Riceviamo dal gruppo Grotta continua di Trieste e pubblichiamo il racconto di una esplorazione speleologica nel Pal Piccolo:
E’ stato recentemente completato il rilievo di una complessa cavità lunga più di un chilometro recentemente scoperta sul Pal Piccolo (Alpi Carniche) dal Gruppo Grotta Continua di Trieste.
Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio di quest’anno siamo tornati ad esplorare in Pal Piccolo (Alpi Carniche) grazie a un’intuizione di Paolo Rucavina, incuriosito da un pozzetto mai notato in precedenza di circa 15 metri. Si tratta di una grotta già catastata e rilevata sino a -23, ma spostando un paio di massi sul fondo dopo un breve lavoro di disostruzione riusciamo a superare una pericolosa frana accedendo ad una galleria inesplorata di notevoli dimensioni.
Inizialmente siamo tutti abbastanza scettici, e ci aspettiamo da un momento all’altro di venir fermati da un’ostruzione invalicabile, come troppo spesso accade. Invece, ogni qualvolta arriviamo alla fine di un ramo ce n’è sempre un altro che continua, in genere percorso da notevoli correnti d’aria.
Proseguiamo l’esplorazione a fine luglio, incominciando a rilevare tutta la galleria principale dall’ingresso sino a quella che è stata chiamata “Sala del Collettore”, da cui si dipartono vari rami sia in discesa sia in risalita. S’inizia così a capire che ne risulterà un rilievo piuttosto complesso.
L’esplorazione dà però pochi frutti: le prosecuzioni da vedere sono ancora tante ma tutte da sudare allargando fessure claustrofobiche ed arrampicando camini con disgaggio finale di frane assai instabili. Grandi quantità di aria continuano intanto a spirare ovunque, beffarde, contribuendo più all’abbassamento della già infima temperatura che all’innalzamento dello sviluppo planimetrico.
Il 7 agosto si prosegue l’esplorazione nei vari rami: si disostruiscono cunicoli invasi dal fango e si risale un camino per oltre 40 metri.
Per completare esplorazione e rilievo si decide di concentrare le forze con un campo speleogico nella penultima settimana di agosto. Vengono portate a termine ulteriori risalite infruttuose, si scoprono ed esplorano altri passaggi che si ricollegano alla galleria principale ed un nuovo ramo di oltre 70 metri che termina con un pozzo profondo 15 metri. Anche in quest’ultima parte della grotta ci sono numerosi cunicoli laterali che impegneranno nell’esplorazione tutti i restanti giorni del campo speleologico.
Dal rilievo si evince che la grotta è formata da almeno 3 sistemi di gallerie sovrapposte impostate su un’unico piano di faglia. Evidenti sono gli indizi di neotettonica, ossia di movimento recente, visibili anche dal dislocamento delle microforme ipogee.
A breve un’ultima uscita per una rapida indagine geologica in modo da inquadrare l’interessante fenomeno speleogenetico e strutturale della cavità e l’installazione di fessurimetri per verificare i possibili spostamenti della faglia.
Hanno partecipato all’esplorazione ed al rilievo: Flamiano Bonisolo, Filippo Busato, Silvia Campanini, Claudio De Filippo, Stefano Guarniero, Federica Misturelli, Edoardo Nattelli, Filippo Nattelli, Michele Potleca, Paolo Rucavina, Antonio Sulich, Roberto Trevi, Zdenka Žitko, tutti del Gruppo Grotta Continua di Trieste.



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