Il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la nuova legge del Friuli Venezia Giulia sull’accesso ai servizi del welfare.
L’impugnativa è stata decisa perché i requisiti di residenza previsti dal testo, approvato dalla maggioranza di centrodestra lo scorso novembre ”introducono – si legge nella motivazione – inequivocabilmente una preclusione destinata a discriminare”. I provvedimenti erano stati gia’ impugnati e censurati dalla Consulta come ”discriminatori”.
La legge garantisce l’accesso alle prestazioni socio-assistenziali (Fondo di solidarietà sociale, sostegno famiglia e genitorialità-bonus bebé, diritto allo studio) ai cittadini italiani o comunitari residenti in regione da almeno due anni. Gli alloggi di edilizia residenziale sovvenzionata è riservata alle famiglie in cui almeno uno dei coniugi sia residente da due anni in regione. Secondo il Governo, le disposizioni “eccedono dalla competenza legislativa integrativa in materia di assistenza sociale attribuita alla Regione Friuli Venezia Giulia” e comportano “l’esclusione assoluta di intere categorie di persone fondata sulla mancanza di una residenza temporalmente protratta, nonché su una ulteriore discriminazione tra gli stessi extracomunitari”.



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