La nazionale di sci torna sullo Zoncolan

  • Facebook
  • Twitter
  • Oknotizie
  • FriendFeed

La Nazionale italiana maschile di slalom ritorna sullo Zoncolan. Gli azzurri, capitanati dal tecnico Jacques Theolier, saranno di scena sulle nevi carniche dal 2 al 4 gennaio 2012 per una sessione di allenamenti in vista della gara di Zagabria del 5 gennaio. Si ripete, dunque, la positiva esperienza all’inizio dello scorso anno e poi nel mese di marzo 2011.

Saranno presenti sei atleti: si tratta di Giuliano Razzoli, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Vancouver 2010, Cristian Deville (attualmente secondo nella classifica di specialità nella Coppa del Mondo e reduce dai podi di Beaver Creek e Flachau), Stefano Gross, Manfred Moelgg, Roberto Nani e Patrick Thaler. Tutti si alleneranno su una porzione della pista “Zoncolan 1”, appositamente preparata e dedicata a loro, e alloggeranno all’hotel “La Perla” di Ravascletto.

Ancora una volta, dunque, la Nazionale ha scelto la Carnia per la preparazione. E il presidente di Promotur, Stefano Mazzolini, non può che dirsi soddisfatto: «Siamo davvero felici per questa scelta – afferma – anche perché, pur in un momento di difficoltà dovuta allo scarso innevamento, siamo riusciti a mettere a disposizione degli azzurri questa opportunità. Ringrazio tutto lo staff dell’Italia per la fiducia che, ancora una volta, ci ha accordato».

Qui i servizi con video e interviste agli atleti della nazionale le scorse due stagioni:

2011

2010

venerdì 30 dicembre 2011
Altri articoli su questi argomenti: ,,

 8 Commenti

Laura Matelda Puppini
30 dicembre 2011, 21:17

Leggo: “siamo riusciti a mettere a disposizione degli azzurri questa opportunità. Ringrazio tutto lo staff dell’Italia per la fiducia che, ancora una volta, ci ha accordato», parole di Stefano Mazzolini di Promotur e leggo pure che, come ovvio dato che da tempo non nevica o nevica pochissimo, per ospitare questi 4 signori, ignoti ai più, stiamo spendendo denaro preziosissimo pure pubblico in modo diretto od indiretto, per l’innevamento artificiale. Leggo altresì sull’ articolo di 24ore del 28 dicembre 2011:” Friuli-Venezia Giulia, il bilancio impigliato nelle famiglie” – di Mariano Maugeri, che Promotur, che è una due società di leasing che si occupano di montagna, quella appunto che gestisce 53 impianti di risalita, ” è una delle spine nel fianco di Tondo. L’anno scorso la Regione ha ripianato debiti per 3 milioni e Friulia ha svalutato la partecipazione della controllata per un valore superiore ai 10 milioni.”. Ancora una volta mi chiedo come andremo a finire, se invece di tener conto delle esigenze dei cittadini del Friuli Venezia Giulia: pensionati ed anziani; giovani che prendono la valigia anche per sempre o restano qui senza lavoro e futuro; famiglie povere e meno povere a cui poco o nulla la regione attualmente offre a fronte di una spesa enorme per la montagna, ora come allora, si risponde alle esigenze di nuovi divi ( senza aver nulla contro i4 campioni nè voler offendere in modo alcuno gli stessi che hanno solo approfittato di un’ occasione)che vengono da fuori e che nulla hanno a che fare con il nostro territorio, almeno a mio avviso. Io non mi sento proprio lusingata di quanto,come non so cosa se ne faranno i carnici delle strutture sportive programmate con spesa regionale il 22 dicembre 2011, tipo il campo di bocce in un paese piccolo ( non ricordo a memoria quale), tanto per fare un esempio. Cui prodest? chi lo ha richiesto lì come in altro piccolo paese, chi ha richiesto tutte le spese sportive e per chi? E la riqualificazione della piazza di Tolmezzo, finanziata dalla regione, perchè si fa? E la pista guida sicura per chi è stata fatta? E la casa dello studente ed il centro studi come sono andati a finire? E l’elenco sarebbe lungo. A me pare francamente, che si sia risposto, soprattutto ultimamente, alle esigenze di poche società sportive, almeno per quanto riguarda Tolmezzo,scambiandole per esigenze di tutti, ed in ciò i comuni credo abbiano grosse responsabilità. Termino chiedendo alla regione F.vg: perchè non vaglia le esigenze degli abitanti dela regione e tenta, nell’ottica di un rinnovato senso del servizio al cittadino, di rispondere con i suoi finanziamenti,ai bisogni primari dei più invece che di 2 o 3, valutando prima di accettare di finanziare ciò che un assessore o una giunta comunale o il responsabile di un ufficio comunale di pochi chiede come rispondente ad un paese e territorio? A me pare che sinora,ed ora come allora, si spenda tanto per avere poco o nulla anche perchè manca la mappatura dell’esistente, manca una indagine conoscitiva dei bisogni primari emergenti della popolazione, manca un collegamento serio tra cittadini e regione ce potrebbe essere, come già scritto in altra sede, affidato ai Codacons, cittadinanzattiva o altre associazioni similari, che non cito solo perchè a me ignote.

Laura Matelda Puppini
30 dicembre 2011, 21:19

Ho omesso, per errore doi battitura, una parte della fonte dell’articolo citato che è “Il sole24ore”. Mi scuso per quanto con i lettori.

Allegra Cincia
31 dicembre 2011, 07:53

ma ve lo immaginate un mondo di metelde…?

ICHINO
31 dicembre 2011, 10:43

Bisogna rivolgersi direttamente alle lobby degli operatori turistici…quelle quattro teste con 30 tasche, pronte a predicare che tutto gira se girano i propri alberghi e i propri ristoranti. E dato che stiamo parlando di persone ben altolocate sul vertice della nostra società, non fanno nessuna fatica ad ottenere promozione, impiego di risorse pubbliche e iniziative di ogni genere, pur di portare gente presso le loro strutture.

Io ne sono francamente stufo. Mi piacerebbe che le aziende tornassero a rischiare il proprio denaro e la propria capacità per dimostrare di essere competitive….come in qualche modo viene richiamato anche dal nostro codice civile.
Qui invece nessuno vuole più rischiare le proprie presunte capacità imprenditoriali, i prezzi vengono mantenuti alti, mentre i dipendenti vengono comunque mandati a casa e ci si ostina a voler continuare di questo passo, confidando nell’iniziativa promozionale pubblica e fregandosene sul principio economico di base, che se la domanda cala devono calare anche i prezzi.

E allora tutti pronti a scimmiottare la FIAT, quella che per mantenere l’occupazione in Italia, si rivolge allo stato per chiedere soldi, ma quando poi ha qualche soldo da spendere, corre in america a fare affari…perchè i metalmeccanici italiani sono brutti, cattivi e pure molto costosi.

A questo punto non sarebbe meglio che certe risorse economiche siano invece destinate ai giovani che vogliono fare e creare un nuovo modello di impresa? Che forti di quanto essi stessi rilevano di sbagliato nell’attuale mercato del lavoro, del commercio, dell’impresa in generale, dimostrino di avere progetti alternativi, freschi, promettenti?

Se i vecchi non hanno imparato, perchè non confidare sulle nuove generazioni?

Ecco, io penso che sono queste le vere e proprie liberalizzazioni di cui ogni governo si riempie la bocca.

Allegra Cincia
31 dicembre 2011, 14:30

scusa Ichino, ma quali giovani? Il numero di attività ricettive e ristorative che chiudono ogni anno, è pari solo al numero di “diplomati” sfornati alla scuola alberghiera di Tolmezzo. Mai sentito uno o un gruppo che voglia mettersi in campo e rischiare. Tutti a cercare il posticino col sabato sera libero.
sarebbe molto bello che quello che tu auspichi si avverasse.

anonimo
31 dicembre 2011, 14:36

nazionale di sci? sono stato stamattina sullo zonco. ma c’erano più sassi che neve…

mariut
2 gennaio 2012, 16:19

@ Puppini, Le ricordo che Razzoli ha vinto una medaglia d’oro alle ultime olimpiadi,Cristian Deville attualmente secondo nella classifica di specialità, la specialità non è un piatto tipico cara Puppini altro che quattro signori ignoti…..ignoti forse ad ignoranti come lei (in quanto ignorano essendo poco informati)Mi chiedo, ma lei non è meglio che si informi prima di scrivere certe cose, oppure prima scrive e poi viene informata dagli altri lettori come me?

ICHINO
2 gennaio 2012, 18:29

Allegra Cincia…chiudono perchè credono che in un anno o al massimo in due…hanno fatto già soldi a sufficienza per dichiararsi ricchi.
Io ho notato che nel campo della ristorazione ci si sono buttati anche quelli che di questo mestiere non ne sapevano assolutamente niente.
Penso in definitiva, che la politica dei piccoli passi non piaccia più a nessuno…ma un giovane che non ha metri di paragone con quanto si guadagnava diversi anni fa, può trovarla questa voglia di fare un passo alla volta.

SCRIVI (Ricorda che sei personalmente responsabile per il contenuto del commento)

Nome e Cognome (obbligatorio)
Email (Non viene pubblicata)
Sito

Ogni opinione espressa dai lettori attraverso i commenti agli articoli è unicamente quella del suo autore, che si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Carnia.La manlevata ed indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.

Invia la tua notizia a Carnia.La

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Il tuo messaggio

Links