Quattro emendamenti alla manovra Monti in difesa della specialità regionale

  • Facebook
  • Twitter
  • Oknotizie
  • FriendFeed

Renzo Tondo (Presidente Friuli Venezia Giulia) e Sandra Savino (Assessore regionale Finanze) al tavolo istituzionale convocato con i parlamentari del Friuli Venezia Giulia.

Quattro emendamenti parlamentari per correggere la manovra del Governo Monti in modo da difendere l’Autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia e risolvere alcuni problemi urgenti che riguardano tutti i cittadini della regione e allontanano, nello stesso tempo, il risanamento del Paese.
La proposta è stata presentata a Trieste dal presidente della Regione Renzo Tondo, nel tavolo istituzionale convocato con i parlamentari del Friuli Venezia Giulia, presenti i capigruppo consiliari e gli assessori Sandra Savino e Angela Brandi. La riunione ha assunto un’importanza ancora maggiore, in vista dell’incontro che lo stesso Tondo avrà giovedì prossimo a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti giovedì 2 febbraio. ”Dobbiamo far capire – ha detto il presidente della Regione – che la nostra Autonomia speciale non è un privilegio, ma una responsabilità, che abbiamo sempre esercitato nell’interesse del Paese”. Tondo ha citato la ricostruzione del post-terremoto, la Sanità e gli Enti locali gestiti in piena autonomia, le grandi infrastrutture al servizio dell’Italia che la Regione sta realizzando con proprie risorse, senza chiedere una lira allo Stato centrale, la riduzione del debito di 600 milioni di euro, contributo rilevante al risanamento dei conti pubblici nazionali.
Gli emendamenti riguardano due questioni di ”neutralità finanziaria”, e cioè l’addizionale comunale e provinciale all’energia elettrica e la compensazioni ICI sulla prima casa, che se applicate senza modifiche al Friuli Venezia Giulia avrebbero un effetto peggiorativo rispetto alle altre Regioni. E inoltre due problemi definiti di ”fiscalità di svantaggio” (accisa sulla benzina e tassa di stazionamento per i natanti), che non tengono conto cioè della particolare situazione del Friuli Venezia Giulia come area di confine.
Dopo l’esposizione dei quattro emendamenti, da parte di Tondo e dell’assessore Sandra Savino, si è sviluppata nel corso dell’incontro un’ampia discussione, in cui sono intervenuti numerosi senatori e deputati eletti in Friuli Venezia Giulia, oltre a diversi capigruppo. Nel trarre le conclusioni, Tondo ha voluto ribadire il carattere istituzionale del tavolo, sottolineando come ci sia stata un’ampia condivisione sull’urgenza dei provvedimenti da adottare, su questioni che toccano direttamente i cittadini e sul principio della difesa della specialità. Una difesa che – ha voluto ricordare il presidente – è sempre stata storicamente patrimonio di tutte le forze politiche regionali, senza distinzioni tra quelle che sostengono o sono all’opposizione rispetto al Governo nazionale.

Renzo Tondo (Presidente Friuli Venezia Giulia) e Sandra Savino (Assessore regionale Finanze) al tavolo istituzionale convocato con i parlamentari del Friuli Venezia Giulia

sabato 28 gennaio 2012
Altri articoli su questi argomenti:

 3 Commenti

remo brunetti
5 febbraio 2012, 13:06

Cjâr Alessio,
Lis strassariis, no plasin a di nissun, massime a nô furlans, che ‘o sin i prins a denunciâlis parcè che vint vût l’esempli austriac, ‘o vin imparât a preseâ une corete e serie aministrazion dai bens publics. La domande di fâsi a è une altre. Cemût mai cun tantis strassariis che a son vie pes italiis, si van a cjalâ cumò chês des regjons autonomis a statût speciâl?Jo ‘o crôt che al seti parcè che chest guvier Monti plui che al federalisim al pensi invessit al centralisim, in mût che Rome a puedi controlâ dut. E lis regjons autonomis, propit par vie che a son autonomis o autonomis a metât come la nestre a son un slaif a chest proces di centralizazion.Nô però no vin di pensâ a ce che ur conven ai podeis fuarts di Rome e di Milan, ma ‘o vin di pensâ ai nestris intares, che no son compagns di chei di Rome o di Milan. E dal moment che la Costituzion da Republiche a ricognos une autonomie speciâl a la nestre regjon par vie da nestre situazion geoeconomiche e pe presince des minorancis lenghistichis, la slovene, la todescje e la furlane, al fâs ben Tondo no dome a difindi, ma ancje a incressi lis competencis de nestre regjon.

marisa
5 febbraio 2012, 18:59

ALESSIO,
al à reson Remo. Il gjornalist si cjale ben di meti in evidence, par esempli, lis peciis de regjon Lazio – soredut inte sanitât dulà che e je plene di debits. E si cjale ancje ben di dì che chi di nô la sanitât se pain debessoi. Al cotrari in chês altris regjons ordenaris, la sanitât e je dute paiade dal Stât…

E chest al è dome un esempli de parzialitât de l’articul.

SCRIVI (Ricorda che sei personalmente responsabile per il contenuto del commento)

Nome e Cognome (obbligatorio)
Email (Non viene pubblicata)
Sito

Ogni opinione espressa dai lettori attraverso i commenti agli articoli è unicamente quella del suo autore, che si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Carnia.La manlevata ed indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.

Invia la tua notizia a Carnia.La

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio

Links