Tolmezzo ambisce a diventare un “centro commerciale naturale”

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Anche Tolmezzo avrà il suo centro commerciale naturale. E’ quanto emerso da un incontro, organizzato dal consigliere delegato di Confcommercio mandamentale Bruno Bearzi, presenti commercianti ed esercenti associati del centro storico, l’amministrazione comunale con l’assessore al Commercio Aurelia Bubisutti e il rappresentante dell’associazione “Vie del centro”.
Quello del centro commerciale naturale è un progetto finanziato dalla Regione che riunirà le forze economiche in una serie di azioni unitarie proprie dei classici centri della grande distribuzione. L’iniziativa ha trovato unanime consenso, tanto che a giorni il Comune presenterà apposita domanda di finanziamento.
L’assessore Bubisutti ha voluto chiarire ogni aspetto della norma e i motivi per i quali non è stata presentata la domanda nel corso del 2011, essenzialmente legati alla necessità di concludere entro l’anno un progetto per la riqualificazione urbana, finanziato pure dalla Regione e i cui risultati sono stati diffusi durante una riunione lo scorso dicembre.
La riunione è stata anche un’opportunità per chiedere all’assessore i tempi di realizzazione della ristrutturazione di piazza XX Settembre e se è stata approfondita la necessità di nuovi parcheggi in centro storico o nelle sue adiacenze dato che le aree di sosta, tanto più dopo le soppressioni in piazza, risultano carenti. Bubisutti ha assicurato che i lavori partiranno in primavera e che è in avanzato stato di studio da parte dell’assessore all’Urbanistica la revisione dei siti finalizzati a parcheggi.
L’incontro si è concluso con l’impegno di Confcommercio e del Comune ad attivarsi capillarmente presso le aziende per far conoscere e di conseguenza raccogliere l’adesione per la realizzazione del centro commerciale naturale.

giovedì 19 gennaio 2012
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 12 Commenti

roberto chieu
19 gennaio 2012, 13:20

Benvenga l’adesione al Progetto, anche se tardiva, nel senso che comunque è un treno perso, e in questi momenti la tempestività è vitale, mentre il ritorno del Progetto “Gugjet” è tutto da verificare. Mi risulta che la Regione ha già approvato nel 2011 i progetti dei centri commerciali naturali delle località più rappresentative del FVG per diverse migliaia di € e che Cividale si sta elevando in fatto di dinamicità e di sapiente valorizzazione delle risorse locali, l’auspicio è di seguirne l’esempio.

marco13,33-37
19 gennaio 2012, 17:02

E in cosa consisterebbe tale “centro commerciale naturale”? Io dall’articolo mica l’ho capito. Azzardo un’ipotesi: non è un qualcosa atto a raffreddare gli animi, che invitabilmente si “scalderanno”, all’inizio e per tutto il perdurare dei lavori per la riqualificazione della piazza?

Alessia
19 gennaio 2012, 17:11

Infatti !!!!!!
Mi sono sentita una deficiente fino a quando Marco13,33-37 non ha scritto il suo post ! Dopo aver letto e riletto l’articolo di Brollo mi son chiesta : ” Ma che minchia è questo centro commerciale naturale ??”
Illuminaci Brollo.

marco13,33-37
19 gennaio 2012, 17:27

Probabilmente qualcosa di innovativo, che già dal nome, dovrebbe portare una ventata di ottimismo! Un centro commerciale naturale! Gli altri cosa sono? Artificiali?
Chi sa, parli ! : )

19 gennaio 2012, 18:38

ahh ahh grandissimi tutte le città d’italia sono messe a “ferro e fuoco”da taxisti,farmacisti,avvocati,benzinai(tutte categorie con le pa…le)e a tolmezzo la confcommercio esce fuori con quese proposte incompresibili ,inutili e se non altro superate.commercianti ma avete proprio bisogno di un’associazione del genere.meditate gente meditate

Laura Matelda Puppini
19 gennaio 2012, 21:40

Scusate, ma io, dalla lettura dell’articolo, ho capito solo che la piazza si farà comunque, cioè che “la giunta comunale, con la stessa determinazione con cui i carri armati sovietici avanzarono verso Praga nel 1968″, continua nella realizzazione della riqualificazione della piazza, e che la regione continua a buttar via i nostri soldi da lei amministrati. Infatti non so che cosa sia questo “centro commerciale naturale”, come si concretizzerà ed a chi possa servire. CUI PRODEST? Se ci si illude di richiamare acquirenti mi chiedo quali. A me pare che questa sia la solita formula vuota, che si esplicherà nella solita spesa di denaro pubblico inutile. S è speso in mille proposte commerciali qui, senza programmazione alcuna, senza riscontro o molto fantasiose come quella di vendere praticamente a sottocosto radic di mont, pregiatissimo e protetto, con un marchio orrido anche depositato, o quella delle 4 baracchette in piazza Centa,che occupano una piazza intera togliendola ai cittadini, e che mi pare non richiamino poi molta clientela che si ritrova quasi tutta al super coop e punti vendita alimentari, nei panifici e per acquistare il necessario. E si continua a rimpiangere la rivendita coop o associati di scope, stracci, libri ecc. ed affini, toltaci per fare Chelonia, altro affare in perdita, e si poteva immaginare. Ma che clientela si ipotizzava per detto negozio che copre uno spazio espositivo immane per Tolmezzo? Ma è possibile che al comune ed alla regione nessuno sappia almeno programmare come fa la brava massaia che si chiede cosa manchi del necessario, per prima cosa, e valuta attentamente le spese? Sono stanca di ripetere, che le strade a Tolmezzo versano in stato pietoso, che la zona industriale pare in degrado, che via Roma rappresenta l’inizio della shangainizzazione di tolmezzo, e deve essere rivalutata come la via storica del centro, perchè tale è, che bisogna togliere tutti quei manifesti abusivi che si sovrappongono a strati e lordano tutto il paese, che si spende per nulla anche perchè non ci sarà ricambio generazionale e che si deve investire sui giovani, non in opere puibbliche, in cemento su cemento o in proposte non si sa per chi. E mi chiedo pure, perchè non si utilizza i vigili urbani, non solo per cercare le macchine in sosta vietata ma pure per abbellire la città? Naturalmente questo è il mio pensiero e come tale criticabile.

adriano rainis
19 gennaio 2012, 23:29

Prezzo, servizio, qualità, responsabilità e cortesia queste sono le dottrine che avevano fatto di Tolmezzo il centro commerciale naturale negli anni del boom economico, con l’avvento dei servizi di autocorreira aveva sostituito l’ottima cultura dei cramars pre guerra. I lunedì di Tolmezzo erano una giornata da vivere da mattina a sera tardi con gli ultimi taxisti che riportavano a casa acquirenti ” distratti”. Proliferavano i negozi che in Toscana vengono chiamati misticherie dove trovavi di tutto, il prezzo buono e la garanzia era quella del nome della ditta. Poi, con gli anni 80 e con la più completa motorizzazione, si è cominciato a pensare a luoghi esterni alle città, con raggruppamento di negozi di qualità e con prezzi davvero bassi, in più una quantità di servizi enormi che il centro commerciale naturale di città ( anche a Udine) è andato in crisi. quindi da venti e più anni il centro commerciale naturale di Tolmezzo ha perso una quarantina di negozi anche storici. Il centro si immiserisce e la difesa delle particolarità ha impedito di riuscire a trovare una soluzione valida come a Cividale che, pur essendo più vicino ai grossi centri commerciali esterni, ha, negli ultimi anni, vissuto una inversione di tendenza che ha portato l’amministrazione a regolamentare le nuove aperture. Guardate la struttura del Centro commerciale del Piemonte e quello Metropoli di Quarto Oggiaro, hanno la struttura del vecchio centro cittadino, con park esterni, percorsi pedonali e servizi al cliente che arrivano al trasporto gratuito a casa degli acquisti. Bisogna consorziarsi o almeno condividere spese di servizi che permetterebbero la pedonalizzazione del centro. Il comune può e deve fornire servizi di mobilità interni. Le idee sono tante, ma si comincia, speriamo, a muoversi. Vediamo dove arriviamo.

marco13,33-37
20 gennaio 2012, 07:50

Centro commerciale naturale:

http://www.exquire.it/Pagine%20Formazione/Marketing/centro_commerciale_naturale_2.htm

boh! Chi capisce cosa potrà cambiare, provi a spiegarlo. Io leggo solo parole e frasi, usate e riciclate da tempo.

Nel compenso, per dare una botta di vita al centro, il comune ha pensato bene di muoversi (con il 1° di febbraio) anche in altra direzione:

http://altofriuli.com/dai-comuni/tolmezzo–aumentano-i-ticket-per-i-parcheggi-in-citta.htm

Dag
20 gennaio 2012, 13:28

Il centro commerciale naturale ha senso in città come Udine, dove il commercio è stato spostato nei centri commerciali “artificiali” posti in periferia e dove, perciò, c’è la necessità di inventarsi qualcosa per rivilitalizzare il centro storico. Ma non mi sembra il caso di Tolmezzo…

Pina del letame
20 gennaio 2012, 16:06

Dag, credo che lei sia giovane perchè il centro di Tolmezzo io me lo ricordo, seppur piccola, ed era in competizione col centro di Udine. Purtroppo la popolazione carnica è calata del 50% mentre quella udinese è cresciuta.

marco13,33-37
20 gennaio 2012, 16:32

… anche i portafogli direi che si son ristretti di un bel po.
A Tolmezzo come a Udine.

GG
22 gennaio 2012, 10:46

Ho dato una letta a quanto postato da Marco 33,…
http://www.exquire.it/Pagine%20Formazione/Marketing/centro_commerciale_naturale_2.htm
Mi ha colpito il riferimento nella parte finale dell’articolo “anche la grande distribuzione potrebbe essere interessata ad attivare un nuovo format che si integra perfettamente con le realtà all’interno del centro cittadino”.
Questa ritengo sia l’idea migliore da seguire.
Se una delle tante Società che possiedono i vari Ipermercati, acquistasse tutti i negozi di Via Roma per esempio e trasformasse il tutto in un “Centro commerciale naturale” potrebbe sicuramente avere successo.
Attualmente, essendo gestiti individualmente, questi negozi non sono e non potranno mai mettersi d’accordo per fare qualcosa del genere.
Sarebbe pertanto auspicabile che TUTTI i negozianti di Tolmezzo (non solo quelli iscritti a certe associazioni) usando lo stesso stile di pensiero dei manager dei grandi supermercati, valutasssero assieme le varie proposte e/o opportunità e discutano al più presto il da farsi, prima che arrivino i cinesi.
La stessa Coop-Ca sarebbe ora che facesse qualcosa per la Carnia. Non si dimentichino i signori che la gestiscono, che il seme che li ha fatti nascere è arrivato da TUTTA la Carnia. Ed il profitto aziendale sarebbe opportuno che tornasse in investimenti in tutta la Carnia!

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