fiom spinge alle porte dell’Automotive Lighting

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Il camper della Fiom-Ggil per le elezioni fuori dall'Automotive Lighting a Tolmezzo

Come va all’interno dell’Automotive Lighting (la fabbrica che produce fanali a Tolmezzo)? Ci sono lavoratori contenti per l’estensione dell’accordo di Pomigliano d’Arco e altri meno. Intanto la Fiom-Cgil, che non ha firmato tale accordo, ha svolto le elezioni dei rappresentanti sindacali in condizioni “limite”, denuncia il segretario regionale Gianpaolo Roccasalva. Questo perché, si legge in una nota diffusa alla stampa: Automotive Lighting di Tolmezzo fa parte del Gruppo Fiat e, a causa di un accordo separato con le altre organizzazioni sindacali, la Fiom-Cgil è stata esclusa da tutti i diritti sindacali all’interno dello stabilimento, compreso il diritto a fare ogni tipo di attività sindacale.

Gianpaolo Roccasalva, segretario regionale Fiom

Ecco come è andata nella nella versione del sindacato, ancora Roccasalva: “351 lavoratori hanno votato in condizioni che hanno del clamoroso. Un voto che va oltre le più rosee aspettative”, questo perché “far votare le persone sui cancelli della fabbrica nei cambi di turno e nel camper piazzato di fronte all’azienda, è stata un’esperienza unica. Scene mai viste: chi votava subito, chi prendeva la scheda e tornava a fine turno e chi, come in un drive-in, votava dall’auto. C’è stata la chiara percezione che i lavoratori hanno mal digerito l’accordo che impedisce loro di poter contare, e di esprimere il proprio pensiero. Per questo il voto in massa ha un valore notevole”.

Da registrare episodi curiosi: “quello della ‘velata’ contestazione sulla modalità di voto adottata dalla Fiom-Cgil. Sembrerebbe che qualche delegato delle organizzazioni firmatarie abbia avuto qualche cosa da dire. In mensa diversi lavoratori hanno fatto notare a questi contestatori che loro non sono passati attraverso il vaglio del voto, ma sono stati messi lì dalle loro organizzazioni sindacali”.

L’altro fatto curioso è rappresentato da un voto particolare uscito dall’urna: un voto per Marchionne. “Purtroppo non possiamo ritenerlo valido: l’amministratore delegato della Fiat, infatti – osserva Roccasalva - non risulta iscritto”.

Ma ora che succederà? “Nonostante la valanga di voti, probabilmente la Fiat non riconoscerà i nostri delegati, che sono Giacomino Rabassi, Gabriele Tamussin e Marialisa Maraldo – conclude Roccasalva -. Saremo costretti a rivolgerci al Tribunale per far valere la volontà dei lavoratori di Tolmezzo”.

Sulla situazione lavorativa, questo il commento di Roccasalva:  “Sicuramente i lavoratori sono molto preoccupati per i cali registrati nella produzione. Diversi lavoratori interinali sono stati lasciati a casa e sono previsti due giorni di stop per il prossimo 23 e 24 febbraio utilizzando ferie e permessi dei lavoratori”.

Le schede delle elezioni Fiom

Infine il segretario regionale esprime alcune considerazioni sul rapporto tra Fiom e azienda:  ”Con il primo dell’anno 2012 la Fiom, pur essendo il sindacato con il maggior numero di iscritti, non ha diritto di cittadinanza all’interno dello stabilimento. Sono stati tolti tutti i comunicati sindacali dalle bacheche, i suoi delegati non sono riconosciuti, viene negato il diritto all’assemblea, ai lavoratori viene negato il diritto di scegliersi il proprio sindacato e i propri rappresentanti. Che nel gruppo industriale italiano più importante venga sospesa la democrazia e che il diritto costituzionale venga violato, è un fatto gravissimo. Che per “accordo” venga messo alla porta il sindacato storico e più rappresentativo, dovrebbe mettere in allarme tutte le forze democratiche”.

Ecco che allora:  “Rientreremo in fabbrica dalla porta principale utilizzando anche le vie legali – afferma Roccasalva – anche se non ci sentiamo veramente fuori. Infatti i lavoratori stanno apprezzando gli sforzi che la Fiom sta facendo per mantenere viva la speranza. Sui cancelli la gente ci invita a tenere duro e a non mollare. I lavoratori giudicano incredibili le affermazioni fatte sulla stampa qualche giorno fa dai sindacati che hanno firmato l’accordo. Com’è possibile distinguere le malattie furbe da quelle vere, per esempio? Come si fa a dire che a Tolmezzo non c’è il problema degli straordinari, in quanto volontari si trovano sempre, sapendo che i precari sono volontari per forza? Intanto venerdì scorso si è consumato l’ennesimo episodio che va contro il diritto costituzionale della libertà sindacale. Ai componenti il direttivo provinciale della Fiom dell’Automotive Lighting, la Fiat ha negato il permesso sindacale”.

sabato 11 febbraio 2012

 86 Commenti

remo brunetti
12 febbraio 2012, 22:29

Il guvier e i partîts che lu tegnin su a fasin fente di cuestionâ sul articul 18,sierant i vôi su chei altris articui dal Statût dai Dirits dai Lavoradôrs che no vegnin rispietâts. Par esempli l’art.14
Art. 14. (Diritto di associazione e di attività sindacale)

Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale, è garantito a tutti i lavoratori all’interno dei luoghi di lavoro.

Art. 15. (Atti discriminatori)

E’ nullo qualsiasi patto od atto diretto a:

a) subordinare l’occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte;

b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nella assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizio a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero.

Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano altresì ai patti o atti diretti a fini di discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso

de prato renzo
12 febbraio 2012, 22:45

Comunque in automotive il sindacato ce,sta contrattando,qualcuno ha deciso di autoescludersi con le regole che in passato ha voluto per escldere altri(cobas)

Massimo
13 febbraio 2012, 13:50

scusate ma quanti lavoratori interinali ci sono dentro l’Automotive????

Pina del letame
13 febbraio 2012, 15:18

Io conosco l’ambientino e ne sono uscita. La FIOM è quel sindacato che predica bene e razzola male. L’allora SEIMA è stata la prima ad applicare il turno notturno alle donne, o cussì o tossi, e la FIOM c’era, eccome se c’era.
Anch’io conosco gli articoli della Costituzione, ma per certa FIOM è stata una sfida superiore alle proprie forze e farsi sbattere fuori dalle fabbriche mi pare l’autoflagellazione dei monaci, cussi’ a guadagnin il paradis ros.
Un sindacato rappresenta i lavaratori in fabbrica e non può abbandonarli per lotte personali anche a costo di digerire accordi infami come quelli proposti da Marchionne.
Intanto i lavoratori, non ideologizzati, vanno in FIM o UILM e sai che alternative! Sono presenti e tanto basta. Altro che caper ed interviste, vero Gianpaolo.

de prato renzo
13 febbraio 2012, 23:01

mi sono informato gli iscritti alla FIOM in Automotive era meno della FIM .in tutto il grppo FIAT erano 11000 su 80000 lavoratori comunque meno delle altre sigle firmatarie dell’accordo.non mi sono sembrate elezioni al drive in ma elezioni in Corea del nord con lista unica, senza controlli ,mi meraviglio che la notizia venga data senza cotradittorio.mi risulta che i due giorni di fermata siano stati concordati. con le RSU per contro hanno ottenuto di lasciare 65 dei 90 interinali al lavoro nonostante il calo gia preventivato nel 2011 .un buon accordo

Massimo
14 febbraio 2012, 07:35

Grazie Renzo.

franco
14 febbraio 2012, 10:23

Ma come mai nella maggior parte degli stabilimenti fiat la Fiom CGIL ha firmato gli accordi e a Tolmezzo no, mistero buffo????

giovanni maron
14 febbraio 2012, 18:39

Onore a Roccasalva che sta tenendo accesa la speranza dei lavoratori della seima. È lo stesso che ha difeso e fatto riassumere quegli operai precari proprio in seima, mentre la cisl non ha fatto proprio niente, anzi scoraggiava gli operai a rivolgersi al sindacato. Chissà perché..

Io e no tu
15 febbraio 2012, 09:31

Sindacati…..altro cancro italiano….

Siro
15 febbraio 2012, 10:45

Se mi dovessi far difendere da qualcuno io sceglierei la Fiom. E’ l’unico sindacato rimasto che difende gli operai.

Maremonti
15 febbraio 2012, 10:47

Riformare la politica e i politici, mandandoli definitivamente a casa, ma nella spazzata generale da fare bisognerebbe ricordarsi anche dei rappresentanti sindacali che molte volte, non conoscono niente del mestiere che hanno scelto di fare.

Gianpaolo Roccasalva
15 febbraio 2012, 11:20

Vorrei ricordare a quello che cita la Corea del Nord, che ne la cisl ne la uil hanno eletto i delegati, li hanno solo nominati e che quindi non esiste la RSU. L’unica espressione di voto è quella fatta sui cancelli, ma visto il clima, (e non parlo di quello metereologico), posso dire che assume un grande valore.
Occhio all’ortografia..

Tobias Fior
15 febbraio 2012, 13:43

Infatti Gianpaolo, occhio all’ortografia. Nel tuo commento il “nè” va accentato! ;-)

Gianpaolo Roccasalva
15 febbraio 2012, 14:15

Grazie Tobias. E’ vero. Sono un somaro!

Maremonti
15 febbraio 2012, 14:40

Sig. SIRO, dato però che la FIOM non è nelle schede elettorali….mi spiega perchè il PD e ammucchiatelle varie di sinistra amici di MONTI continuano a prender voti?

Siro Cimenti
15 febbraio 2012, 17:08

Magari la Fiom potesse trasformarsi in un partito! Ma forse è meglio così perchè svolge già bene il compito sindacale.Non capisco però la considerazione sul pd e gli amici di Monti.

Gnotul
15 febbraio 2012, 17:34

Scusate, Giampaolo e Tobias, puntualizziamo, o meglio accentiamo correttamente.
Nel caso di specie: “né questo, né quello”, l’accento è acuto e va rivolto verso destra. Mandi

giovanni maron
15 febbraio 2012, 18:03

Scusate se mi intrometto, ma avete letto come scrive quel De Prato. Ditegli che il governo non ha liberalizzato né ortografia né sintassi. Comunque la Fiom ha fatto benissimo a non firmare quell’accordo. La meraviglia è che abbiano firmato gli altri.

franco
15 febbraio 2012, 18:59

ma la FIOM non ha gestito la crisi della Carnialed e Mister?non ho sentito parlare di ingunzioni,cause,recupero TFR,:=80 lavoratori a casa

Tobias Fior
15 febbraio 2012, 19:18

Bravo gnotul! volevo mettervi alla prova! ;-)

Gnotul
15 febbraio 2012, 20:00

Tobias@, il prin che nol fale mai, che al tiri le prime piere, e jo, no le tiri di sigûr!
L’italiano è una brutta bestia, dovresti dire che l’hai fatto apposta, giusto per vedere se da parte nostra c’era l’attenzione dovuta, o se piuttosto, come speravi, eravamo distratti! A e prossime! Mandi

Barbara Cimenti
16 febbraio 2012, 01:53

Solo per ricordare che sono state 351 le schede depositate nell’urna fuori dai cancelli dell’Automotive Lighting. Ora, si può voler contestare a tutti i costi la modalità, la mancanza di controllo e quindi di serietà delle persone che erano lì, ci si può anche stupire che la lista fosse unica (come se si potesse pretendere che la FIOM predisponga le liste anche per quelle organizzazioni legittimate ad essere dentro la fabbrica che hanno già NOMINATO le loro RSA), si può anche continuare a riempire il silenzio (senza contradditorio?), ma non si può negare che dietro a quei pezzi di carta ci sono persone (lavoratrici e lavoratori dell’Automotive) che hanno deciso di esprimere “IN QUEL MODO” il loro voto.
Non si può negare che la FIAT ha cancellato più di 100 anni di storia di diritti sindacali, di contratti dei metalmeccanici, di accordi aziendali, ci ha fatto tornare in dietro nel tempo ai primi anni 90 con le RSA togliendo ai lavoratori la possibilità di eleggere i loro rappresentanti: un’attentato alla DEMOCRAZIA.
Per questo il voto delle RSA FIOM dell’Automotive Lighting a Tolmezzo ha un valore notevole.

pina del letame
16 febbraio 2012, 08:51

No, non ci siamo,
non possiamo fare santi quelli della FIOM Barbara. Se tu metti al di fuori un camper per raccogliere voti contro le tasse, altro che 351 votanti.
Io quoto Franco perchè non ci sono solo le fabbriche che danno visibilità ed inerviste.
Per quanto riguarda i 100 anni di storia sindacale, diciamo che la discesa irreversibile è iniziata il 14 ottobre 1980 con la marcia dei 40000 di Torino. Quella volta la FIOM si è intestardita in una posizione assurda, visti anche i tempi.
Da allora sai quante volte si è andati contro le conquiste sindacali nelle fabbriche dove era presente la FIOM ed ha firmato?

pina del letame
16 febbraio 2012, 08:52

Mi sono dimeticata” Al di fuori dell’agenzia delle entrate”

marino
16 febbraio 2012, 10:34

io sono uno di quelli che ha votato. Non sono della fiom, ma vedere alle 10 di notte a 4 sottozero il segretario regionale della fiom sui cancelli della mia fabbrica mi ha dato speranza. Vai Rocca!

Barbara Cimenti
16 febbraio 2012, 12:26

Ecco bravo Marino: parliamo di SPERANZA altro che di santificazione della FIOM e di raccolta di voti contro le tasse fuori dell’agenzia delle entrate così si torna a parlare di cose reali da un punto di vista oggettivamente diverso.
Possiamo continuare a pensare che sia una questione di visibilità e interviste: l’importante e che ci siano tanti, come Marino, che non la pensano così.

giovanni maron
16 febbraio 2012, 15:40

Garantito al limone. Roccasalva ha le palle! Me lo ricordo alla complast e alla solari. È uno che non molla!

de prato renzo
16 febbraio 2012, 19:46

In automotive si e votato per le RSU regolarmente e spesso la FIM ha raccolto piu cosensi oltre che piu iscritti.il prossimo anno si votera ,non mi risulta che in quella azienda siano violati i diritti,se Rocca ha le palle perche alle 22 era fuori dai cancelli ,io che non ho le palle sono 27 anni che a ciclocontinuo vado dentro e fuori dai cancelli.

Barbara Cimenti
16 febbraio 2012, 21:30

Ma non ho capito: in Automotive ci sono le RSU della FIM o della UILM votate regolarmente in questo momento?!? Le trattenute sindacali vengono fatte agli iscritti alla FIOM? Vengono concessi i diritti sindacali ai delegati? Remo citava gli art.14 e 15 dello statuto dei lavoratori ma c’è anche l’art. 39 della nostra costituzione “L’organizzazione sindacale è libera” e anche l’art.3 è molto interessante.
Io e il Sig. Renzo De Prato abbiamo una concezione diversa di libertà e di violazione dei diritti. Ma in fondo qual’è il problema?

de prato renzo
16 febbraio 2012, 21:42

Confermo Barbara , non ce problema

Radic di Mont
16 febbraio 2012, 22:31

Non se qualcuno si è accorto di quanto è cambiato il mondo in questi anni, la CGIL certamente no, continuano a fare battaglie ideologiche mentre il tessuto industriale del nostro paese si sta sgretolando, non difendono i lavoratori e il lavoro, difendono il loro potere…e così da 30 anni nessuna multinazionale non investe in siti produttivi in Italia e le nostre aziende vanno a cercare condizioni più favorevoli altrove.
Ricordatevi che Automotive fa parte di una multinazionale e che ci mette nulla a spostare la produzione in polonia.
E’ ora che il sindacato cominci a difendere i diritti non i PRIGILEGI, altrimenti diventerà il sindacato dei disoccupati e non dei lavoratori e la CGIL dovra cambiare la L con la D.
Meditate….

giovanni maron
17 febbraio 2012, 00:10

Il sig. De Prato è la vergogna di Tolmezzo. Sarebbe bello sentire chi lavora in cartiera e farci raccontare quello che (non) fa dentro i cancelli.

de prato renzo
17 febbraio 2012, 00:23

Maron…… che carattere . mi ricordo di un Maron 30 anni fa che botte

Gianpaolo Roccasalva
17 febbraio 2012, 09:03

Mamma mia che dibattito!
Solo alcune precisazioni.
L’Automotive lighting (come tutte le aziende del gruppo Fiat) circa due mesi fa ha disdettato tutti gli accordi aziendali.
Con il 13 di dicembre del 2011 tutti gli accordi, compreso il contratto nazionale, sono stati sostituiti dal contratto di Pomigliano.
Di conseguenza NON ESISTONO PIU’ LE RSU e tutti i diritti sindacali sono riservati alle organizzazioni firmatarie.
E’ per questo che ai lavoratori viene negato il diritto di iscriversi al sindacato che ritengono più opportuno e soprattutto viene loro negato il diritto si scegliersi i delegati. Quelli attualmente riconosciuti dall’azienda non sono stati votati come, del resto non è stato votato il contratto che viene applicato.

luigi
17 febbraio 2012, 10:14

RSU = Rappresentanza Sindacale Unica, o sbaglio.
Comunque per lottare e conquistare diritti dobbiamo essere dentro i cancelli non fuori o sbaglio??

de prato renzo
17 febbraio 2012, 11:14

Tutto vero Rocca,ma queste regole “delle organizzazioni firmatarie”le hanno volute Cisl Uil Cigl e anche la FIOM,per impedire la proliferazione dei sindacati autonomi.quindi i diritti di scegliere i delegati o di iscriversi ad un sindacato non firmatario,ai lavoratori sono stati tolti dalla Fiom con la decisione di autoescludesi . pretendere di non firmare e gestire gli accordi,volere la solidarieta dei delegati,o delegate che sputtani nelle assemble nei corridoi mi sembra troppo.condivido con molti che comunque un grande sindacato come la CIGL non debba restare fuori dai cancelli

Marino
17 febbraio 2012, 16:52

Sig. De Prato, io lavoro in Automotive. I sindacati di fuori avranno fatto 5 o 6 assemblee l’anno scorso ma non hanno sputanato nessuno (almeno nel mio turno). quello che è vero è che rocca ha detto il vero sui contratti a termine. i rappresentanti della cis andavano a dire che era inutile fare cause invece Rocca ha fatto e ha vinto. Ma questo lo sanno tutti.

franco
17 febbraio 2012, 17:28

come mai la fiom non ha fatto causa in mister carnialed con 80 persone a casa senza tfr e cotributi

persello walter
17 febbraio 2012, 18:06

mi scuso prima di cominciare per l’ortografia, ma le mie origine argentine influenzano molto questo aspetto, ed influenzano anche l’aspetto politico e sindacale, percio mi sento di dare il mio contributo a questo spazio dove tutti lasciano il propio parere su questa vicenda, premeto che ho letto i comenti fino al numero 15 e subito son saltato alla stesura del mio comento, percio mi scuso con quelli che magari dopo il 15 possono aver espresso idee che non riprendero in questo,
prima di tutto la vicenda carnica non de ve essere vista solo come vicenda locale, fa parte di una piu ampia strategia contro i lavoratori e non solo contro il sindacato, premesso che anche io mi son sentito piu volte deluso da dirigenti sindacali del mio stesso sindacato e categoria (appartengo alla fiom cgil) questo non toglie che questa situazione sia palesemente una estremisazione da parte degli industriali in complotto con il precedente, l’attuale goveerno, sindacati gialli, con il tacito assenso dell’oposizione politica in parlamento e l’assenza totale di una vera oposizione politica anche fuori dal parlamento e dalle istituzioni, in questo clima di mancanza dei punti di rifferimento e di crisi non del sistema ma solo nostra dei lavoratori, si perche e a noi che scaricano la crisi, dao che le banche vengono salvate ma noi paghiamo il loro malgoverno, bene in tutto questo clima di disfatta, invece di rendersi conto che l’attuale posizione della fion di non continuare ad acettare tagli dei nostri diritti e la piu giusta, gli stessi lavoratori continuano a dare contro alla fiom, bene all’inizio di questo mio scritto evidenziavo le mie origini sudamericane e per farla breve, le stesse vicende si sono viste in quella parte del mondo ben 20 anni fa, in particolare nel mio paese con il primo governo Menem seguito dal secondo mandato dello stesso e poi seguito da suo sucessore, bene credo che tutti voi sapiate come e finita quella esperienza di neoliberismo estremo, lo stesso sistema che viene oggi proposto ed imposto in europa, se volete sapere come finisce guardate articoli sull’argentina dell’epoca o anche l’attualita greca, poi a voi le conclusioni, percio la cosa e semplice chi diffende accordi separati che escludono la rapresentanza ed il potere politico dei lavoratori, esclude se stesso e prima o poi arriviamo ad atene o buenos aires, solo l’unita per la diffesa dei diritti e la giustizia sociale porta fuori da questa situazione, io la chiamo socialismo voi chiamatela come volete, ci vediamo in fondo al baratro dove stiamo andando e li ne discutiamo con quelli che sopraviveranno a questa guerra contro i poveri per quelli che non arriveranno mi dispiace molto.

Barbara Cimenti
17 febbraio 2012, 20:06

Grande Walter!!!!! E qualsiasi altra parola sarebbe di troppo.

remo brunetti
17 febbraio 2012, 22:37

Brâf Walter!! Proletaris di dut il mont dinsi dongje!

giovanni maron
17 febbraio 2012, 23:57

Le parole di Walter mi fanno rabbrividire. Escludere il più grande sindacato toglie libertà a chi lavora. Non è che qualcuno sta pensando di fare lo stesso anche fuori delle fabbriche?

18 febbraio 2012, 09:31

in automotive uno solo ha le palle,il buon alfredo!garantito al limone

Giangi
18 febbraio 2012, 13:30

Renzo De Prato… se a te piace stare sempre a 90° non so che farci… Noi non molliamo!!! Tanta lingua e zero fatti! Noi vogliamo i sindacati dalla parte del lavoratore e non quelli che stanno dalla parte del datore di lavoro… E uno schifo ciò che sta capitano la dentro.

cid
18 febbraio 2012, 21:33

caro Giangi non mi sembra che De Prato sia uno che si mette a 90 anzi è uno che nelle sue battaglie giuste o sbagliate ci ha sempre messo la faccia. fossero tutti come lui, senza peli sulla lingua. Per quanto riguarda Automotive ci sono due sigle sindacali(fim e uilm ) che stanno facendo un buon lavoro. ci fosse stata anche la fiom forse era meglio,ma quest’ultima organizzazione non firmando il contratto Fiat è rimasta fuori.Le battaglie si fanno dentro i cancelli e non fuori. La fiom negli ultimi anni non ha più firmato accordi e ha solo proclamato scioperi inutili che hanno fatto solo perdere salario ai lavoratori e facendo perdere il valore di questo strumento di lotta. Cara fiom più fatti e meno utopie,il mondo corre e tu sei ferma con la pqlla al piede.

siro cimenti
18 febbraio 2012, 21:40

La verità è che è rimasta solo la Fiom e la CGIL a difenderci. Sig Roccasalva venga anche nella nostra fabbrica anche se non è metalmeccanica. Lunedì telefono.

cid
18 febbraio 2012, 23:32

il signor Cimenti vaneggia,vede l’onnipotenza di un sindacato arroccato in ideologie passate. il mondo avanza velocemente e bisogna adeguarsi.

persello walter
18 febbraio 2012, 23:59

spiegatemi un poco, non conosco i personaggi coinvolti, percio cerco di intuire ma facio un gran casino.
de prato viene acusato di stare a 90 da giangi, ma poi cid replica, chi cavolo e cid? sara mica una altro che si mete a 90 e non vuole concorrenza da de prato? dai insomma escludiamo il de prato da posizioni scomode, poi cid , che ancora non capisco chi sia ed in che ruolo gioca, dice che le sigle firmanti il contratto fiat si battono dentro la fiat stessa, cavolo ma se il contratto fiat e universalmente riconosciuto come una soddomisazione pura e senza vasellina, allora quelli che si battono dentro la fiat lo fanno stando a 90? non posso crederci, ma non perche ne siano incapaci alcune persone, anzi certi ci godono anche, sopratutto e una posizione scomoda da tenere a lungo e questo fa demordere molti dal mantenerla, ma torniamo al dunque, sempre cid dice che quelle della fiom sono ideologie passate, vede sig roccasalva anche lei deve metersi a 90 ed acettare le nuove ideologie e con lei tutto il sindacato della cgil, pensava lei di fare il rivoluzionario e mantenere posizioni antiche, passate e ormai fuori moda immagino avesse piu in testa un 69 che per lo meno da e toglie in egual maniera, e noooooooooo deve stare a 90 per andare in contro alle nuove tendenze, ma se propio vuol fare il rivoluzionario magari tenga un 89 oppure un 91 cosi non e perfettamente a 90 ma alla fine lo prende in quella posizione, sia lei che il suo sindacato, e cid non si sente solo!!!

Giangi
19 febbraio 2012, 00:16

Il 90° è un modo di dire, io non accetto il nuovo contratto… anzi… giovedì e venerdì siamo a casa per mancanza di lavoro… zero diritti ai lavoratori… vi sembra una cosa giusta? a me no? e penso pure per molti altri lavoratori. Chi ci lavora ora sa benissimo come si lavora adesso. Giusto lavorare, giusto guadagnarsela ma almeno i diritti dei lavoratori devono rimanere intatti. Forza Rocca non mollare.

marino
19 febbraio 2012, 11:37

Quel cid parla come quel sindacalista di Gemona. Quello che quando parla si addormentano tutti e scappano dall’assemblea. W Alfredo. (chi sa sa)

de prato renzo
19 febbraio 2012, 14:49

Marino il Cid non credo sia Scalra

Plupieri
19 febbraio 2012, 14:56

Nel lontano 1987 una preoccupata velina rossa arriva dai compagni delle fabbriche alla locale sezione del Pci di Tolmezzo (sezione intitolata ad Aulo Magrini). Si informa che un giovane noto neofascista locale, tal certo Renzo De Prato, si distingue per attivismo e proselitismo sindacale alla Cartiera Burgo allora in crisi. Segue quella che è una strategia tipica della cosiddetta destra sociale (rautiana) e cioè “l’entrismo”, mira a d entrare cioè nelle organizzazioni sindacali (la Cisl) per determinarne le scelte. Nonostante gli avvertimenti (“no va a finile ben”) si dimostra scaltro, capace e preparato ed in poco tempo riesce anche a ribaltare a favore cislino i rapporti di forza all’interno della Rappresentanza sindacale alla Burgo, Somo tempi particolari, il Pci e la Cgil mirano alla legittimazione istituzionale ed alla diretta interlocuzione con i poteri forti, la battaglia referendaria persa (quella sulla scala mobile) li hanno indotti a recuperare consensi all’interno della stanza dei bottoni.. Non amano particolarmente i rompic…e Renzo lo è tale notoriamente.
Tuttavia oggi a distanza di venticinque anni, sempre i compagni delle fabbriche, me lo descrivono invece troppo impegnato a coniugare e “limare” le istanze della produttività con quelle delle giuste affermazioni dei diritti, insomma un po troppo “imborghesito” (il potere logora comunque). Renzo non è che mi diventi come quei “miglioristi” del Pci adesso, mi scuso per l’irriverenza ingiusta di Forattini, ma come Berlinguer in poltrona ad ascoltare dalla finestra fuori i metalmeccanici incazzati? Un sindacato tenuto fuori dai cancelli di una fabbrica è un brutto segno per tutti, di debolezza e divisione perchè ci marcia sempre il Paron: lavoraa tant, pajaa poc e tigniti BON..

pina del letame
19 febbraio 2012, 16:11

Letto Landini oggi” Del art 18 non si discute nemmeno” è la frase classica che identifica un sindacato come conservatore e, quel che peggio, non di diritti per tutti, ma per pochi. Non sono previlegi, però si lasciano al di fuori di qualsiaisi protezione, il 90% dei lavoratori, cioè quelli che operano in luoghi di lavoro sotto i 15 dipendenti. Nel marzo 2002 si era fatto uno sciopero perchè si discuteva di abrogare l’articolo senza alternative credibili. Ora estendere protezione a tutti sarà ben meglio che proteggere solo il 10% dei lavoratori che poi si riduce a rmborsi dopo 10 anni di processi civili. Così penso che vantarsi di non firmare un accordo per difendere i diritti dei lavoratori quando si è firmato di peggio in questi venti anni, mi sa tanto di posizione pregiudiziale e non di ragionamento globale. Vantarsi della non firma viene da lontano, da un segretario confederale poi andato a far il segretario di partito che si vantava di non aver firmato mai gli accordi voluti da Lama, Pizzinato o Trentin. Stare fuori dai cancelli fà tanto colore…rosso magari, ma non aggiunge un minimo di sicurezza a chi lavora all’interno.
Fare sindacato ed io sono solo stata iscritta CGIL o non iscritta, vuol dire rappresentare i diritti e gli interesi di coloro che lavorano e di coloro che lavoro non ce lo hanno perlomeno sicuro.

giovanni maron
19 febbraio 2012, 16:22

De prato come Berlinguer. Ha Ha Ha. Guardate che non si può bestemmiare sul web.

Radic di Mont
19 febbraio 2012, 17:17

A proposito di Art.18, la prima ragione per abolirlo è quella di aumentare la produttività, E PERCHE’ C’E’ SEMPRE UNA GIUSTA CAUSA, xè una Azienda per principio assume non licenzia, quindi qundo ciò succede è perche vi è comunque una ragione.
Secondo me anche un antipatia è una giusta causa, ci si separa tra coppie x molto meno, non vedo xè sul lavoro si debba convivere a prescinder.
E’ necessario aumentrare le protezioni e i dispositivi di accompagnamento ad nuovo lavoro non costringere le Aziende ad avere un ambiente poco sereno e quindi poco produttivo.
E’ tempo di seguire l’esempio del GERMANIA, dove si collabora per il bene dell’AZIENDA, che è colei che crea il lavoro.
Bisogna che tutti comprendano che senza AZIENDE, non c’è lavoro, e che le aziende vanno/stanno dove le condizioni gli permettono la sopravvivenza nelle condizioni migliori e che in un modo globalizzato e senza frontiere….a spostarsi ci vuole un nulla….

Grasse risate
19 febbraio 2012, 18:21

C’è chi scrive in maiuscolo termini probabilmente sconosciuti.
Radic di Mont sai cos’è un “azienda”?
Sarebbe il caso che prima di fare il saggio e di portare in campo esempi ti facessi un minimo di cultura.
Da quanto si capisce dal tuo messaggio non hai ancora capito cos’è un’impresa, cos’è l’azienda, e sicuramente non saprai nemmeno cos’è la ditta. Se dovete fare i maestri fateli almeno con i termini appropriati!

Radic di Mont
19 febbraio 2012, 18:42

è 25 anni che ho una Azienda, che opera sui mercati internazionali fin dal 1989, e so benissimo di cosa parlo, forse è lei sig. “grasse risate” che non ha la minima idea di come funziona il mondo da 10 anni a questa parte…
legga mediti e rifletta, prima che le tocchi di tornare a pascolare le pecore invece di avere ancora un tessuto industriale…
E visto che Automotive rappresenta quasi il 50% del tessuto industriale della Carnia…se migra in Polonia come era già in procinto di fare nel 2004…voglio vedere dopo….

de prato renzo
19 febbraio 2012, 18:52

Io in azienda ci vivo da 27 anni e quello che dice radic di mont o pina sono opinioni e cosiderazioni che in privato molti lavoratori codividono,Maron a leggere Lupieri non mi paragona a Berlinguer,ma parla di miglioristi che nel vecchio PCI erano rappresentati da Napolitano che era in minoranza nel partito con posizioni che condividevo perche piu riformiste,come quelle dei socialisti,della CISL,o della Cigl rappresentata da Del Turco

Radic di Mont
19 febbraio 2012, 18:55

Lei lo sa che in Polonia, grazie ai fondi Europei, basata che si crei occupazione danno alle aziende estere gli stabilimenti chiavi in mano quasi a costo zero ?
E mi spiega quale sia la motivazione per una Multinazionale come Automotive pe rnon andarsene qualora non ci siano più le condizioni decorose per continuare a produrre in Carnia ?
Visto anche che non c’è più nemmeno un dirigente locale che vi lavori? considerando che le nuove leve a suo tempo glie le aveva portate via la DeLonghi a suon di offerte economiche migliorative e che i vecchi sono oramai tutti in pensione ?
Come vede caro Lei, conosco molto bene sia la storia della Automotive che quella del tessuto indutriale del nostro territorio.
E si ricordi che io ho grande considerazione di chi lavora, sia eso un dipendente o un imprenditore, ma non è ingessando il mercato del lavoro su posizioni ideologiche che si aiuta il paese e il ns. territorio a crescere.
Non voglio schiavi ma gente che fa con coscienza il suo dovere, da una parte e dall’altra…

Marino
19 febbraio 2012, 19:03

Se Automotive Lighting non è mai andata via è perché siamo i più bravi, sia a progettare che a fabbricare. Non ci meritavamo Marchionne e i suoi cazzo di accordi.

giovanni maron
19 febbraio 2012, 19:19

E bravo radic di Mont. Ti piacerebbe licenziare chi ti sta antipatico ed avere solo simpaticissimi Fantozzi! Ma perché non tr ne vai tu in Polonia o in Cina o affanculo?

de prato renzo
19 febbraio 2012, 20:00

Approposito di Cina , la ce la piu grande FIOM del mondo e la venduta CISL e fuorilegge se fossi un compagno che rivendica i diritti ci andrei subito ,

cid
19 febbraio 2012, 23:06

caro persello non sono uno che mi piace mettermi a 90,anzi. Da ex rsu ho fatto anche io in passato le mie battaglie in Seima(cosi mi piace chiamarla)e anche ora ci sono delle persone serie che fanno sindacato. Non capisco come mai quando il segretario della fiom firma accordi contro il parere degli operai va tutto bene e quando fanno gli accordi i delegati sono dei venduti.

Siro
20 febbraio 2012, 08:52

certo che quel cid ha le idee chiare. Prima dice che la fiom non firma accordi, poi che li firma contro il parere degli operai. o una o l’altra, del resto basta scrivere qualsiasi cazzata che va bene tutto!

gianpaolo roccasalva
20 febbraio 2012, 11:45

Avviso ai naviganti:
Come previsto, la fiat per mezzo del suo studio legale, non riconosce l’esito delle votazioni in Automotive Lighting e quindi non riconosce le RSA della Fiom, andando contro la volontà di 351 lavoratori che si sono espressi con il voto.
Il ricorso sarà presentato nelle prossime ore al tribunale di Tolmezzo.

Maestrina
20 febbraio 2012, 12:21

Caro Renzo,
non serve che tu vada in Cina, ti basterebbe ripetere le elementari anche solo a Cazzaso per non mortificare così la nostra amata lingua italiana… qui sotto il tuo post in un italiano corretto. Puoi fare un copia-incolla e ripubblicarlo.

“A proposito di Cina, là c’è la piu grande FIOM del mondo e la venduta CISL è fuorilegge. Se fossi un compagno che rivendica i diritti ci andrei subito.”

cid
20 febbraio 2012, 12:57

caro siro io ho le idee chiarissime perche fino a dicembre la fiom era presente in stabilimento. Sveglia

il poeta carnico
20 febbraio 2012, 13:49

come dice il saggio…per fortuna che esiste RENZO DE PRATO …uno che sa TUTTO… e che, anche quando non conosce le cose…comunque sa tutto lo stesso.

siro
20 febbraio 2012, 15:15

caro cid. Svegliati tu. hai scritto testuale (il 18 febbraio) che la fiom negli ultimi anni non ha più firmato accordi, poi (il giorno dopo), che la fiom ha firmato contro il parere degli operai. o una o l’altra. Ma tanto va tutto bene, anche per quelli che tu ex rsu hai lasciato a casa senza muovere un dito.

Paolo Morocutti
20 febbraio 2012, 17:03

Non vorrei alimentare ulteriori polemiche ma, dato che sono tirato in ballo rispondo al Sig.Franco al commento datato il 15 e il 17 febbraio u.s.per fare un po’ di chiarezza sulle Maestranze di Mister e Carnialed:
Le Lavoratrici/ori di Carnialed a causa della messa in liquidazione della stessa, con trattativa sindacale (FIOM-FIM)hanno usufruito di due anni di cassa integrazione speciale ed ora sono in mobilità.
A breve il sindacato si costituirà parte per ottenere il solo pagamento del TFR e i contributi di chi ha sottoscritto il fondo Cometa.
Le maestranze di Mister hanno usufruito già di un anno di cassa speciale e stanno facendo il secondo, mentre, una parte è scesa per continuare il lavoro in quel di Basiliano e la stessa società si trova in concordato. Sarà il giudice assieme al liquidatore a stabilire chi dovrà pagare l’ultimo mese di retribuzione (solo alle maestranze di Basiliano) ferie TFR ecc.ecc.agli altri il solo TFR.
Aggiungo inoltre che accetto tutte le critiche ma, debbono essere prima costruttive e poi bisogna, prima di parlare, conoscere meglio i fatti perchè si parla di Lavoratrici/ori e non di materiale inerme.
Tengo anche a precisare che il lavoro del sindacato in questo caso la FIOM non ha ricevuto dal 2008 nessun versamento da parte dell’azienda dal tesseramento dei suoi iscritti.
Non bisogna buttarla in caciara o politica caro Franco mandi e a tua disposizione.

giovanni maron
21 febbraio 2012, 16:00

Fresca fresca da Pomigliano

Antonio Di Luca*

La messa Fiat nell’acquario per annullare la dignità operaia
Bisogna digiunare e chiedere perdono ai capi per un errore in una catena che strangola chi lavora

Sono poco più di 2000 dipendenti, e solo 1750 gli operai finora richiamati a Pomigliano. In linea con il 40% dichiarato all’esame congiunto di Roma dalla Fiat nel luglio 2011. Passaggio necessario, per rinnovare di un altro anno la cassa integrazione per cessazione di attività per i restanti 3200 operai ancora fuori dal processo produttivo. A oggi lo stabilimento produce 800 vetture al giorno su due turni per cinque giorni alla settimana. Dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22. Il turno di notte è saltato, compromettendo anche quel poco di aumento salariale portato dall’indennità notturna. Questo significa concentrare l’innalzamento della salita produttiva solo su due turni anziché tre, e aumentare lo sfruttamento intensivo psicofisico degli operai, costretti a ritmi massacranti oltre ogni limite di ragionevolezza. La salita produttiva nei prossimi giorni porterà a produrre 420 vetture a turno, una macchina al minuto. Meno di una margherita nel forno di una pizzeria. Una follia, mentre diversi capannoni sono in disuso e oltre 3000 operai in cassa integrazione.
Ma è questo il punto: non poteva essere altrimenti. Quando si produce una sola vettura, per quanto bella ma con un bassissimo valore aggiunto, comprimere i costi per l’azienda diventa necessario. Ed è in questo quadro che i delatori diventano essenziali per annientare la dignità degli operai. Le testimonianze che ci giungono quotidianamente hanno dell’inverosimile, spesso accompagnate da pianti. Ecco il motivo umano, prima che sindacale o legale che ci spinge a svelare questo abominio. Da quando è partita la produzione della nuova Panda le pause saltano, senza avvisi, scuse o particolare rispetto delle relazioni minime sindacali: «La pausa dalle 18 alle 18,10 salta», è il freddo ordine del capo.
Per chi aspetta quella pausa, già scelleratamente ridimensionata da «accordi» imposti dal «manager dei due mondi», per riposarsi dalla fatica di una catena che corre all’impazzata, è il baratro. Lavorare ancora due ore in quelle condizioni: con la schiena a pezzi, le gambe pesanti, la bocca secca e dolori alle articolazioni, ti sembra di impazzire. Ma è a fine turno che si compie l’atto drammaturgico più grave, Sheakespeare e Brecht a confronto sembrerebbero dei dilettanti: «la messa nell’acquario». Vi ricordate la lettera scritta al Corsera del prof. Ichino su Pomigliano?: « gli uffici con le pareti di cristallo collocati in mezzo al percorso del montaggio, quasi a sottolineare il superamento di ogni distinzione tra operai e impiegati».
Bene, quelle pareti di cristallo, che gli operai chiamano acquario, sono gli uffici che alla fine di ogni turno sono adibiti alla pièce. C’è un microfono, c’è il direttore con tutti i preposti aziendali al cui cospetto sono convocati gli operai. La riunione si apre con la dettagliata delazione dei capi e/o dei team leader sugli errori commessi durante il turno dagli inconsapevoli operai, tralasciando naturalmente errori e ritardi provocati dal processo o dal prodotto. L’audizione è obbligatoria per gli operai e lo spettacolo viene rappresentato nella pausa mensa. Quindi senza mangiare, dopo che quei poveracci hanno trascorso 10-11 ore lontano da casa, e dopo un turno massacrante di lavoro. Per espiare i propri peccati, il povero operaio messo in mezzo dalle gerarchie di fabbrica è costretto, al microfono, a scusarsi dinanzi a tutti magari di errori che neanche ricorda, vista la densità delle operazioni cui è stato sottoposto. Deve fornire convincenti prove del suo pentimento, nella speranza che la sua esibizione sia accolta con benevolenza dai capi e dal direttore e che scongiuri l’inevitabile contestazione e la multa. Provvedimenti che scatteranno comunque in automatico dopo tre «messe», fino a provocare il licenziamento del malcapitato dopo alcune contestazioni disciplinari.
Molti obietteranno che è normale in una grande azienda effettuare un brainstorming, o un semplice feedback della giornata; senza scomodare Marx, credo sia inconcepibile imporlo in queste forme a operai già provati da una giornata alla catena per poche decine di euro al giorno e in un quadro di delazioni tipiche solo in un «universo concentrazionario», dove l’unico obiettivo è l’annullamento della persona umana, prima ancora che dell’operaio.

* operaio a Pomigliano ed ex delegato Fiom, quindi cassintegrato

persello walter
21 febbraio 2012, 19:02

giovanni maron con questo articolo racconto di
Antonio Di Luca, porta alla luce quello che prima al punto 39 volevo dire io, questo e il punto al quale ci vogliono portare, facendoci odiare fra gli stessi operai e facendo noi stessi il favore di chi questo vuole ottenere, nel dibattito che fin ora si svilupato infatti ci sono i pro e i contro la fiom oppure contro uno e contro l’altro, l’unica discussione corretta e quella di essere uniti e come farlo per difendere quello che ci rimane e riprenderci quello che ci e stato tolto altrimenti saremmo tutti come glio operai di questa lettera e torneremo indietro allo schiavismo puro mascherato da progresso e nessuno e escluso da questo.

marino
23 febbraio 2012, 13:47

Ma non è possibile! Invece di fare una riunione in fabbrica, devo leggere sul messaggero che mi hanno messo in permesso obbligatorio e che questo serve per tenere settanta interinali! Ma chi vogliono prendere per il culo?

marino
23 febbraio 2012, 13:51

Anche se devo dire che a Tolmezzo non succede quello che ha scritto quello di Napoli, ma con sindacati così chissà. Fiom torna presto.

giovanni Maron
24 febbraio 2012, 00:24

Tieni duro che la Fiom rientrerà. Già da Melfi arrivano buone notizie: gli iscritti alla Fiom hanno vinto l’appello. Oggi ero a caricare proprio in Basilicata. Che festa!

siro cimenti
24 febbraio 2012, 12:17

Con la lotta si vince! Sarebbe opportuno sostenerla però. Ma dove sono i politici di Tolmezzo? E gli altri sindacati? Sveinsi cjargnei!

gianpaolo roccasalva
24 febbraio 2012, 15:40

Il reintegro dei due delegati della fiom e del terzo lavoratore, pure iscritto alla fiom è un fatto molto importante, che deve dare coraggio anche alla battaglia che stiamo sostenendo in Automotive Lighting. Il fatto che la Fiat sia stata più volte condannata per attività antisindacale negli ultimi mesi è la prova della deriva autoritaria che questa azienda ha preso, dando più lavoro agli avvocati che ai suoi dipendenti.

giovanni Maron
25 febbraio 2012, 19:06

Ha ha ha. Buona questa! La Fiat da più lavoro agli avvocati che ai suoi dipendenti! La verità è che in questo paese tutti fanno quello che vogliono (se hanno i soldi), se ne fortino dei tribunali, a meno che non debbano chiedere i danni ai giornalisti che dicono la verità sulla mito.

plupieri
25 febbraio 2012, 20:43

Intervento 71 (Maron per De Luca) : sconvolgente, da pazzi..Ricorda la tanto vituperata autocritica stakanovista sovietica..Pare ridicolo ma i sistemi alla fine si tangono e si comprendono.Il brainstorming lo posso capire in Banca, ma non in Fabbrica.
Cosi’ come descritto, spero, De Prato, che non succeda mai in Seima tantomeno in Cartiera, altrimenti c’e’ da augurarsi che arrivino presto i Cinesi, non che ci andiamo noi, ma che arrivino loro, almeno cazzo riprenderemo a lavorare per “edificare” il socialismo e non per la Chrysler..

de prato renzo
26 febbraio 2012, 10:16

Purtroppo Lupieri anche in cartiera manca il socialismo da te richiamato

plupieri
26 febbraio 2012, 10:32

Bravo Renzo..La battuta mi è piaciuta..

marino
28 febbraio 2012, 16:42

Incredibile. Rimaniamo chiusi due giorni consecutivi e nessuno dice niente, a parte i giornali. adesso facciamo l’assemblea postuma. basta cisl. andate fuori dalle palle servi di marchionne!

marino
28 febbraio 2012, 16:43

Ci hanno appena fatto fare due giorni obbligati di ferie e adesso, è solo martedì, ci chiedono nuove ferie. AIUTOOOOOOOO!

Vera
28 febbraio 2012, 18:33

E i politici locali, cosa stanno facendo per Voi..sig. Marino? Forse il compitino in classe è troppo difficile per loro?
Già…loro si occupano dell’ordinaria amministrazione della cosa e degli interessi pubblici, nè più e nè meno di un amministratore di condominio…a tempo perso!

cid
28 febbraio 2012, 23:10

Con le volgarità non si va da nessuna parte.Io e tanti altri abbiamo letto i comunicati in bacheca dove veniva spiegato a chiare lettere che c’era un calo di lavoro.Se il mercato dell’auto è fermo non è colpa ne della cisl ne tanto meno della fiom.Per far crescere la domanda di fanali una soluzione esiste: consegniamo al signor Marino un bel martello e lo mandiamo in giro per la Carnia a rompere fanali.

Fornaro
29 febbraio 2012, 09:06

Braco cid (ma che fai l’assicuratore?)
se continui così ti eleggerò sottosegretario alle fregature del mio ministero….

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