Gestione centralizzata, installazione dei contatori e altro al centro di questa lettera di Franceschino Barazzutti, che prende di mira Carniacque:
E’ un lungo elenco quello delle località entrate in crisi idrica in questi giorni. Sono località che vanno dalle valli della Carnia, al Canal del Ferro, alla Valcanale, alla val Resia. La colpa della crisi si chiama: siccità e gelo.
In questa situazione di crisi diffusa su un territorio così vasto e non non riuscendo a fronteggiare le richieste d’intervento Carniacque canta come il Barbiere di Siviglia “tutti mi chiedono, tutti mi vogliono. Oimè che furia, oimè che folla, uno alla volta, per carità!”
Già, Carniacque non ce la fa. A questo punto qualche ragionamento va fatto:
1. Non è la prima volta che in montagna si crea una situazione del genere. Quando Carniacque non esisteva erano i Comuni a far fronte a simile situazioni e lo facevano nei tempi passati con mezzi e personale propri, mobilitando – all’occorrenza – anche i cittadini, che percepivano quell’acqua e quell’acquedotto come “loro”. Questo sistema di gestione decentrata in loco sia dell’ordinarietà sia delle emergenze ha funzionato.
2. Con l’avvento di Carniacque si ha abbandonato la gestione decentrata e si è passati alla completa centralizzazione in Carniacque, lasciando inutilizzati i mezzi tecnici, le persone e le conoscenze disponibili sul posto e che avevano in passato garantito un buon servizio. Pensare di gestire in modo centralizzato il servizio idrico in un territorio così vasto che va da Tarvisio a Trasaghis a Forni Avoltri e Forni di Sopra è pura follìa. Tanto più se ci si propone di ridurre gli enti, la buracrazia, i costi. Nel caso di Carniacque si è fatto tutto l’opposto caricando disagi e costi sui cittadini, allontanando la gestione dalla partecipazione della gente una volta garantita dagli amministratori comunali.
3. La crisi idrica di questi giorni rivela che le priorità sono ben altre e non certo l’applicazione dei contatori voluta dai dirigenti di Carniacque, dai quali sarebbe opportuno avere informazioni su quanti contatori siano “saltati” per il gelo di questi giorni, i cui costi ricadranno sugli utenti per una impuntatura dei dirigenti di Carniacque
Per il Comitato tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento:
Franceschino Barazzutti 11.02.2012



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