Da Pozzo nominato presidente di Unioncamere Fvg

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Giovanni Da Pozzo

Questa mattina il consiglio di Unioncamere regionale ha sancito ufficialmente il passaggio di testimone alla presidenza. A guidare l’Unione delle Camere di Commercio del Friuli Venezia Giulia sarà dunque ora il presidente udinese, il tolmezzino Giovanni Da Pozzo, dopo il mandato portato avanti dal presidente triestino Antonio Paoletti, «che ringrazio – esordisce Da Pozzo – per essere stato il fautore dell’importante percorso dell’Unioncamere Fvg. Un compito che personalmente m’impegno a portare avanti, puntando alrafforzamento del ruolo dell’Unione, nell’ottica della razionalizzazione e ottimizzazione di funzioni e servizi, prerogative fondamentali e inderogabili».

Le Camere di Commercio, infatti, «si sono dimostrate tra le istituzioni più sensibili in questo senso, anche grazie alla riforma nazionale, che ha inciso sulla semplificazione e puntato sul lavoro di squadra, tramite un irrobustimento del ruolo delle Unioni regionali. Raccolgo l’incarico in un momento difficilissimo per l’economia – aggiunge Da Pozzo –, e m’impegno ad agire nell’interesse generale, valorizzando le peculiarità dei sistemi economici ma superando le preclusioni territoriali, a sostegno del sistema produttivo nel suo complesso, in piena sinergia con le associazioni di categoria».
Tra gli obiettivi di Da Pozzo, «rafforzare il rapporto con la Regione, anche in considerazione delle numerose attività delegate che il sistema camerale svolge per suo conto, e diventare sempre più punto di riferimento per le attività che le Cciaa sanno svolgere al meglio – conclude –, come per esempio l’internazionalizzazione».

giovedì 12 gennaio 2012
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 13 Commenti

13 gennaio 2012, 18:07

evviva evviva complimentissimi ma con tutti questi impegni non è forse il caso di lasciare qualche poltrona(ad esempio confcommercio) ad altri

Claudio "pronti" Pellizzari
13 gennaio 2012, 22:56

Come se in BCE convivessero ancora Draghi e Bini Smaghi. Tolmezzino Da Pozzo così come Tondo. Una bella concentrazione di potere, non c’è che dire. Qualcuno osa ancora dichiarare la marginalità della Carnia?

Gastone
14 gennaio 2012, 08:38

Ho già detto in altri post che la Carnia ha avuto negli ultimi anni molti rappresentanti, in quasi tutti i settori della vita civile, nei posti apicali della regione. La mia sensazione è che: o perche’ non potevano o perche’ non volevano non hanno mai rappresentato il territorio, ma qualche volta gli amici si.

Claudio "pronti" Pellizzari
14 gennaio 2012, 10:24

Il destino dell’elettrodotto e della centrale di Somplago ci diranno quali sono i veri interessi in campo. Certo pare strano il resto della Regione non abbia “talenti” all’altezza dei “nostri”

gastone
14 gennaio 2012, 15:24

Esattamente, e purtroppo anche i sindaci si accodano. D’altra parte tengono tutti famiglia. Povera Carnia, i nostri Vecchi si rivolteranno nella tomba.

de prato renzo
14 gennaio 2012, 21:39

Bene che un carnico rappresenti una importante categoria economica,come per Tondo sono a rappresentare tutto il Friuli VeneziaGiulia e non solo la Carnia come vorrebbero tanti professionisti del vittimismo che ululano alla luna
Pronti parli di talenti,in campo musicale sicuramente Martin con folkest ha gia fatto e fara cose migliori di te,in un periodo difficile con molte meno risorse e molti piu controlli

Claudio "pronti" Pellizzari
15 gennaio 2012, 00:23

Renzo, Gianni Martin lo conosco da quand’ero bambino, al tempo sicuramente non t’eri ancora iscritto al Movimento Sociale Italiano. Suo padre proviene da Azzano X, esattamente come mia madre e vivono tuttora nello stesso paese in Carnia. Durante una serata di Folkest a Ovaro, l’estate scorsa, mi ha parlato della sua collaborazione con Del Favero (non so se gestita con l’associazione Folkgiornale o con la Edit s.r.l.) e di quali sono a grandi linee le condizioni economiche. Tutto completamente legittimo, ma “in un periodo difficile con molte meno risorse”, non avventurarti a mettermi sullo stesso piano: io talvolta recupero qualche spesa, non lavoro a percentuale. Immagino Tondo vi fornirà le risorse per far prosperare Folkest in Carnia, magari pure ringraziando i Celti, ma lascia sia Gianni, se crede e se eventualmente dovesse averne motivo, a prendersela con me. Tornando al tema, “caro” Renzo, mi riferivo al fatto che in un contesto in cui le poltrone occupate da carnici sono sempre state parecchie e, almeno apparentemente, di svariati colori (come da tempo afferma pure Gastone che purtroppo non si firma), spopolamento e degrado non si arrestano, ad esempio. Tanto potere non è mai stato una vera risorsa per il territorio in cui viviamo e in questo momento (anche formalmente) il potere è moltissimo: Tolmezzo (sembra) conti più di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone, puoi dire il contrario? Chi ci assicura che il parere di migliaia di carnici conti più degli affari di qualche grosso industriale? Non è facile governare, sicuro; l’industria (ammesso possa essere la risorsa migliore per la Carnia) da lavoro a parecchie persone, anche grazie a molti denari pubblici, ma nulla ti autorizza a darmi praticamente del cretino, non lo accetterò più d’ora in poi.

de prato renzo
15 gennaio 2012, 01:36

Nessuno ti ha dato del cretino, sei sempre polemico pieno di presunzione nel giudicare e criticare,facendo passare tutto questo come discussione politica, ti senti un piccolo Travaglio e sai anche fare la vittima,se ti incontro ti dico il resto,e non dire che ti minaccio

GG
15 gennaio 2012, 07:05

Non riesco a capire tutto questo astio fra persone che magari perseguono lo stesso obiettivo.
Se questa energia venisse consumata in modo produttivo ne guadagneremmo tutti qualcosa.
Cominciamo a fare una lista di quanto ha fatto (e quanto avrebbe potuto fare e non ha fatto) Tondo in tutti questi anni. Lo stesso dicasi per Da Pozzo.
Poi potremo tutti valutare e tirarne le dovute considerazioni.

Maremonti
15 gennaio 2012, 10:04

Gastone lo condivido appieno.
Abbiamo una grande rappresentanza nelle persone…ma non nel o per il territorio.

Scelgono loro perchè sono in un certo senso “territorialmente neutrali” e loro per ringraziare e ingraziare chi li ha scelti…abbandonano la carnia a se stessa.

Vi ricordate Illy cosa pensava della provincia Tolmezzina?

Claudio "pronti" Pellizzari
15 gennaio 2012, 22:09

Renzo, proporrò a Francesco Brollo di assicurarti il diritto di censura su tutti i miei commenti. Anzi, di più: su tutti i commenti che mettano minimamente in discussione il potere in Carnia, permettendoti pure di decidere ciò che meriti d’essere definito Politica con la P maiuscola su carnia.la. “Approvato da Renzo De Prato”. Io ricorderò Travaglio ma tu sembri Capezzone: gli argomenti sono invidia, presunzione, comunismo, canne. Ma ora dimmi perché devi aspettare di incontrarmi di persona per dirmi “il resto”. E spiegami perché mai dovrei sentirmi minacciato, son proprio curioso di saperlo.

Claudio "pronti" Pellizzari
18 gennaio 2012, 23:42

Nell’attesa di incontrarlo accidentalmente, consiglio a Renzo De Prato la lettura del documento dei parroci del gemonese sulla centrale di Somplago, il loro esplicito invito a “non inginocchiarsi”. Credo sia normale pensare che Tondo e Da Pozzo possano avere un ruolo importante nelle decisioni che riguarderanno il futuro della centrale e soprattutto del lago.

Plupieri
19 gennaio 2012, 00:20

Non data ne consta il fatto che la provenienza anagrafica di una “alta” carica dello Stato o delle Professioni, porti poi a quella determinata zona beneficio effettivo in termini di attribuzione di risorse o di rappresentanza reale effettiva. Al contrario per il resto della Regione, Tondo e Da Pozzo “sconteranno” sempre il fatto che sono carnici nel senso che alla Carnia non dovranno ne dare, ne concedere troppo, solo il giusto e forse nemmeno quello..D’altronde non furon tempi d’oro per le “piste” carniche quelle dello sciatore triestino Riccardo IllY? Che invece pare si facesse desiderare alquanto per Barcola e Servola? Nemo propheta in patria..E’ altresì anche vero che i tempi sono cambiati e che la concezione sul debito “virtuoso” che fu di Illy non appartiene a Renzo Tondo sia che si spenda (soldi pubblici) a Ravascletto, sia che si spenda o si “spanda” a San Florian del Collio o San Dorligo.(Betz non de plui)..

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