Esplode il caso dei contatori per l’acqua in Carnia

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25/01/2012 – L’imposizione dei contatori per l’acqua in Carnia (per metà sprovvista) fa discutere. Su Gazzettino e Messaggero si riporta la posizione del comitato Aghe di Mont e il membro del comitato consultivo degli utenti nell’Ato Ira Conti, che lamenta il fatto che i costi di installazione nel caso in cui non ci sia pozzetto siano a carico dell’utente, che non potrebbe però scegliere il tipo di contatore. Si parla anche del problema gelo in Carnia, di fronte al quale, si riferisce, nell’Ato centrale un componente della pianura avrebbe suggerito ai carnici di finirla di lamentarsi, suggerendo di tenere il riscaldamento al minimo. Moltissimi riscaldano la casa a legna, la replica di Conti.
Da Carniacque fanno sapere che i contatori rispondono ad esigenze di equità, per stabilire gli effettivi consumi e per segnalare eventuali perdite.

mercoledì 25 gennaio 2012
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 82 Commenti

remo brunetti
27 gennaio 2012, 20:45

I contatôrs a siervin tai paîs dulà che le âghe a è misurade, ma imponi di meti i contatôrs dulà che âghe a’nd’è fin che sin vûl al è ridicul! E po cuissà parcè, ma jo cuant che ‘o sint fevelâ Carniacque di equitât, no pos fâ di mancul di pensâ a Equitalia…Lassait le âghe ai comuns,vè! Ce contatôrs!

adriano rainis
27 gennaio 2012, 23:16

Ti spietavi a chi Remo. Ho visto posizioni molto differenti anche da parte dei detrattori di Carniacque sul pèroblema contatori. Tu continui a pensare che l’acqua sia tua. No mio caro, se Cavazzo ha acqua ad iosa ed altri comuni e/o frazioni no, tu non puoi dire che dove c’è penuria possono essere messi e dove c’è abbondanza non occorre. L’acqua è il bene comune più trasversale e solidale che ci sia. Diciamo che col tuo ragionamento si potrebbe dire che chi ha tanti soldi non occorre che paghi tanta percentuale di tasse come chi di soldi ne ha di meno, comunque, come totale, avrà pagato di più.
Ma soprattutto l’acqua è un bene in esaurimento. avere una cognizione dei consumi, è necessario per capire gli sprechi. Io d’estate, pur avebdo la fontana esterna, prendo l’acqua, 300 lt, per l’orto nel vicino rio e non lo faccio solo per risparmiare, ma perchè sono convinto che l’acqua vada risparmiata fino a quando ce ne è.

Remo Brunetti
28 gennaio 2012, 00:42

Jo invessit no ti spietavi, Adriano. Ma zà che tu seis ti consei di lassâ da bande il Comun di Cjavàç, che al a savût aministrâ lis sôs aghis e i siei acuedots in maniere esemplâr, tant di rivâ a furnî di aghe ancje il comun di Bordan. Il merit ur va ai aministradôrs e ai fontanârs che tal cors dai agns a àn savût aministrâ e distribuî un ben che(si lu veve capît bielzà 50agns fa)nol ere di strassâ.Par chest, cuant che jo ‘o eri ancjemò frut, a son stats metûts in dutis lis cjasis i contatôrs.Contatôrs che a siervivin a controlâ trope aghe che si consumave, e tros bêz che si veve di pajâ al comun pal servizi. Ma Cjavàç al è un paîs dulà che le aghe a ere misurade, e si scuegnive fâ cussì.Come che tu viôts, Adriano nè tu, ne la tô Carniacque no veis nuje di insegnânus. Parcè alore vegnie fûr chest casin cui contatôrs? Parcè che vuei i contatôrs no contin plui tros bêz che si a di dâ al comun pal servizi, ma tros bêz che si a di dâ par pajâ i profits di Carniacque SPA.

paolo martinis
28 gennaio 2012, 14:04

remo, se doman buinora i vesin di gjava i contators a duta la cjargna i profits (ricavi, no guadagns) di carniacque a saresin tant plui alts. i paisus cun tantas secondas cjasas a portaresin bes tant che tomiec.
una precisazione: del costo per fare il pozzetto (mediamente 500-600euro) o sostituire l’allacciamento (mediamente 800-1000euro) per installare il contatore, all’utente richiedente viene chiesto un contributo di 100euro. se il pozzetto c’è già e il tubo è in buono stato, l’installazione è gratis. il resto paga carniacque, quindi tutti gli altri utenti con le loro bollette.
faccio anche notare che la critica all’assenza di contatori (e il rimbrotto a ira conti) arriva da legambiente e che, come cavazzo, i contatori li hanno da decenni anche sauris e tarvisio. l’ultima volta che ci sono stato faceva piuttosto freddo.
buon weekend.

28 gennaio 2012, 14:33

Paolo

Il tuo ragionamento fa… acqua :)
Se é vero che la quota a carico dell’ utente per l’ installazione dell contatore é 100 euro su 1000, tutto il resto va a finire nelle bollette di tutti.
Ergo: più lavori Carniacque si inventa
più crescono le bollette.

Dopodiché il gioco delle tre carte diventa ancora più discutbile perché oltre alla quota fissa c’é anche un consumo minimo (75 mc? Corretto?) che é una seconda quota fissa. Risultato: l’ultima bolletta che ho ricevuto per l’ utenza dello studio dove tiro l’ acqua cinque volte al giorno mi ha dato la soggettiva ma pur legittima impressione di essere borseggiato
E bada: non sono un pensionato (di quelli, per capirci, che hanno duvuto rinunciare al telefono per riuscire pagare le vostre bollette)
D’ altronde, come funziona la faccenda é lampante: In precedenza, gli operai del Comune curavano le manutenzioni e la contabile impiegava una settimana del suo tempo già retribuito per inviare le cartelle. Adesso Carniacque ha un organico di 34 pesone e l’ anno scorso (2010) ha sostituito 816 contatori (pagati nelle nostre bollette), i Comuni non mi risulta abbiano ridotto gli organici, dunque?

Per salvare almeno quelli che non sono caduti nella rete ho iniziato a proporre edifici Carniacque&Enel free. Per ora li usano i vileghjànts, ma con quel che costate c’é il rischio che la moda si diffonda.

Ti aspetto per un caffé

P.

Plupieri
28 gennaio 2012, 16:09

Prima in alto i “forconi” perchè i contatori non c’erano, adesso perchè vengono installati..Perchè non togliere anche quelli dell’Enel allora a questo punto?..Remo, secondo tuo ragionamento, forse nemmeno illegittimo, Cavazzo NON dovrebbe pagare nemmeno l’Energia elettrica stante quello che hanno fatto al Lago..Qui a forza di guardare “l’albero” si perde di vista il “bosco”..

28 gennaio 2012, 17:50

Lupieri

So mica perché le stesse persone che si indignano quando le multinazionali si appropriano delle risorse degli indios del Sud America trovano invece naturale che qui a casa nostra dalla Sade in poi qualsiasi tirapiedi, preferibillmente venuto da fuori, possa impossessarsi delle poche risorse che ci sono pagando concessioni ridicole e rivendendoci addirittura la roba nostra caricata di sovrapprezzi termici e quote fisse assortite?

E cumò chjaliti il filmùt

http://www.youtube.com/watch?v=ByKXUCXCTM0

Laura Matelda Puppini
28 gennaio 2012, 20:02

Carniacque mette i contatori a sue spese. Servono a lei, non al cittadino.

remo brunetti
28 gennaio 2012, 20:19

Cuant che Carniacque no sarà plui, e che i comuns a tornaran a jessi parons dai lôrs acuedots e des lôrs aghis, in Cjargne ‘o fasarin une setemane di sagre.

paolo martinis
28 gennaio 2012, 20:28

paolo,
tu sei attività commerciale e quindi hai una seconda quota fissa (i 73mc di minimo impegnato), le seconde case non ce l’hanno. legittimo che tu ti senta borseggiato (uno studio professionale non è un salone da parrucchiera), ma avresti avuto lo stesso trattamento con qualsiasi altro gestore d’italia. è la prassi, sigh.
sul video ok che a ovaro ovaro avete un troppopieno cospicuo, ma mica vero che è così per tutti i serbatoi di ovaro. la cosa corretta sarebbe una serie di galleggianti e l’acqua in eccesso che continua a scorrere ai piedi della sorgente da cui è captata, che è quanto abbiamo in mente di fare anche perché lo chiede la legge (e il wwf, quindi anche ira conti, credo). solo che servono i soldini, e se continuate a rifiutarvi di pagare le bollette non lo faremo mai :-) . un’alternativa è far girare una turbina per fare corrente e far pagare di meno gli utenti, o almeno evitare che le bollette aumentino, ma non è così semplice come sembra. ne parliamo davanti al caffè.
sai bene che non vedo i contatori come una priorità, ma rimangono l’unico metodo per far pagare equamente le bollette e ridurre gli sprechi dove l’acqua scarseggia. che poi non sia il caso di ovaro non ci piove.

Plupieri
28 gennaio 2012, 20:42

Paolo Martinis, quando siete partiti, siete partiti msle..nel senso comunicativo..(bisognava raccontare la verità dall’inizio..che l’acqua sarebbe “costata” e che con la virtù si va solo in Paradiso..) Tu saresti stato ottimo come speaker…(i riformisti c’hanno fatto una brutta figura invece e rimesso un politico di calibro (Renzo Petris). Mandi

Plupieri
28 gennaio 2012, 20:43

partiti..non msle (sembra una sigla di un partito..) ma partiti “male” volevo dire..

Laura Matelda Puppini
29 gennaio 2012, 11:23

Scusate, errore di battitura in mio ultimo su questo argomento. Carniacque METTA I CONTATORI A SUE SPESE, SE LI RITIENE TANTO NECESSARI.Infatti trattasi di rapporto privato con privato, fra l’altro in regime di monopolio e senza possibilità di scelta per l’utente.
COMUNQUE, SIA COME SIA, CARNIACQUE è una società per azioni, una SOCIETA’ PRIVATA, che non può chiedere al cittadino ciò che poteva chiedere un’amministrazione comunale PUBBLICA.

Remo Brunetti
29 gennaio 2012, 12:32

Propit cussì, Laura, massime dopo dal risultâts dai referendum

clori micheletto
29 gennaio 2012, 13:28

Povera Carnia!
Le cose stanno veramente peggiorando e in modo precipitoso e incontrollabile. C’è n’è di carne al fuoco…da non dormirci la notte. Ora alla ribalta il caso dei contatori dell’acqua. Dico dei contatori,perché il problema “acque”in Carnia è da sempre sotto gli occhi di tutti e viene sistematicamente snobbato dai pìù.
Ma però, ribolle il sangue solo adesso che si palesa una maggiorazione di costi e si prospettano esborsi non troppo chiari per il cittadino. Diciamolo papale e papale che il carnico non si muove fino a che non gli si tocca il taccuino. Che tristezza…!
Contatore SI, contatore No.Riscoppia un’altra guerra tra i poveri. La cosa grave è che i vari comitati sorti quasi in ogni vallata stanno sopperendo alla totale assenza di una buona gestione del territorio che le amministrazioni ,i nostri piccoli comuni della Carnia (a parte pochi casi) impaludati politicamente non sono in grado di attuare.
E’responsabilità loro far si che si fronteggi al meglio la questione del risparmio idrico. Intervenendo da subito sulla rete idrica sostituendo gli acquedotti colobrado, anziché destinare fondi a riqualificazione di piazze ,a maneggi, panchine e fioriere!Di queste ,qualsiasi cittadino sano di mente ne farà tranquillamente a meno sapendo che i soldini verranno destinati a bisogni primari e non a “stupidezzi”.
L’affidarsi alla gestione di una società come Carniacque si è rivelato da subito un grandissimo errore. Ne paghiamo le conseguenze. Ammirevoli i Comuni di Cercivento,Ligosullo e Forni Avoltri.Peccato che non tutti abbiamo avuto il loro coraggio.
Il risparmio idrico è anche altro. È la coscienza della salvaguardia ambientale,che può limitare i consumi sconsiderati, nient’altro. Quella non si paga, non costa . È IMPEGNO MORALE CHE MOLTI NON CONOSCONO.
In Carnia una seria politica di tutela ambientale NON SI VUOLE FARE ! La privatizzazione dell’ energia elettrica ha permesso la costruzione di decine di centraline idroelettriche lungo quasi tutti gli affluenti del Tagliamento.
Tra questi alcuni sopportano anche più punti di captazione.
Le imprese e le società private , promettendo un facile guadagno,ingolosendo le piccole amministrazioni di montagna con l’allettante prospettiva di veder rimpinguate le povere casse comunali,hanno, nel nome dell’ energia pulita ,sistematicamente impoverito e prosciugato i nostri miseri corsi d’ acqua.
Nel frattempo i letti in secca dei nostri torrenti diventano discariche d’ immondizia a cielo aperto.
Ora la cosa importante diventa mettere o meno un ennesimo dispositivo di controllo sui nostri “sconsiderati” consumi idrici. Qui in montagna,più di bagnare un’orto o lavare la macchina non si fa. Dobbiamo anche lavarci di meno…???

paolo martinis
29 gennaio 2012, 20:14

clori,
nel suo intervento vedo la denuncia e l’indignazione per molte cose, ma una sola ricetta su cosa si potrebbe fare. certo sarebbe bella la realizzazione di tubazioni da parte dei comuni al posto di piazze e campetti da calcio, ma quasi 20 anni fa roma ha detto che i tubi devono pagarseli gli utenti. siamo un po’ tardi per rifiutarci.
non capisco di quale privatizzazione del mercato idroelettrico stiamo parlando: nel ’62 le centrali sade sono state nazionalizzate, per tornare private nel ’99. in quei 37 anni è lo stato a prosciugare il tagliamento, passando ai comuni del bim i sovracanoni per tirare avanti.
sui contatori solo una battuta: a tarvisio e sauris non ho sentito puzze particolari, ma sarà stato il raffreddore.

Maremonti
30 gennaio 2012, 08:37

Non sempre “privatizzare” è bello. Lo è ancor di meno se si tratta di una risorsa naturale come l’acqua!
E’ inutile girarci intorno, qui il problema è Carniacque. Se quei signori decidono domani mattina di assumere 300 persone, state tranquilli che a pagare saranno i ns. consumi di acqua…..o meglio..i nostri sacrosanti diritti di disporre di una risorsa naturale.

clori micheletto
30 gennaio 2012, 15:55

Non è mai “troppo tardi”.
Ma poi ,non siamo forse la Regione AUTONOMA Friuli Venezia Giulia?

ugo
1 febbraio 2012, 19:09

scavo 500€, contatore (della carniacque) messo in opera dal’ idraulico per un totale di 600€, pensavo fosse finita ma la Carniacque mi ha fatto pagare anche 88 € definiti come diritti fissi di allacciamento di uso domestico.Tengo a precisare che nessun operaio della sudetta ditta è intervenuto per l’allacciamento.

1 febbraio 2012, 19:32

Scenetta svoltasi a Luincis ieri e riferitami dalla padrona di casa

Esterno di un’ abitazione. Suonano e la proprietaria di fa sull’ uscio:

“Buongiorno, siamo di Carniacque e siamo venuti per l’ installazione del contatore”

“Ah, ma io non ho chiesto nessun contatore e non lo voglio!”

“Signora, il contatore é obbligatorio per legge”

“Si? Bene.Ditemi in base a QUALE legge”

“Veramente non lo sappiamo”

“Allora qui da me non mettete niente”

(Gli operai di Carniacque si allontanano)

Torneranno? Non torneranno?

La commedia forse é in un atto, forse in più atti
Comunque é… UNA COMEDIA!

Pareva dovessero rifare le reti di mezza Carnia e invece adesso la priorità é installare dei cosi che si rompono a guardarli (800 in un anno.

Ca iu métine a chjasa da sé sa an plaséi, ati che modificà pocéts

Maremonti
1 febbraio 2012, 19:40

Aspetto con ansia l’intervento del Rainis

Yuri Della Schiava
2 febbraio 2012, 19:38

Niente da aggiungere ha quello che Paolo Martinis ha spiegato molto bene sulla situazione degli acquedotti carnici, considerando che la vive quotidianamente sul campo ed e’uno dei pochi che sa veramente di cosa stiamo parlando.
Mi sento pero’ in dovere di analizzare il commento del sig.Ugo.
La frase piu’ significativa che si puo’affiancare a quello che dice e’ la seguente:
Se un uomo non ha il coraggio di difendere le proprie idee, o non valgono nulla le idee o non vale nulla l’uomo.
Quindi un commento fatto da una persona che non ha il coraggio di firmarlo, credo che che valga ben che poco.
Sul fatto poi dei 500euro per un lavoro di scavo del quale si limita solo a fornirne il costo, forse a nero pattuito con un artigiano del posto, e’ meglio evitare qualsiasi commento altrimenti cadiamo nel volgare.
Per i 100euro chiesti per l’installazione del contatore, vorrei dire al. sig. Ugo che se Carniacque Le ha consegnato il contatore per poter effettuare l’installazione con il proprio idraulico di fiducia, sicuramente questa richiesta e’stata fatta esplicitamente da Lei per consentirle di effettuare le modifche del caso al Suo impianto.
Sul fatto che nessun tecnico di Carniacque sia mai passato da Lei, cosa alquanto strana perche’ da quello che scrive Le hanno fatto pagare i diritti amministrativi per un nuovo allacciamento che prevede come prima cosa un sopralluogo, poi la cosa anomala se nessuno di Carniacque e’ mai stato da Lei da chi ha avuto il contatore dell’acqua?
Altra cosa molto strana da chi e’stato effettuato l’allacciamento sulla condotta principale dell’acquedotto, visto che nel 100% dei casi viene effettuata dagli operai di Carniacque?
Le ricordo comunque che Carniacque, per la sola installazione del contatore, non ha mai chiesto 1 euro a nessun utente, viene chiesto un contributo per la realizzazione del pozzetto di 110 euro.
In attesa di una replica chiudo dicendo che nei commenti che ho avuto modo di leggere vedo molta demagogia e poche idee per risolvere i problemi.
Saluti

adriano rainis
2 febbraio 2012, 20:19

Yuri, tu e Paolo siete due tecnici ed io mi limito a prendere nota dei problemi tecnico- amministrativi che cercate di spiegare.
Quoto completamente le ultime tre righe.

paolo martinis
3 febbraio 2012, 21:40

http://www.udine20.it/trieste-il-gelo-fa-scoppiare-200-contatori-dellacqua/
visto che siamo in tema, invito francesco a girare a bora.la la lettera di ira conti, magari ci ripensano pure gli amici triestini…

paolo martinis
3 febbraio 2012, 22:26

dimenticavo: la legge è il D.P.C.M. 4 marzo 1996 – Disposizioni in materia di risorse idriche (pubblicato in GU il 14 marzo 1996), capitolo 8 comma 2.8. nel DM si trovano tra l’altro altre interessanti disposizioni sui livelli minimi di servizio che, in carnia, evidentemente non dovremmo cercare di rispettare…
spero non si pretenda che gli operai conoscano i riferimenti normativi a menadito…
notte

adriano rainis
3 febbraio 2012, 23:06

La mia posizione su Carniacque è risaputa, adesso in altra discussione, vengo nominato anche consigliere di amministrazione senza niente sapere. Ho la convinzione che la società possa essere una maniera per controllare uso ed abuso dell’acqua, cercare costi compatibili con un servizio efficente e presente. Il discorso dell’uso di Equitalia per la riscossione dei crediti parlando di acqua non l’accetto. I tempi di intervento su guasti, su manutenzione ed interventi ordinari dovrebbe essere regolato con tempi precisi e penali in caso di ritardo. Infine, Paolo e Yuri, mi è difficle capire e, nel caso, spiegare i 300 euro di gettone di presenza. Sarà pur una SpA, ma rende un servizio costoso il giusto alla comunità. Non vedo perchè mettere in bilancio costi aggiuntivi per me eccessivi ed ingiustificabili.
Mandi

remo brunetti
4 febbraio 2012, 10:18

Cuant che Carniacque S.P.A a vignarà disfate e le aghe a tornarà ai comuns, ‘o fasarin une setemane di sagre par dute la Cjargne. E in cheste setemane ‘o larin a balâ davant da cjase dai siei sorestants e conseîrs di aministrazion, e ancje davant da cjase di Yuri, Pauli, e Adriano….

adriano rainis
4 febbraio 2012, 14:37

Quando Carniacque verrà sciolta il controllo, la distribuzione e la depurazione passeranno direttamente sotto il controllo della Provincia, come da progetto leghista, non tornerà più ai comuni, rimarrà pubblica e centralizzata.
L’acqua è pubblica non nostra e cosa devo rispondere alla ennesima minaccia verso chi non la pensa come te?

Paolo Querini
4 febbraio 2012, 15:34

Ogni tanto passa di qua uno di città
che mica collega che il terreno appartenga a qualcuno
lui é abituato con i parchi pubblici
cammina tra l’ erba, lo sguardo perso…
“Scusi, cosa fa sul mio terreno?”
Casca dalle nuvole
non realizza

Pare proprio, Rainis, che Lei provi una sorta di piacere
il piacere del cittadino
a ripetere e ripetere che l’ acqua ce la porterete via
Tanta pervicacia mi fa pensare agli americani
Decidono di andare a liberare gente
che non ha mai chiesto di venire liberata
e insistono, insistono
Gli tirano addosso tronchi d’albero con gli aculei o gli aprono sotto i piedi buche piene di chiodi
E loro non capiscono il perché di tanta ostilità

Con la sentenza 24 del 12 gennaio 2011 la Corte Costituzionale ha acclarato:

- Che il diritto europeo non ha affatto imposto agli Stati membri di privatizzare i servizi pubblici locali;

- Che i Comuni a seguito di referendum hanno la possibilità di gestire “servizi pubblici di interesse generale” indipendentemente dalla loro rilevanza economica

La forzatura imposta, prima con la legge Galli, poi con il decreto Ronchi é l’ espressione dell’ interesse privato di alcuni gruppi di potere e la prova lampante di questo é, tanto per fare un esempio, la composizione della società Arin che gestiva il ciclo integrato dell’ acqua di Napoli prima di venire smantellata a seguito del referendum:

https://docs.google.com/open?id=0Bz2Qhv9ZRJ24ZjY2MDBkZDAtMTM5Ny00YTIwLWI3YWItMzgwMDhiNjE1NjVl

C’ erano dentro ENI, Saipem, Impregilo, Nuovo pignone…
Credete che non sappiamo che cosa vale quello che cercate di portarci via dopo averlo accuratamente misurato?

Plupieri
4 febbraio 2012, 17:23

Remo si tu as di vegni a balaa a Tumiez la “lise”, almancul puarte un tai di bon vin e une fete di salam di chel nostran. Puarte ancjemo un par di fantates cjavacines di ches zovines e bieles magari, par Adriano ma ancje par me…

Laura Matelda Puppini
4 febbraio 2012, 18:32

Plupieri, no, questo modo di intervenire non va. Io ripeto quanto già scritto: Carniacque metta i contatori a sue spese se li ritiene tanto necessari. Infatti, essendo Carniacque una spa, trattasi di rapporto privato con privato, fra l’altro in regime di monopolio e senza possibilità di scelta per l’utente e non può chiedere al cittadino ciò che poteva chiedere un’amministrazione comunale pubblica.
Cfr. pure: Intervento di Ira Conti, datato Forni di Sotto, 20 gennaio 2012, pubblicato su Carnia.la domenica 29 gennaio 2012.

masaniello
4 febbraio 2012, 19:22

Cara Matelda, e chi paga per i nuovi contatori? Carniacque ecrto, cioè anche noi che i contatori ce li abbiamo già!E basta….. c’è gente che ogg, senza contatore, paga un forfait esagerato, in quanto consuma poco o niente, e c’è gente che paga pochissimo pur consumando tanta acqua! E’ quello che volete? Insomma è giusto o non è giusto che ciascuno paghi in base al consumo reale? Volete eliminare Carniacque (che è dei Comuni associati) per affidarli ai Comuni singoli? Noi di Tolmezzo certamente rispramieremmo. Non parlaimo di quelli di Udine, che sarebbero tanto contenti di “liberarsi” della Carnia per pagare di meno!!!!

remo brunetti
4 febbraio 2012, 19:59

Cjô, siôr Masaniello, culì no stin migo fevelant di vin, che si lu paie daûr dai tais che si a bevût.ulì ‘o stin fevelant di aghe,che in Cjargne a ven di rive ju, e che ogni comun di sest al ere bon di furnî ai siei citadins, daûr des lôr dibisugnis,fasint dome pajâ une piçule tasse.Le aghe no è un alc che si compre o si vent ma un licuit che nus covente par vivi e che ducj ‘o vin il dirit di vei.Su cont po dai comuns associâts, ducj ormai a san che se a cualchi comun i a forsit convignût scjamâ lis sôs rognis su carniacque SPA, altris comuns a son stâts obleâts da politiche a jentrâ in Carniacque che, se a fos dome che un consorzi di comuns no vares chê SPA. Lui po al dîs che chei di Udin a saressin contents di deliberâsi di nô cjargnei…No sai se a è propit cussì.Di sigûr, nô si che ‘o saressin contents di deliberâsi dal ATO.

Paolo Querini
4 febbraio 2012, 20:07

Bene, allora siamo d’ accordo

Facciamola finita con Carniacque
e ognuno torna finalmente a gestirsi l’ acqua
come usato da prima della guerra

Qualcuno si lamentava prima?
Qualcuno non pagava le cartelle del Comune o che?
Se fosse stato indetto un rapido referendum tra la popolazione
come pensate che avrebbe risposto le gente?
Infatti, ci si é guardati bene
E all’ inizio della società segreta Spa nessuno sapeva niente. Guardatevi le date delle delibere
E allora. Se era un fiore all’ occhiello al posto di una castronata, figurati se non la presentavi subito alla società civile
Ma come giustificavi che dentro c’erano dei privati che avevano fiutato l’ affare?
Quindi, tanto contento se voi di Tolmezzo risparmiate
e se Udine resta a Udine, così quando vado giù per il 25 aprile sono sicuro di trovarla a casa

Settimana prossima formalizzeremo la richiesta e i Sindaci che ritengono di poter decidere contro la volontà espressa dei cittadini, al prossimo giro possono presentarsi come assenti

152/2006
4 febbraio 2012, 20:30

Nel 2006, il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante Norme in materia ambientale abroga la Legge Galli e ridefinisce il servizio pubblico integrato come “costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili di fognatura e di depurazione delle acque reflue, e deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie”.[1
Questa é una legge della Repubblica Italiana che in democrazia si puo’ cambiare; non con consultazioni populistiche, ma conquistando democraticamente il potere durante libere elezioni.
O è troppo difficile conquistarlo il potere? Molto meglio criticare qualunquisticamente coloro che fanno scelte e stare eternamente all’opposizione per manifesta incapacità a governare i bisogni della gente.

Plupieri
4 febbraio 2012, 20:45

Laura non siamo mica a scuola..!! Remo Brunetti ha dichiarato che “balla” sotto casa di tre liberi cittadini che diversamente da lui intendono il rapporto di gestione del servizio idrico pubblico..Ora ballare era un eufemismo inteso per altro..sarà mica modo d’intervenire quello…

paolo martinis
4 febbraio 2012, 21:20

remo,
i pensi che la setemana che a ven no tu mi cjataras parcé che i sin un tic incasinas par il freit e i implants fas a regola d’art, no sta vegni nencja doman che i sarai a paular in t’un riù…
dopo se tu mi visis prima ti scieti cusì tu vens dentri a bevi un tai, di fur si glacisi encja balant la liscia.
gnot.

Paolo Querini
4 febbraio 2012, 21:23

Gentile Sig.152/2006
Per il rispetto alle norme nazionali e comunitarie La rinvio al commento nr.29

Dopodiché é singolare che se uno reagisce alla prepotenza ed ai saccheggi voi lo definite populista

Magari anche allo stupratore
nella sua testa bacata
piacerebbe che la ragazza
se ne stesse ferma e zitta

Laura Matelda Puppini
4 febbraio 2012, 22:09

Masaniello: Lewi scrive: “E’ quello che volete…”Chi?Mi pare di aver capito, anche leggendo la stampa, che la gente dei paesi della Carnia non intenda spendere 1000 Euro per un contatore e questo non l’ho scritto io! Se crede sia falso lo faccia notare a chi lo ha scritto! Inoltre si continua ad andare fuori tema ed a pensare che, con il freddo che fa, sarebbe bello trovarsi per un vin brulè in compagnia o per il taglietto, ma questa è altra storia!

remo brunetti
4 febbraio 2012, 23:19

Plupieri, Adriano Rainis che mi cognos al sa che jo no dopri un peraule par fant intindi une altre. In chê di che Carniacque SPA a vignarà disfate,e che la gjestion da le aghe a tornarà ai comuns che lu vuelin, lassant ducj libars di fâ cemût che a crodin, in Cjargne si fasarà une sagre lungje une setemane, pe contentece.Balâ, Plupieri, nujaltri che balâ…Paolo Martinis, jo no sai ce che tu as capît..Dut câs si pos simpri cjatâsi, Adriano al a il gno numar di telefon.

Plupieri
5 febbraio 2012, 00:03

Benon Remo cumo bine not..tigninsi di cont pa che balade, ma sperin che Carniacque a su duri almancul un mesut ancjemo prime di fa fieste..cusi a no su glacin lis aghis.. e parce no le mase il cas di balaa in tal viert cun cheste buriane siberiane….

Yuri Della Schiava
5 febbraio 2012, 00:56

Io veramente non riesco a capire quando una persona dice che l’acqua e’ nostra, l’acqua e’ un bene che appartiene alla comunita’ e non vedo il problema se un comune dove le risorse idriche sonno abbondanti dia la possibilitaa’ ad un altro comune di usufruire dell’acqua che esce dai troppo pieno. Purtroppo molte volte mi capita di sentire, girando come faccio quotidianamente per la Carnia, Valcanale e Canal del Ferro, persone che continuoano a dire l’acqua e’ nostra e non deve uscire dal comune oppure ma perche’ debbo pagare l’acqua a Tolmezzo. In Carnia ci sono purtroppo dei comuni che non hanno tutta questa abbondanza di acqua, quasi la maggior parte, i motivi di questo possono essere svariati, ma nella maggior parte dei casi il problema sta nella pessima gestione fatta proprio dai comuni stessi. Ribadisco poi al sig. Querini, che non e’ vero che prima della nascita di Carniacque andava tutto bene, c’erano persone che pagavano dei servizi, come fognatura e depurazione, di cui non usufruivano e che con Carniacque non pagano piu’, poi sinceramente non vedo tutto questo businnes che vede Lei nella gestione dell’acqua in Carnia, non siamo mica l’acquedotto Pugliese con quasi 2 milioni di utenti.
Due parole per rispondere alla sig.ra Puppini, quando dice che se Carniacque vuole mettere i contatori li metta a prorpie spese, e’ quello che sta gia’ accadendo, e non credo che ci siano altre aziende che gesticono altri servizi come l’elettricita’ o il telefono che facciano dei lavori gratuitamente. Le ricordo che quando il servizio idrico era gestito dai comuni i lavori come allacciamenti o realizzazione dei pozzetti venivano sempre pagati dagli utenti.
Con questo non voglio dire che Carniacque sia un meccanismo perfetto anzi, come tutte le cose va migliorata e perfezionata giorno dopo giorno e con l’aiuto di tutti, perche’ se volgiamo una gestione efficiente del servizio idrico e soprattutto che i ricavati vengano totalmente reinvestiti sul nostro territorio questa e’ la strada da percorrere.
buonanotte a tutti.

Laura Matelda Puppini
5 febbraio 2012, 12:56

Gentile signor della Schiava, l’acqua è fondamentale per la sopravvivenza, come si sa e come scrissi in miei altri post, ed è bene comune, l’elettricità ed il telefono no. Infatti i miei bisnonni e generazioni e generazioni di nostri antenati sono vissuti senza energia elettrica e senza telefono e per questo non sono morti. Ma se non si beve per 3 – 4 giorni è possibile morire ed aver danni irreversibili alla salute. E per l’acqua si lottava anche una volta, mi creda.Quando il patriarca Nicolò di Lussemburgo volle mettere alle strette Enric di Luincis, ammesso che quello che scrive Nicolò Grassi sia vero, fece in modo che nessuno dal castello assiedato potesse scendere al fiume, e il castello capitolò per sete, quando i nazi fascisti vollero eliminare un po’ di partigiani, nei paraggi, non in Francia o chissà dove, avvelenarono la sorgente ove pensavano si sarebbero fermati a bere, tutta la rocca di Micene è costruita a proteggere una sorgente d’acqua. E se uno non può pagare che fa, signor Della Schiava? Forse in quel caso Carniacque si trasformerà da s.p.a. a ente benefico? Perchè i comuni avevano la possibilità di venire incontro alle necessità degli indigenti del loro territorio, ma non carniacque, mi creda. Infine, come già scrissi, attualemnte onn si può aver acwqua potabile dai fiumi e da sorgenti, che, se non prosciugate, onn si sa neppure dove siano e potrebbero essere in terreno privato o dalle rogge, tra l’altro ora prive di acqua per la siccità.Non so se carniacque stia mettendo contatori a sue spese, perchè non so se Lei sia fonte attendibile ed informata, mentre i comitati si stanno ancora esprimendo in altro modo. Io resto della mia idea: con il referendum abrogativo carniacque avrebbe dovuto sparire ma non è stato così per i soliti balzelli burocratici.

Yuri Della Schiava
5 febbraio 2012, 21:30

Non so se le mie fonti sono da ritenersi attendibili, credo di si, comunque la voglio informare che per le persone che hanno dei redditi molto bassi e’ prevista una tariffa particolare, cosa che succedeva gia’ hai tempi della gestione comunale, non credo che il comune abbia mai cancellato delle bollette a persone che non potevano pagare il servizio.
Quando era piccola mia madre non esisteva ancora l’acqua corrente nelle case e la gente andava con i secchi a prendere l’acqua nelle fontane su questo condivido con Lei, ma come puo’ comprendere i tempi sono cambiati ed adesso nelle case ci sono lavatrici, lavastoviglie, due bagni ed il consumo di acqua rispetto a quei tempi e’ aumentato in maniera vertiginosa (pensi che ci sono delle famiglie in Carnia che consumano 700,800, anche 1000 litri al giorno), ma il sistema idrico (inteso come vasche, serbatoi e tubazioni) in molti casi sono ancora quelli del post seconda guerra mondiale o quello piu’ recente che ha 30 anni.
Se qualcuno vuole puo’ continuare a procurarsi l’acqua dalle fontane pubbliche gratuitamente come succedeva anni fa, nessuno lo puo’ vietare.
Comunque noto che c’e’ molta disinformazione in merito all’argomento acqua, e tanti lo utilizzano come strumento politico per ottenere questo o quel privilegio e questo non e’ corretto.
Le ricordo poi che i Comuni, le Comunita’ Montane, il CO.S.IN.T ed altri consorzi pubblici hanno il 65,15% delle azioni di Carniacque poi come prevede la legge c’e’ l’obbligo di avere un partner tecnico e nel caso carnico il 38,15% di azioni sono dell’Amga, quindi credo che con il referendum Carniacque centri ben poco.
Saluti

Yuri Della Schiava
5 febbraio 2012, 21:34

errata corrige, la percentuale dell’Amga e’ 34,85, mi scuso per l’errore di battitura.
Saluti.

Paolo Querini
6 febbraio 2012, 08:39

Yuri

Rispetto ad un’ azienda municipalizzata la situazione di una Spa é molto diversa.

ADESSO ha per soci i Comuni poi chissà (e questo a maggior ragione nell’ attuale contesto, in cui le Amministrazioni non riescono a coprire i costi fissi con entrate e conferimenti).

Il giorno che il Comune é in difficoltà, così come ha venduto le scuole e gli immobili improduttivi, si vende la quota di Carniacque. Per cambiare uno statuto basta andare dal notaio.

Se questo rischio non fosse più che concreto, il Comune di Napoli non avrebbe immediatamente dopo l’ esito refrendario convertito la Arin S.p.a. in un’ Azienda municipalizzata, la ABC (Acqua Bene Comune) al cui Consiglio di amministrazione partecipano come membri di diritto rappresentanti della società civile e delle associazioni ambientaliste (art.7 dello statuto):

http://web.rifondazione.it/home/images/2011/1115_Statuto_azienda_speciale_ABC_Napoli.pdf

Tutt’ altra storia nel nostro caso: In questa Regione la gestione della cosa pubblica viene sottratta al controllo degli organi elettivi tramite i commissariamenti di qualsiasi consorzio o ente che possieda un valore intrinseco costituito da capannoni, centraline e quant’ altro.

Le nostre resistenze sono più che giustificate perché in tutte queste manovre vediamo pochissima buona fede ed un robusto schierare i pezzi in vista di futuri sviluppi. Questo genere di cose non si può semplicemente stare a guardarle per poter dire “vedi? Te l’ avevo detto”.

adriano rainis
6 febbraio 2012, 14:25

Era un pò che non leggevo e mi sorprende la speranza di Yuri di spiegare a chi ha già deciso la propria linea. L’ABC di Napoli è un modo per gestire l’acqua ed il SII. Io contesto che debba essere il piccolo comune e che si continui a dire ” L’acqua è nostra”, ma non riesco a capire cosa voglia dire Paolo con nel Consiglio di amministrazione dell’ABC entreranno a far parte membri della società civile ed organizzazioni ambientaliste. E’ una strada da seguire? I rappresentanti all’ATO sono delegati dai sindaci i quali sono eletti dalla gente. Quindi basta che faccia un’organizzazione ” Aghe Imponeane e Cijarugnine” per aver diritto ad entrare nel consiglio di amministrazione del futuro ente pubblico che amministrerà il SII?

Paolo Querini
6 febbraio 2012, 14:46

Rainis

I Sindaci che non sono di destra non fanno neanche “mucci” per paura di perdere quelle due lire di contributi che vengono ancora dispensati

Dopodiché, chi porta giù tremila a Tolmezzo persone é un populista mentre chi non rappresenta ormai più nessuno, meno che meno l’ interesse della popolazione, quello é un politico.

Per quanto attiene le organizzazioni ambientaliste, la vostra posizione sul villaggio dello Zoncolan e sulle “magnifiche sorti e progressive” di Pramollo non necessita di commenti

Laura Matelda Puppini
6 febbraio 2012, 15:41

Mi scuso anch’io per miei soliti errori di battitura. Leggendo il numero se non erro di dicembre di “Realtà industriale”, si può aver ben chiari gli utili di Amga, che ora, dopo il settore energetico, si piazza nell’acqua con 34,85% delle azioni. Futura scalata? Essa si comporta, nel settore energetico, di cui mi pare per il metano sia gestore a livello di monopolio, come una società privata qualsiasi, solo che non vende accendini ma energia.Comunque finchè c’è legna possiamo scaldarci senza Amga.Ma bere è un’altra storia. Non posso che concordare con Paolo Querini e rammaricarmi che non si sia ancora pensato almeno di fare come a Napoli. Infine so che un tempo i comuni aiutavano gli indigenti,che alla fine della seconda guerra mondiale mancavano molti acquedotti in Carnia, che allora l’acqua delle sorgenti esisteva come quella dei fiumi, e spesso era potabile o poteva servire per usi domestici,fino a loro imbrigliamento forzato. Al di là di questo, però, resta il fatto che nessuno ha risposto ancora alla domanda, che dal dicembre 2010 sto ponendo: Cosa potrebbe fare carniacque, S.P.A. che non si sa perchè secondo lei,Della Schiava,, nulla ha a che fare con l’acqua, se un povero cristiano non ha i soldi per pagare la bolletta dell’acqua che, teoricamente, potrebbe lievitare senza limiti? Cosa potrebbe capitare al poveretto, che magari è già indebitato, se non riesce a pagare la bolletta di carniacque? Chiede un prestito ad usura, sperando non esita chi impresta ancora così? Va in prigione, come accadeva un tempo se i debiti non venivano pagati? Inizia una storia come quelle viste e riviste a “Mi manda Rai tre” per tasse asporto rifiuti? Muore? Non si lava? Carniacque chiude lapidaria,l’erogazione dell’acqua? L’acqua è acqua, signor della schiava, che piaccia o meno a Lei, a Renzo Petris ( che se ben ricordo era uno dei fautori di carniacque) ad altri. Senza bere si muore, senza lavarsi ci si ammala, senza acqua non si può neppure lavare i panni a mano. Non si può dire che ora siamo moderni e consumiamo più acqua di un tempo,come giustificazione alla privatizzazione dell’acqua.Sa quanta acqua consumavano per lavare nei mastelli con la cenere? Ma al di là di questo,un tempo si andava alla roggia, alla sorgente, al fiume, ora non è possibile. E se si vuole fare questioni di lana caprina, è ovvio che “chi può chiudere il rubinetto” gestisce l’acqua.

adriano rainis
6 febbraio 2012, 19:05

Fra un pò fa dieci anni che ho portato, anzi, mi scuso, abbiamo portato, cinquemila persone in piazza e non per grazie delle associazioni ambientaliste. I sindaci di destra e di sinistra e di qualche altra parte sono eletti dal popolo e chi perde le elezioni non può rientrare dalla finestra se la porta è chiusa. Bisogna aspettare di ritrovare la chiave. La democrazia, sistema se si vuole imperfetto, funziona così. Non è che si voti e poi si tenga sotto tutela gli eletti, no, quando si rivota si cambia se ci si riesce, anche portando la gente in piazza fra cui c’ero anche io e centinaia di iscritti al mio partito ed al sindacato.

8 febbraio 2012, 21:05

di tutto ciò che ho letto sulle critiche a carniacque mi sono fatta l’idea che come al solito nessuno pensa a conservare un bene prezioso,ma come sempre si va a sguazzare nella politica, anch’io pago l’acqua e sinceramente voglio pagare un consumo effettivo,quindi si ai contatori ,poi diciamocela tutta,non credo che ci sia bisogno di carniacque per cercare di trarre dei profitti a discapito dei cittadini,da che mondo è mondo anche i comuni intascano senza però dare grandi servizi,in questi giorni gli operai di carniacque stanno correndo per tutta la carnia per far si che le persone senza acqua a causa dei tubi ghiacciti possano appunto usufruire di questo bene prezioso che è l’acqua ,io dico pensiamo a migliorare le cose e non mettiamo i bastoni tra le ruote ,lasciamo la politica e parliamo di acqua si a carniacque.

paolo martinis
8 febbraio 2012, 21:31

@ paolo:
solo per informarti che il serbatoio di liariis è vuoto. la sorgente è calata e i tuoi concittadini lasciano aperte le fontane esterne, tanto non c’è il contatore. probabilmente c’è anche qualche perdita.
tra un po’ mi sa che sarà lo stesso anche per clavais e il resto del comune, anche se spero sinceramente di no. ne ho abbastanza degli altri 12 comuni in cui ho emergenze idriche, ad oggi. mi sa che passerà un po’ prima di poter bere un caffè assieme. mi spiace.

@ adriano:
sinceramente non so se la cifra per gettone di presenza nel cda a te riportata sia corretta, ma se anche fossero 300 euro netti, con si e no 5 cda all’anno, non mi sembrano una cifrona. se ne può anche discutere, soprattutto di questi tempi, ma a memoria i rimborsi per aziendette turistiche pubbliche e simili erano (sono?) su ben altri valori. certo vanno guadagnati.
per il resto ho paura che, anche se dovessimo spendere ore a postare commenti, difficilmente metteremo un qualsiasi dubbio in testa ai nostri interlocutori. sigh.

@ remo:
come te no volevi dii nuia di plui di ce che i ai scrit, che se a vesin di scieraa l’impresa dulà che i lavori e i vesis di fa una sagra sot dal gno barcon, i ti clamares distes dentri a bevi un tai. se no altri par cirii di convinciti, cun la calma che a mi par a vi mancja, parcè che no varesis risolt nuia.
comun o carniacque, i tubos a son mal metus e a vulin becins par comedaiu. gira volta e meseda, simpri il cjargnel al vorà di paiaju. e mi samea encja iust.

buonanotte

Laura Matelda Puppini
8 febbraio 2012, 21:59

Ho letto, mi pare ieri l’altro, ma non ho qui il numero del Messaggero Veneto, che un contatore a Udine ha subito danni irreparabili a causa dell’acqua che si è ghiacciata. Stammo bene davvero! Pensate se li mettiamo in montagna a nostre spese e poi…
A proposito, c’è qualcuno che mi dice cosa succede a chi non riesce a pagare la bolletta di carniacque? Gli tagliano l’acqua? Ho posto più di un anno fa questa domanda al vice- sindaco d Cavazzo ma non ho avuto ancora risposta. Eppure una s.p.a. seria deve pensare ad ogni evenienza.Carniacque mi risponde tramite carnia.la?

adriano rainis
8 febbraio 2012, 22:31

Stante che ci sono i canali per gli sconti ai non abienti ti rigiro la domanda. Se un capo famiglia, poi te lo presento, non riesce a pagare la bolletta dell’acqua perchè ha perso tutto al gioco? Provocazione chiaro, sono contrarissimo all’uso di Equitalia per riscossioni di debiti di beni essenziali.
Vedi Paolo che ci sia un problema di risparmi e che bisogna farli tutti, non ci piove. I consiglieri del comune di Tolmezzo percepiscono 52 euro per riunione per sette-otto volte all’anno ed il comune è un socio fra i più importanti di Carniacque. Se 1500 euro ti sembran pochi, fai i conti di quanti pozzetti metteresti. Non mi piace fare il populista qualunquista, ma, in questo momento, tutti debbono dimostrare capacità di servizio anche rimettendo di tasca.

Vera
9 febbraio 2012, 08:20

sono d’accordo sui 52 euro…ma lo sono ancor di più sui 13 milioni della Margherita, sui 240 di AN e sul miliardo del PD.
Con tutti questi soldi metteremmo i contatori e costruiremmo un nuovo acquedotto per il trasporto ad ogni famiglia di Brunello di Montalcino

9 febbraio 2012, 15:48

Sono solo una ragazza di 18 anni che sà quel che può sapere, ma mi sento di dire che che anzitutto l’acqua è un bene di prima necessità, privatizzarla è stato un gesto estremamente forte,ma ciò che più conta è poterne usufruire al meglio,se il prezzo per l’utilizzo di questo bene che la natura ci fornisce serve anche a ricoprire i costi dei servizi prestati da Carniacque (ne funge da esempio lo scongelamento delle tubature effettuato in questi giorni) che quindi vengono svolti a titolo gratuito non mi sembra il caso di criticare così aspramente questa società.

2363951 ex
10 febbraio 2012, 23:23

Vera sei veramente forte nella tua ignoranza. Certo che può fare senso un miliardo il valore di un partito, ma se pensi che in più di sessant’anni i partiti storici fondatori hanno acquisito valori immobiliari partendo dai versamenti di tessere( Il PCI aveva più di un milione di iscritti e la DC anche) i loro eletti versavano come minimo il 50% di quanto ricevevano, il volontariato era enorme. Solo le piccole persone che non hanno mai dato niente per questa repubblica imperfetta,ma si limitano a criticare senza pensare eseguendo gli ordini impartiti dall’alto. Nel solo FVG ci sono 49 sedi del PD che hanno valore immobiliare superiore ai quattro milioni e la nostra regione non è delle più ricche. Ma per te deve essere meglio il partito azienda pagato dal capo che non l’insieme di persone unite in un partito che tante volte riescono a costruire una democrazia invece di passare il tempo a cercare di distruggere tutto quello che, per gli egoisti, qualunquisti e menefreghisti è identificato come il male assoluto. Io sono molto critico con le strutture, ma quando mi trovo di fronte a critiche misere copiate da giornali del padrone mi arrocco e dico viva i partiti e spero durino a lungo per potersi difendere da un nuovo avvento di salvatori della patria che, invece, passano dicianove anni a fare eslusivamente i propri interessi.

11 febbraio 2012, 07:38

Cara Jessica

era una vita che gli operai del Comune, zitti zitti e senza pagina illustrata sul Messaggero intervenivano sui caselli, creavano by-pass, disinfettavano opere di presa… e trovo abbastanza triste che nessuno in tanti anni abbia considerato il loro lavoro. Lavoro che, finito lo scongelamento proseguiva con la manutenzione dei parapetti stradali, riprese dell’ asfalto, sfalci.

Parafrasando la poesia di Leo Zanier su San Martino:
“Carniacque, anchje sa no lu a inventàt, a conòs di sigur il segret da caritàt: spindi un par dà e doi par falu savé”

Non sarai anche tu ingenua come la piccola Lisa di due anni e mezzo che crede che nonno Monti ci salverà tutti quanti?

2363951 ex
11 febbraio 2012, 09:32

Ma neanche ottusi come nonno Bertinotti che ha regalato l’Italia a Berlusconi.

GG
11 febbraio 2012, 09:47

Certo che se mamma regione continua a sperperare soldi in ambito turistico, l’acqua che dovremo dare ai turisti (quando e se arriveranno in Carnia) dovremo comprarla in Austria.
Non si potrebbero spendere un pò meglio questi soldi?
Ho letto nei giorni scorsi sul MV: 10 milioni di euro per pubblicità turistica, oltre 300.000 euro per un anno ad Alitalia – 1000 euro al giorno, pazzesco; altre centinaia di migliaia di euro a Carnia Welcome per pagarsi i debiti (ma non doveva essere un’aziemda a gestione privatistica?)
Senza contare lo sperpero per gli alberghi diffusi! Che diffondano i loro bilanci, numero arrivi e presenze nel corso degli anni; quanto è stato speso per realizzarli con i “nostri soldi” e così tutti potremo farci un’idea della validità di queste iniziative del c..avolo!!
In Regione la parola d’ordine sembra sia: “Sperperare necesse est”
Contenti voi, contenti TUTTI!!

GG
11 febbraio 2012, 09:54

Dimenticavo. Ma con tutti i disoccupati e cassa-integrati che ci ritroviamo, come pensa la Regione di avviare una ripresa economica?
Forse non è nemmeno in grado di pensarci, altrimenti comincerebbe a fare qualcosa.
Da mio punto di vista penso che un negozio di binocoli o meglio telescopi farebbe soldi in questo periodo visto che tutti vorranno guardare l’arrivo della ripresa economica.
Ma forse ci dovremo attrezzare con un radiotelescopio, visti i “Monti” che ci troviamo davanti!!

SILVIA
11 febbraio 2012, 13:18

Adesso Carniacque per farci capire che le bollette sono giustificate dal servizio si mette anche a riportare l’operato sul Messaggero,mi sembra una cosa ridicola visto che fanno solo il loro compito e che se la sono voluti loro.E pensare che sicuramente paghiamo anche un addetto di Carniacque per scrivere gli articoli sui giornali..Benedets i nostri addetti comunali che senza tante storie facevano il loro dovere!

adriano rainis
11 febbraio 2012, 14:56

Leggete Cacitti nel intervento del MV di oggi. E’ uno che era assessore alle manutenzioni prima di essere consigliere regionale, dall’altra parte cioè in maggioranza, ma i problemi quasi sempre non hanno colore. I comuni, dice, invece di far interventi sulla rete idrica, il più delle volte lasciavano perdere ed indirizzavano interventi in qualcosa di visibile come gli asfalti e marciapiedi salvo richiedere alle tasse, pagate da tutti, di finanziare interventi diretti ed indiretti sull’approvvigionamento idrico e sulla depurazione. Però debbo riconoscere che la richiesta di controlli sui finanziamenti per l’albergo diffuso è una buona idea.

11 febbraio 2012, 16:20

Si Rainis

Ci mancava proprio il sacro Verbo di Cacitti
Spero sia un commento privato
e non parte della strategia per scalzare Tondo

Per essere piu incisivo
io sosterrei tout court
che Carniacque ha inventato l´acqua

Poi l´incarico in Cda

adriano rainis
11 febbraio 2012, 17:06

Per accontetare te e tutti coloro che mi vogliono bene come te, fra un pò, vi farò una sorpresa gradita e da me preannunciata sin dal momento dell’insediamento di questo consiglio, altro che CdA.
Perchè non debbo citare Cacitti se fa delle dichiarazioni che condivido, perchè sono dall’altra parte politica. No, io credo veramente che la politica comunale della gestione del servizio idrico abbia fatto danni per fortuna riparabili, ma ci vuole tempo e denari, quelli che i sindaci, per non perdere consensi, non hanno mai avuto coraggio di far pagare ai propri elettori.

Laura Matelda Puppini
11 febbraio 2012, 17:45

A proposito, c’è qualcuno che mi dice cosa succede a chi non riesce a pagare la bolletta di carniacque? Gli tagliano l’acqua? Ho posto più di un anno fa questa domanda al vice- sindaco d Cavazzo ma non ho avuto ancora risposta. Eppure una s.p.a. seria deve pensare ad ogni evenienza.Carniacque mi risponde tramite carnia.la?
Rainis, non ti conosco che di vista ma ti posso giurare che certe volte non ti capisco affatto.

11 febbraio 2012, 18:28

caro Querini
dopo aver letto le bagianate sull’operato degli operai del comune rispondo dicendo che dove risiedono i miei genitori qui in Carniaquando nevica dobbiamo prendere la pala e spalare ,e sa perchè?Perchè gli operai del comune puntualmente non provvedono a fare ciò per cui sono pagati ,il tutto è stato comunicato al comune ,ma il risultato è lo stesso e le tasse le paghiamo come lei ,la saluto e le dico che le pecore nere ci sono anche nei comuni

Yuri Della Schiava
11 febbraio 2012, 18:44

@silvia:
stai parlando di un argomento di cui evidentemente non conosci niente, sul MV erano solo elencati i disagi che si sono verificati in molti comuni della Carnia, Canal del Ferro e Valcanale.
Non ti puoi permettere di screditare il lavoro che stanno facendo gli addetti di Carniacque in questi giorni di freddo eccezionale,che non si verifacava da almeno 50 anni, stanno lavorando da quasi due settimane senza effettuare un giorno di riposo, sabati e domeniche comprese, per poter garantire alle persone il sevizio idrico.
Ti ricordo che i problemi non sono dovuti solamente alle tubazioni degli allacciamenti gelate ma anche dalla mancanza di acqua nelle prese; gli interventi effettuati sono gratuiti, anche quelli causati da negligenza da parte degli utenti.
Quindi prima di fare dei commenti su persone che si stanno spaccando in quattro, anche per te, pensaci due volte.
Saluti.

SILVIA
12 febbraio 2012, 14:01

Yuri,non metto in dubbio che tu sia più informato di me,so che gli operai fanno il loro dovere,ma trovo l’articolo sul mv un ennesimo tentativo di accattivarsi l’appoggio dei cittadini,che tanto a Carniaque manca.Sarò prevenuta ma non dimentico quando l’anno scorso mio figlio è arrivato da scuola con un astuccetto rosso avente un logo di nostra conoscenza,ci capiamo? Comunque pur essendo questo un freddo eeccezionale,per quello che ne so guasti e periodi di siccità ci sono gia stati,solo che prima venivano gestiti dal proprio Comune,mentre ora Carniaque si trova a gestire un territorio decisamente vasto,con conseguente difficoltà per i propri addetti che devono correre da un paese all altro della Carnia per sanare le rotture.

Luigi Cacitti
12 febbraio 2012, 18:13

L’acqua é un bene di tutti e deve essere garantita a tutti. Non credo sia pensabile che qualcuno sapendo di pagare forfettariamente possa usare tale risorsa a discapito di altri, magari lasciando all’ asciutto il vicino di casa o chi sta subito a monte o a valle del proprio paese o vallata. Non entro in merito al costo di installazione di un contatore, ma penso sia un buon deterrente per coloro che oggi sperperano questa importante risorsa.

12 febbraio 2012, 18:59

Io credo che questa degli sperperatori d’ acqua sia una sorta di leggenda metropolitana utilizzata per sdoganare ben altro

Ai tempi di Stalin c’era un’ altra leggenda che si chiamava “gli assassni di Kirov” con la quale si giustificava tutto.

Io domando: Perché a seguito degli esiti referendari non si é immediatamente proceduto a trasformare Carniacque in un’ azienda pubblica?
Semplicemente perché si conta a breve di trovare il modo di immettere la Spa sul mercato, operazione impensabile con un’ azienda pubblica.

Il Comune di Napoli ha proceduto immediatamente alla conversione, tanto per evitare ripensaenti:

http://web.rifondazione.it/home/images/2011/1115_Statuto_azienda_speciale_ABC_Napoli.pdf

https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0Bz2Qhv9ZRJ24YzFjNWY3N2UtMDc4YS00MDI3LTljODItNjI5ZmViZWYwMjRk

https://docs.google.com/viewer?a=v&pid=explorer&chrome=true&srcid=0Bz2Qhv9ZRJ24OTU0MjJlOGMtZWQ0OS00ZmFiLWE3YjEtNDE5Njk4YmVlMTg0

Nel merito, mi piacerebbe tanto che il PD esprimesse una sua posizione perché a sentire singolarmente i suoi esponenti sembra che sia tutto uguale: azienda, Spa, privati. Eppure c’erano con i banchetti a raccogliere le firme.

Ci credevano oppure no?

adriano rainis
12 febbraio 2012, 21:24

Pensa Querini che, essendo purtroppo vecchio, io ho votato i referendum per il divorzio e quello per l’aborto e non ho divorziato nè avrei mai fatto abortire le mie donne. L’acqua a controllo pubblico c’è già. Il referendum serve a togliere gli alibi a tutti. Si deve amministrare l’acqua, prima cercando di risparmiare l’uso di questo bene primario, aggiustando e potenziando le rete idrica e di depurazione, cosa che pochi comuni hanno fatto. Il PD, che sappia io, è e sarà a favore della gestione di Carniacque che deve gestire senza guadagni, non senza investire e gli investimenti li paghiamo noi. Oggi, mettendo a posto carte, mi è venuta in mano una vecchia bolletta comunale del servizio idrico del 2000 ed era di 89 euro. Io nel 2011 ho pagato due bollette di 51 euro l’una. Come ho sempre detto ci sono cose da modificare non da sopprimere. Mandi Vigji sestu tornat. A ere ore se no j cjiapavi colpis nome jo. Jot ca jan dit che tu mi fasis un puest tal CdA.

13 febbraio 2012, 18:59

Caro signor Querini,
non metto in dubbio che ci siano persone che fanno il LORO lavoro,come non metto in dubbio che ci siano persone che allo stesso modo non fanno il loro lavoro per come dovrebbero,quindi se vogliamo dirla tutta il buono ed il cattivo c’è ovunque!!
Non si può in alcun modo criticare completamente le opere di qualcuno quando vi è qualcosa di buono.
Non mi può dire che tutti i dipendenti dei comuni o meno svolgano il loro lavoro in maniera efficiente, perchè se tutte le istituzioni,gli enti territoriali e gli organi pubblici svolgessero in maniera del tutto efficiente ed efficace il loro lavoro non saremmo ridotti come siamo ora!
Il fatto che insinui che sono ingenua non mi sfiora nemmeno un pò in quanto sò benissimo di cosa parliamo quando ci riferiamo a Monti ed alle manovre che sta attuando,sta strozzando i poveri lavoratori per gli sprechi che vengono continuamente messi in atto dagli enti pubblici e per le evasioni che vengono oserei dire “commesse” dai più benestanti.
Non credo di essere in alcun modo ingenua,sono soltanto dell’idea che anche Carniacque fà il suo,non escludendo assolutamnte che il anche i comuni lo facciano,se è stato dato spazio a Carniacqu da alcune testate giornalistiche vuol dire che gli interventi da loro attuati hanno avuto effetti di una certa rilevanza e il fatto che non si siano fatti pagare per questo gli e ne fà un vanto,mi dica i Comuni per cosa non sono pagati?Oltretutto anche se ciò fosse il loro compito è soddisfare i bisogni della popolazione che vive all’interno del suo territorio.
Il benessere della sua popolazione non è altro che il suo interesse e il suo dovere!!
P.s. Il fatto che io abbia 18 anni non mi rende sprovveduta e per sua informazione ho smesso di credere alle favole da quando ho 5 anni,la realtà non mi spaventa affato e mi ritengo liberissima di esprimere le mie opinioni se esse non ledono in alcun modo i principi sanciti dalla Costituzione italiana nè i diritti altrui,con questo ho concluso la ringrazio per la risposta.

Maremonti
13 febbraio 2012, 20:17

L’acqua è un bene di tutti, d’accordo sig. Cacitti, ma Carniacque è il bene di chi?

paolo albano
14 febbraio 2012, 11:56

La scelta di affidare il servizio idrico integrato ad una Società per Azioni a maggioranza pubblica, ha interpretato al meglio la Legge Galli rispetto al nostro territorio montano, tant’è che l’esito referendario non ha inciso minimamente sulla natura societaria di Carniacque e sul suo azionariato. I sindaci sono gli azionisti di maggioranza e la Società opera in maniera efficace su tutto il territorio. Le emergenze dovute all’eccezionale ondata di gelo gestite in questi giorni sono la prova provata della necessaria utilità di Carniacque. I contatoti sono indispensabili per evitare sprechi e garantire che il servizio idrico integrato venga pagato da tutti in maniera eguale, il tutto si traduce nel recupero di risorse che vanno messe negli investimenti strutturali che sono il vero problema.
Un sincero e dovuto grazie per quanto gli operai e i tecnici di Carniacque stanno facendo da Tarvisio a tutta la Carnia.

14 febbraio 2012, 20:55

Gentile signor ex Presidente

il fatto che dopo il referendum Carniacque abbia mantenuto immodificato il suo assetto dimostra solamente che alla destra fa comodo poter presidiare con commissari e presidenti ogni realtà economicamente rilevante del territorio per gestirla come fosse cosa propria.

Quanto alla magia dello scongelamento degli acquedotti, essa era nota agli operai del Comune ben prima del Suo arrivo tra questi monti, così come la magia dello sgombero neve che pare invece non riesca altrettanto bene ai sindaci ex missini.

Che cosa sia un bene comune e quanta sia distante la vostra dalla corretta accezione lo spiega comunque molto più esaurientemente Alberto Lucarelli, ordinario di diritto pubblico intervenuto al convegno di Pesariis sulla decresscita quest’ autunno:

http://www.youtube.com/watch?v=vaD7yDc8i-4

ira conti
14 febbraio 2012, 22:26

“…. e non ho divorziato nè avrei mai fatto abortire le mie donne.”
Io non la conosco caro signore, ma questa frase mi fa venire un pò i brividi: lei non ha mai fatto abortire le sue donne. Complimenti.
Jessica, sono felice di leggere una diciottenne. Brava, solo non ti soffermare mai alla superficie delle cose; scava. Scava sempre fino a quando non ti faranno male le unghie. La verità non è come l’olio e non sta mai a galla. E non credere a nessuno, perché tutti possono avere un secondo fine quando si parla di interessi; documentati e fatti la tua idea. Tanti, tanti auguri cara.
A proposito di Carniacque SPA: gentile signora Laura, glielo dico io cosa può capitarle se non paga la bolletta (per esempio se ha la disgrazia di avere un capo famiglia che non la fa abortire e che perde tutto al gioco): LA SOCIETA’ SI RISERVA DI SOSPENDERE LA FORNITURA D’ACQUA. E così, uguale uguale, troverà scritto su tutte le carte dei servizi (vedi su internet) di tutte le società di gestione dell’acqua sedicenti pubbliche. L’anno scorso l’Assemblea delle Nazioni unite ha dichiarato l’acqua “un diritto umano” (al pari della vita stessa) e questi, si “riservano di sospenderlo”.Poveri noi. Si è mai sentito di un Sindaco che minacciasse qualcuno di chiudere l’acqua dei rubinetti di casa? Che effetto farebbe una tale azione sulla cittadinanza? E un tal personaggio verrebbe mai rieletto? E per dirne un’altra, quando mai un Comune ha caricato nella bolletta un mancato guadagno? Questo infatti è esattamente quanto accadrebbe, se la SPA accettasse di garantire gratis ad ogni persona, la quantità d’acqua di 50 l/die quale minimo vitale, così come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; il mancato guadagno verrebbe accollato agli utenti (forse di una fascia di consumo alta). Una SPA può permettersi nequizie che nessun Sindaco sano di mente si sarebbe sognerebbe di commettere. Infine, può VENDERE. I Comuni non lo possono fare, così come non lo potrebbe fare un’Azienda Speciale o un Consorzio di comuni. Così abbiamo capito perché SPA!

adriano rainis
14 febbraio 2012, 23:27

Dai signora Ira, certo che è una cazzata quella del referendum, ma va vista nel botta e risposta. Ho sempre detto che ci sono cose da modificare nel sistema di consorzio del servizio idrico ed in particolare, lo dico dall’inizio, del sistema di riscossione crediti. Basta un sistema di interruzione di erogazione ai 50 lt famosi e si risolve il problema? L’acqua è un bene e proprio per questo deve essere il primo pagamento da fare da parte di un capofamiglia.
L’argomento dei sindaci è una lama a doppio taglio. Se siamo arrivati a questo punto, tanto si deve all’ignavia di tanti sindaci o forse a calcoli elettorali interessati. Ce ca sta sot tiere no si jot diceva un sindaco che preferiva far asfalti che cambiare tubi.
Un ringraziamento a Paolo Martinis per la solerte ed esauriente risposta ad una mia domanda tecnica fatta come amministratore.

Maremonti
15 febbraio 2012, 08:30

Gli importi delle bollette sono raddoppiati..per il resto si parla solo di aria fritta.

paolo martinis
15 febbraio 2012, 21:44

@ paolo querini:
trovo triste anche io che in tanti anni (e per neve e strade tutt’oggi) ad operai e tecnici comunali che si fanno il culo quanto me ed i miei colleghi in questi giorni vengano destinate parole di scherno o, ancora peggio, si dica che stanno facendo solo il proprio dovere. è vero, non sono eroi, ma nemmeno gente che timbra il cartellino e poi basta. molti ci stanno aiutando parecchio, in questi giorni; non tutti, ovviamente. ;-)
parlavo stasera con uno dei primi, 30 anni di servizio, che giustamente diceva esistono due modi di fare il proprio dovere: fino alle 5 di sera e dopo.
comunque anche a me sembra che su messaggero e gazzettino ci fosse la cronaca dei disagi patiti dagli utenti, accanto alle dotte considerazioni di barazzutti… :-)

@ ira conti:
visto che la stiamo, come sempre, buttando in politica dei massimi sistemi, ripropongo uno stralcio che avevo già incollato qualche tempo fa:
“Il nome di Cochabamba, Bolivia, richiama in modo quasi letterale la principale coltivazione agricola della zona. Una grande città come tante, in Sud America: con il suo centro coloniale, pittoresco e un po’ cadente, le sue favelas fatiscenti e crescenti a vista d’occhio per la massiccia immigrazione dalle campagne. Un’ondata umana che le malandate infrastrutture cittadine non riescono a sostenere, anche perché da tempo il comune non ha i soldi sufficienti per mantenerle. La gente nelle favelas si arrangia come può, trivellando qualche pozzo, allacciandosi abusivamente all’acquedotto principale, realizzando precari e poco salubri sistemi di captazione delle acque piovane. Entra in azione il «modello Banca mondiale»: la gestione, fino ad allora nelle mani del Servicio municipal, viene privatizzata affidandola a una sussidiaria dell’americana Bechtel. Questa si impegna a realizzare gli investimenti necessari per rimettere in sesto la rete idrica e fognaria ed estenderla anche alle favelas. In cambio, ottiene in concessione la gestione per un lungo periodo. I prestiti vengono concessi dalle banche e garantiti dalla Banca mondiale – che appunto pone la condizione che la gestione venga privatizzata prima di concedere la garanzia, fidandosi poco della capacità gestionale del comune e ancor meno della volontà di esporsi a misure impopolari. Sì, perché non essendovi denaro pubblico in cassa, dovranno essere le tariffe a sostenere il rimborso dei prestiti. Fin qui, tutto abbastanza logico. Ma gli aumenti tariffari sono notevoli: l’acqua arriva a costare 20 dollari al mese, il 20% del reddito di una famiglia povera. Nel gennaio del 2000, una formidabile mobilitazione, con tanto di sciopero generale, paralizza il paese in nome del diritto all’acqua. Il governo reagisce duramente, impone la legge marziale, ci scappa pure il morto, ma in capo a 4 mesi la rivolta ottiene quello che voleva. La Bechtel viene cacciata, la legge sulle privatizzazioni viene ritirata, l’azienda diventa di proprietà del popolo, lo slogan diventa quello della «gestione democratica». Il caso di Cochabamba, amplificato dai forum noglobal di tutto il mondo, è arrivato sulle prime pagine dei giornali occidentali come simbolo di una popolazione che si ribella alla dittatura del capitale internazionale, prendendo in mano il proprio destino. Poi i riflettori dei media si sono spenti, gli attivisti se ne sono andati contenti in cerca di qualche altra testa da ghigliottinare. E si sono persi il seguito della storia. Passata l’ubriacatura, la gente di Cochabamba ha potuto rendersi conto che il problema non era la Bechtel o la legge sulle privatizzazioni. Il problema numero 1 era che per fare le cose ci vogliono i soldi, e qualcuno deve metterceli: questo qualcuno non può essere l’investitore, che al limite li presta e li rivuole poi indietro. E quindi se non ce li mette lo stato (con le imposte di tutti i contribuenti), ce li devono mettere gli utenti, o pagando una tariffa al gestore o una tassa al comune. E se, in un modo o nell’altro, non si arriva a metterne insieme abbastanza, occorre limitare le pretese, costruire un sistema meno ambizioso e accontentarsi in vista di tempi migliori. Il problema numero 2 è che, soprattutto nelle fasi di avvio del sistema, quando servono ingenti investimenti iniziali, il rischio per l’investitore è massimo, soprattutto se non sa quanto potrà contare sulla volontà politica di garantire al gestore i ricavi sufficienti per recuperare i costi e pagare i debiti. Il problema numero 3 è che fare tutto questo con una tariffa al metro cubo scarica buona parte del costo sulle famiglie povere, che consumano tanto quanto quelle ricche. Il problema numero 4 è che la gente immigrata nelle favelas è costituita soprattutto da indios, verso i quali vi è un mai sopito razzismo da parte dei discendenti dei conquistadores, ripagato da un feroce spirito di rivalsa nei confronti dei borghesi cittadini. Come dire, che la ricerca di una soluzione condivisa è ostacolata da ragioni che hanno poco a che fare con il profitto dei mercanti, e molto di più con conflitti sociali, etnici ed economici che sono in buona parte boliviani. La Bechtel, insomma, ha fatto la fine del vaso di coccio; non si trattava di una guerra del popolo assetato contro di lei, ma di una guerra civile tutta locale. Spesso ci dimentichiamo che l’acqua, oltre che una risorsa, è anche un servizio industriale, che fra la sorgente e il nostro rubinetto c’è in mezzo un insieme di tecnologie, infrastrutture, sistemi a rete, impianti industriali, controlli. C’è lavoro e capitale che in un modo o nell’altro (con le tariffe o con le tasse, nella generazione attuale o in quelle future) qualcuno deve pagare. Sarà anche vero che l’acqua è un dono di Dio, tuttavia Dio ci ha donato l’acqua, ma non i tubi e i depuratori: a quelli dobbiamo pensarci da soli. E nel Terzo mondo – dove i tubi e le opere di ingegneria costano come da noi, anche perché siamo noi a venderglieli – intervenire per realizzare un sistema idrico con standard tecnologici occidentali significa realizzare qualcosa il cui costo è fuori dalla portata della gran parte delle famiglie, e dunque non si può fare se non a spese pubbliche o della comunità internazionale. Nell’Ottocento, in Europa, è stata la borghesia cittadina a capire che, nel suo stesso interesse, doveva garantire condizioni di vita minimamente accettabili alle masse di diseredati che arrivavano in città in cerca di lavoro. Il modello del socialismo municipale si diffuse un po’ ovunque: a spese della fiscalità – e le tasse le pagavano solo i ricchi, a quel tempo – si realizzavano infrastrutture idriche, reti energetiche, sistemi di trasporto, case per i poveri, e poi un po’ alla volta scuole, sistemi di sicurezza sociale. Chi se lo fosse dimenticato, potrebbe rispolverare il fondamentale testo di Montemartini del 1902(!). È solo quasi un secolo dopo che, con l’emergere di nuovi problemi e nuove priorità, quel modello si rivela bisognoso di adattamenti, e inizia a porsi la questione di trasferire il peso dalla finanza pubblica alle tariffe. Ora ce lo possiamo permettere, perché siamo più ricchi, e per noi 20 dollari al mese non sono più una spesa proibitiva; mentre il bilancio pubblico è gravato da altre spese, e l’efficienza della gestione diviene prioritaria rispetto alla realizzazione della rete. L’errore di molti alfieri del neoliberismo, compresi quelli che hanno ispirato la politica della Banca mondiale negli anni ’90, è stato quello di pensare che il modello che attualmente sta prendendo piede nei paesi sviluppati possa essere trasferito di peso ai paesi poveri, nei quali invece manca il potere d’acquisto e mancano le condizioni sociali affinché il servizio idrico possa essere pagato interamente dagli utenti. E nei quali la priorità è la realizzazione della rete, spesso partendo da zero o quasi. Ma l’errore, simmetrico, degli antiglobalizzatori è quello di pensare che la lezione di Cochabamba sia rilevante anche da noi, e che lo sia non per le ragioni fondamentali appena viste – chi paga e come – ma fermandosi alla superficie e riducendo la questione al conflitto pubblico-privato. Conflitto che oltre tutto, almeno in Europa e negli Usa, proprio non c’è, nel senso che le varie modalità di gestione pubbliche, private e miste, convivono in modo abbastanza pacifico, con risultati in tutto e per tutto confrontabili, e le rivolte di piazza contro le tariffe e i gestori privati, quando non sono montate ad arte, avvengono soprattutto nella fantasia di qualche nostalgico della rivoluzione.”
Antonio Massarutto, “L’acqua” – Il Mulino, ISBN 978-88-15-12447-0

notte

Maremonti
16 febbraio 2012, 09:57

Sig. Paolo Martinis, noi però non siamo la Bolivia. Lei si è fermato al 1902…nel secolo successivo, il cittadino italiano ha ringraziato Dio per averci dato l’acqua, ma ha dovuto far piangere il proprio portafoglio per costruire acquedotti e reti fogniarie.
La sua esposizione richiama pertanto un percorso di un paese ad economia povera che non può e non deve trovare similitudini con il nostro.
L’azienda “acqua” del nostro paese è costituita da cespiti acquistati indubbiamente con i soldi di tutti i contribuenti, trasferire questi beni nelle mani di un privato, significa trasferire una ricchezza a chi non ha nessun titolo di reputarla propria.
Sono i successivi investimenti di manutenzione e migliorie che vanno posti a carico del contribuente, ma se Lei prendesse in mano la mia bolletta di quest’anno, avrebbe poi l’arduo compito di dovermi spiegare per quale motivo, a parità di consumi, sia raddoppiata.

I problemi allora vanno visti non nell’ottica di un racconto poetico terzomondista alla boliviana, ma in quello del paraculismo affarista di stampo Italiano.
Chi gestisce un bene pubblico, o si assume l’onere tramite il processo di privatizzazione, di sostituirsi allo stato nei confronti del contribuente-cittadino, non può scegliere liberamente come stabilire una tariffa. E’ questo il grande problema politico da risolvere.

I piani di investimento devono stabilire a carico del gestore privato, di definire l’entità dei propri investimenti ma anche i tempi e le modalità di rientro che questi investimenti troveranno nelle tariffe dei cittadini.

Se la mia bolletta è raddoppiata, avrò la sensazione che la rete idrica e fogliaria è improvvisamente raddoppiata, ma dato ovviamente che così non è, la sensazione sarà che la parte dei gestori privati, sta realizzando un business con una risorsa naturale e con strutture già pagate dai cittadini in anni e anni di tasse e salassi!

Lei ci insegna che per fare le cose ci vogliono i soldi. Sono d’accordo, ma prima chiediamoli a quei privati che aumentano le tariffe ma poi non fanno gli investimenti. Le Autostrade sono oggi l’esempio lampante di quanto incassino i privati, però a quanto pare (e fu l’allora Ministro dei trasporti Di Pietro ad evidenziarlo) di nuove autostrade costruite in questi ultimi anni se ne son viste poche, eppure i pedaggi aumentano giorno per giorno e alla faccia del tasso di inflazione.

Erano questi i compitini affidati ai politici di questi ultimi anni. Quello di vigilare sulle privatizzazioni, ma a quanto pare molti di loro hanno solo strizzato l’occhiolino ai privati.

sembrerà demagogico, ma ora ci dite che distribuire l’acqua costa molto. Allora spiegateci dove sono stati spesi i soldi dei contribuenti, perchè data la crisi che attraversiamo, mi chiedo per quale motivo i miei soldi debbano da una parte pagare gli aumenti delle tariffe, e dall’altra, continuare a pagare pure i nostri politici che certe risposte non ce le sanno dare.

16 febbraio 2012, 14:09

@Ira Conti
La rigrazio davvero tanto, le sue parole sono stupende.
Mi ipegnerò sempre a documentarmi,mi piace approfondire le questioni e avere una cognizione ben precisa sugli argomenti trattati e che catturano il mio interesse,soprattutto esprimerò sempre il mio pensiero dopo essermi documentata,ritengo che sia una cosa fondamentale per un paese democratico e soprattutto per renderlo effettivamente tale.
La ringrazio ancora.

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