Aperture domenicali nel commercio, i sindacati chiedono il ricorso alla Consulta

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«Chiediamo alla Regione di non adeguarsi supinamente al decreto sulla liberalizzazione degli orari, ma di mettere in atto tutti gli strumenti necessari per contrastare le iniquità che questo provvedimento ha determinato e di aprire quanto prima un confronto, finalizzato a raggiungere un accordo condiviso su cui definire un intervento legislativo». Questa la richiesta che le segreterie regionali dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno presentato questo pomeriggio all’assessore al Commercio Angela Brandi, nell’incontro convocato per fare il punto sulla nuova disciplina in materia di aperture.
«Riteniamo fondamentale mantenere l’autonomia legislativa della Regione e la concertazione territoriale», si legge nel documento unitario firmato dai segretari regionali Susanna Pellegrini (Filcams Cgil), Paolo Duriavig (Fisascat Cisl) e Miriam Cerne (Uiltucs Uil), documento nel quale i sindacati sollecitano il ricorso davanti alla Corte Costituzionale. «La Regione – recita infatti il testo sindacale – deve appellarsi alla Consulta per mantenere la competenza legislativa su aperture domenicali, festive e orari».
Nella convinzione che «le implicazioni negative della liberalizzazione rendano indispensabile la modifica della norma nazionale», i sindacati chiedono l’avvio di un tavolo di settore per discutere «politiche di programmazione e di turnazioni sugli orari domenicali, atte ad assicurare ai consumatori e ai turisti la copertura di fasce di apertura più ampie, senza che ciò vada a peggioramento delle condizioni di lavoro». Tra gli altri temi oggetto di confronto anche la promozione e la tutela del lavoro, l’ampliamento dei servizi alla famiglia in rapporto alle aperture, la promozione della filiera agro-alimentare a km zero e di politiche commerciali che incentivino la riduzioni di imballaggi e rifiuti, in una ottica di sostenibilità ambientale.

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(in foto Susanna Pellegrini, FILCAMS CGIL)

giovedì 19 gennaio 2012
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 1 Commento

19 gennaio 2012, 18:53

e qui ritorno sull’immobilità sospetta di confcommercio che supinamente ha subito i diktat imposti dai professoroni di roma che possono andar bene per le grosse citta ma sono distruttivi per le zone marginali come tolmezzo dove i negozi sono ,il piu delle volte ,portati avanti da una sola persona.auguri

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