Le priorità di Tondo per il 2012: ammortizzatori sociali, sviluppo, innovazione, ambiente

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Renzo Tondo (Presidente Friuli Venezia Giulia), tra Luca Ciriani (Vicepresidente e assessore regionale Ambiente e Protezione civile) e Sandra Savino (Assessore regionale Finanze), durante la conferenza stampa d'inizio anno.

”Siamo consapevoli delle difficoltà che ci aspettano nel 2012. Ma siamo anche consapevoli della solidità delle nostre imprese e della coesione sociale della nostra comunità, quindi delle energie che il Friuli Venezia Giulia può mettere in campo. Per questo possiamo guardare con fiducia al futuro”.
È questo il messaggio che il presidente della Regione Renzo Tondo ha voluto lanciare nella conferenza stampa di inizio anno, che si è svolta a Udine. (QUI LE SLIDE PROIETTATE IN CONFERENZA CON DATI E SINTESI)

”Il nostro compito principale è quello di mantenere alta la fiducia dei cittadini e delle imprese”, ha detto il presidente Tondo che, nella sede della Regione di Udine, era attorniato dagli assessori della sua Giunta. Le imprese del Friuli Venezia Giulia, ha ricordato Tondo, continuano ad esportare e presentano l’incremento più alto tra le regioni italiane nel volume di investimenti. ”Questo vuol dire che qui da noi ci sono ancora imprenditori che producono e che ci credono”.
In una situazione di incertezza delle risorse a disposizione, in attesa quindi di avere un quadro preciso in sede di variazioni di bilancio, le linee di intervento dell’Amministrazione regionale sono comunque chiare: rafforzamento degli ammortizzatori sociali e sostegno allo sviluppo dell’economia, utilizzando soprattutto la nuova programmazione delle risorse comunitarie lungo tre filoni: Piccole e Medie Imprese (PMI), innovazione, ambiente. E poi rigore nella spesa, riduzione dei costi e maggiore efficienza della Pubblica amministrazione.
Il Friuli Venezia Giulia, accanto ad una diminuzione del debito del 37 per cento da inizio legislatura (da 1.650 a 1.050 milioni di euro), può vantare anche un calo dei dipendenti pubblici di 1.400 unità, tra settore sanitario e comparto unico regionale (Regione ed Enti locali). Tondo ha confermato anche la volontà di riorganizzare il sistema di governo della sanità regionale, con la prospettiva di arrivare possibilmente ad un’unica Azienda regionale. ”Il percorso di riforma – ha precisato il presidente – dovrà in ogni caso partire dalla fotografia dei bisogni dei cittadini e non dalla difesa dei singoli territori”. Infine, conferma della specialità del Friuli Venezia Giulia e della sua autonomia finanziaria. ‘‘In questi tre anni e mezzo non abbiamo mollato un centesimo allo Stato’‘, ha detto Tondo, ricordando che quella regionale è una specialità responsabile, in grado di gestire in proprio la Sanità e di realizzare infrastrutture di interesse nazionale, una specialità di un’area di confine al servizio del Paese. ‘‘La nostra sarà dunque una difesa fino in fondo”, ha concluso Tondo.

A margine è stata notata l’assenza degli assessori leghisti Seganti e Violino che, assieme alle critiche di Fontanini che ha parlato di maggioranza schricchiolante, sarà uno dei temi delle prossime settimane.

venerdì 6 gennaio 2012
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 5 Commenti

9 gennaio 2012, 08:57

Leggo: ”Il percorso di riforma – ha precisato il presidente – dovrà in ogni caso partire dalla fotografia dei bisogni dei cittadini e non dalla difesa dei singoli territori”.

Mi scusi Presidente, ma che differenza c’è? Quando si parla di territorio si fa riferimento ai cittadini, non all’orografia! O meglio, a cittadini in un contesto orografico.

E secondo lei, i cittadini, per esempio, di Sauris o di Forni (Avoltri o Sopra o Sotto) hanno bisogni infeiori, uguali o superiori a quelli di, per esempio, Martignacco, Lignano o Monfalcone?

Firmato: Un suo elettore

pravettonicarcarlo
9 gennaio 2012, 10:01

Non obbligatoriamente più o meno, ma di diversa natura certamente si. Le realtà, e di conseguenza i bisogni, possono essere, e forse lo sono, diverse.

lusigne
9 gennaio 2012, 12:08

Guardare ai bisogni dei cittadini significa mantenere e garantire servizi essenziali quali: scuola, sanità, trasporti, cultura ecc. senza astrattismi perciò riferiti al territorio.

Laura Matelda Puppini
17 gennaio 2012, 15:42

Finalmente il mio computer è nuovamente efficiente e così posso esprimere il mio parere. Ci sono dei bisogni o meglio dei diritti primari dei cittadini che accomunano gli abitanti di Sauris a quelli di Grado a Trieste, a cui la Regione deve, per quanto le compete, dare risposta, e rappresentano, per la stessa, una spesa inderogabile, necessaria, e sono relativi ai servizi essenziali, descritti nel precedente post ed alla salvaguardia e tutela del suolo e dell’ambiente. Non possiamo vivere senza una sanità efficiente, che non corrisponde ad una sanità dispendiosa perchè Emergency fa miracoli con non molto; senza trasporti efficienti; senza una scuola efficiente e volta al futuro e cioè ove si inizi, alle superiori, a fare seriamente ricerca e si insegni il metodo scentifico ed a pensare anche in modo divergente; senza un recupero della manualità e di tutto quel sapere pratico che sta andando perduto attraverso la promozione delle piccole botteghe artigiane, la riproposizione di vecchi mestieri legati al territorio, e il praticantato; senza una cultura che si fondi su basi rigorose, non confondendo sagre ed arraffazonamenti sul passato con le attività culturali. Noi adulti, noi che in quanto tali siamo gli educatori dei giovani, dobbiamo riproporre un discorso etico e morale, superando gli aspetti meramente egoistici ed il pressapochismo. Noi, se siamo adulti e cittadfini, non dobbiamo vivere l’ente pubblico come qualcosa par fa bez, perchè alla lunga nessuno ci guadagnerà. Etica ed economia non possono che essere unite e richiedono un rigoroso impegno anche da parte dei cittadini stessi. I bilanci della spesa alla voce servizi, come già scrissi riferendomi a quanto sottolineato dal noto economista Federico Caffè, non possono essere in attivo per loro natura, ma non è detto, per questo, che non debbano rispondere al principio della necessità della spesa stessa. Infatti l’ente regione non è una s.p.a. ma neppure una mucca da mungere. A mio avviso, quindi, bisognerebbe che la regione vagliasse con attenzione le domande di contributo che le pervengono, iniziando anche a dire di no, chiedesse garanzie, a nome dei cittadini che rapppresenta, ad enti e aziende che chiedono l’accesso a pubbliche sovvenzioni, in modo che non si “straccino” risorse pubbliche e denaro comune, erogando quanto ritiene giusto e non sempre quanto domandato; mettesse delle regole al suo interno per la richiesta sovvenzioni e dei termini in modo da avere il tempo di visionare le pratiche e responsabilizzasse per queste i funzionari ed impiegati attraverso, come minimo, l’apposizione della firma. Sarebbe altresì importante che la Regione si ponesse il problema del ricambio generazionale, assente ora come ora, perchè moltissimi giovani, e mi riferisco alla Carnia,in particolare laureati, non vivono più sul territorio, impoverendolo culturalmente e non solo culturalmente. E allora per chi ci siamo sacrificati, abbiamo sognato un domani per la nostra terra,abbiamo costruito e ricostruito case e paesi? Per chi? Infine a me pare che ora la Regione abbia perso l’idea di quali siano i reali bisogni dei cittadini e che abbia ragione il Governatore a porsi il problema di “Ce ca covente ai cjargnei, ai Furlans, ai triestins” perchè mi sembra che si sia perso di vista.

pina del letame
17 gennaio 2012, 20:32

Purtroppo!!!!!

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