Dipendenza dalle slot machines: a Tolmezzzo perde 15.000€ in 70 ore di gioco

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2712/2011 – Il Messaggero Veneto di oggi dedica una pagina al reportage di Domenico Pecile a Tolmezzo nella sala giochi “Slot Le tre ciliegie”, che ha aperto il 31 maggio scorso e da allora non ha mai chiuso una sola ora, compreso le notti, incassando nell’ultimo mese 1 milione e 100 mila euro. Si narrano le storie dei giocatori, compresa quella di uno, coperto da nome di fantasia, che ha ammesso di aver perso 15.000 euro dopo aver giocato 70 ore consecutive. All’interno del pezzo viene data voce anche al gestore Roberto Zarabara.

venerdì 2 dicembre 2011
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 51 Commenti

Gnotul
3 dicembre 2011, 14:56

Di fatto queste macchinette sono autentici casinò.
Questi apparecchi, non rappresentano la promozione di un sano divertimento ma, nella stragrande maggioranza dei casi, la promozione di una dipendenza, da una droga: quella del gioco compulsivo.
Il fatto che qualcuno ci guadagni, in prims lo stato, non giustifica, a mio avviso, la loro presenza. Ma per altri, la mia, é solo una posizione illiberale tout-court.
Ovvero, il ragionamento, potrebbe essere quello di chi ha un’opinione diversa: “se qualcuno si vuole rovinare giocando, é libero di farlo”.
E allora, già che ci siamo, alla prossima festa tolmezziana, esponiamo in bella mostra anche un po’ di sostanze; sempre in nome della libertà personale e collettiva, s’intende!

adriano rainis
3 dicembre 2011, 17:59

Gnotul, ogni tanto siamo d’accordo. Per una parte mi fanno rabbia e pena i giocatori. Gestori e stato molta rabbia e basta.
Ma mi strarompe che si usi la parola LIBERTA’ a vanvera. C’è gente ancora oggi che muore per questo ideale in Cina come in Africa, invece noi la adoperiamo per giustificare lo sperpero dei propri denari da parte di cittadini gioco-dipendenti. Senza voler sempre parafrasare Gaber direi che la libertà è comunque una conquista fatta di lotte e sacrifici e la prima a meritare rispetto è quella altrui.
Che parentela abbia con la libertà l’azione, a volte suicida, di spendere i propri averi inserendoli in una macchinetta- mangiasoldi, proprio non colgo. Non faccio il moralista, ma usate le parole giuste. Questa non è libertà è egoismo.

Gnotul
3 dicembre 2011, 18:32

Rainis@, parlare in modo ragionevole ed dirsi d’accordo non basta a risolvere. Bisogna proporre una soluzione di quello che é diventato ormai un problema sociale. E non siamo stati io o lei a crearlo. Eppure, spetta a persone come noi, senza nessuna pretesa o presunzione, portarlo a soluzione, nel senso che ci dobbiamo incaricare di indignarci, denunciare, proporre appunto un rimedio.

Al tempo, al suo appunto: io ho parlato di libertà, riconosco, avrei dovuto citare più correttamente il, malinteso senso della libertà.

Plupieri
3 dicembre 2011, 20:05

Gnotul e Adriano, esattamente come il primo si e’ correttamente definito, siete “illiberali”. Con amicizia, tuttavia fintanto che lo Stato gabelliere si diverte e ci guadagna a “rovinare” il portafoglio e la mente ai cittadini (basta ricordare tre uscite settimanali di lotto e Superenalotto)..non si capisce perchè problemi morali od etici se ne debba porre la libera impresa..Concordo con Gnotul che le “bische” anche quella del Zara, sono a tutti gli effetti Casinò cammuffati.ma allora perchè non apriamo quelli veri?..Non saranno morali ma perlomeno attenuerebbero l’impatto prossimo venturo di Ici ed Irpef sulle tasche dei contribuenti..Francamente continuo a non capire come mai si proponga le chiusure delle sale gioco per “aiutare” o redimere gli incalliti “giocatori”, chiudiamo anche tutti i bar allora, per “salvare” i bevitori..

Gnotul
3 dicembre 2011, 20:37

Ma si provochiamo; diamo via libera alla libertà; alla prossima festa delle mela vorrei quella sniff! E già che ci siamo, perché vietare la velocità degli automezzi, e poi le prostitute le voglio in centro, scosciate e sotto casa, insomma, comode! E non mancheranno altre ideee, altre sacrosante esigenze di libertà.
Ma forse dovremmo farci carico di una verità: massima libertà, somma schiavitù! Non so chi l’ha detto prima di me, ma so che la massima risponde al vero!
E, naturalmente, calci nei coglioni ai bacchettoni, nemici giurati della libertà, oscurantisti di professione.

No, forse dovrei cancellare tutto, stiamo parlando, nei casi più gravi di malati, autentici drogati del gioco, rovina famiglie, soggetti che la società, prima o poi, dovrà farsi carico.

adriano rainis
3 dicembre 2011, 22:54

PPL tu paragoni l’alcolismo alla dipendenza da gioco e potrebbe essere. Quello che voglio capire è, se per te, siano due mali di questa società o due manifestazioni di ” libertà”. Non ho nessuna remora a definire lo stato biscazziere. Le manifestazioni ” liberali” che ti sei dimenticato sono l’evasione fiscale, le gare in macchina su strade pubbliche, l’assunzione di droghe, ecc..
Uno stato serio, purtroppo o per fortuna, l’Italia lo è? Non diamo dimostrazioni di liberalismo d’avanti all’egoismo più sfrenato. Indignamoci un pochino.

Laura Matelda Puppini
3 dicembre 2011, 23:17

Ho letto anch’ io l’articolo,e mi è parso quasi una propaganda al locale ed al gioco d’azzardo,con tanto di foto del gestore, che pare quasi gestisca un circolo popolare ricreativo, di cui si sente francamente la mancanza. E sull’onda della libertà personale e di impresa si finirà, come già scritto, per giustificare la tratta delle bianche. A Tolmezzo si gioca d’azzardo e gioca la popolazione di tutta la Carnia, da quanto pubblicato da Tania Ariis tempo fa sul Messaggero Veneto. Sono note le dinamiche che spingono un giocatore a giocare sempre di più nella speranza di vincere, sono note le dinamiche che, anche se egli vorrebbe smettere, lo portano a spendere nel gioco cifre crescenti, è noto come il giocatore d’azzardo di classe media cerchi di nascondere agli occhi degli altri il suo problema per non passare per uno scemo, per non esser preso in giro per essersi immiserito, indebitato o aver perso la casa o altro. A questo punto credo sia indispensabile cercare di porre in essere sistemi di disincentivazione e di aiuto, anche perché l’indebitamento crescente dei giocatori può pesare sulla comunità intera. Se infatti un povero pensionato gioca tutta la pensione in un giorno o lo fa un padre od una madre di famiglia, con cosa poi sfama, veste, permette una vita dignitosa ai figli e parenti? Questi ultimi, inoltre, in genere per coprire il loro caro tacciono, ma le situazioni familiari possono diventare davvero pesanti per i singoli e per la comunità. Infatti chi non ha soldi perché se li è giocati, ha meno da spendere nella qualità della vita sua e non solo sua e potrebbe ammalarsi più facilmente anche per lo stress accumulato nelle ore ed ore di tensione al gioco. Inoltre ricordo che macchinette cosiddette mangiasoldi ci sono in molti luoghi, che via Roma ha un casinò ed una sala scommesse, che altra sala per scommesse ed altro, con sala fumo al suo interno, se ho letto bene,
( ma anche all’interno della sala gioco di Zarabara, se non erro si fuma) si trova in piazza Centa. Inoltre vi sono due posti ove si possono esclusivamente vendere oro ed argento. Vi garantisco che questa riqualificazione di Tolmezzo non mi piace affatto. Per porre in essere una sistema di aiuto non si può che prendere contatti con chi ha già cercato di dare, a livello comunale, una risposta al problema. Una brevissima ricerca su internet mi ha confermato nel fatto che esistono studi interessanti, anche se pochi, in proposito, per esempio “Malati di gioco. Una ricerca sul fenomeno del gioco in provincia di Lodi, quaderni dell’osservatorio n.8, Lodi 2010″ oppure Il gioco d’azzardo patologico tra cura medica e cura educativa” di Luca Crivellari, 2006, in: http://www.cedostar.it. Inoltre si può leggere quanto fatto dal comune di Reggio Emilia in proposito in: http://www.reggio5stelle.it sotto la voce:” Videopoker, approvata mozione per contrastare le dipendenze.”. Ma probabilmente vi è altro, basta cercare e partire dalle esperienze e dagli studi altrui. Il lavoro di ricerca potrebbe essere tranquillamente svolto dalla consulta giovanile, non altro, che potrebbe riferire poi a chi di dovere e magari prendere contatti. E chi rappresenta la chiesa locale, a mio avviso dovrebbe prendere una posizione chiara e pubblica in merito al gioco d’azzardo, indipendentemente se abbia o meno benedetto dei locali,non certo il gioco in sè.

Plupieri
3 dicembre 2011, 23:52

Indignarsi è sempre utile, soprattutto di questi tempi particolarmente “mosci”..ma le dipendenze sono, e devono restare, argomento di studio più per psichiatri, o per avvocati, che per gendarmi con “i pennacchi” e con le armi.(non mia ma di F.De Andre). Essere liberali o piu appropriatamente libertari, per me, significa non attibuire allo Stato (etico) compiti e funzioni che vanno circoscritte alla sfera privata, salvo quando debordano e allora si va davanti ad un medico o a un giudice..Adriano ne abbiamo visti di quelli sclerati che si sono mangiati la casa o l’azienda dietro alla “palizza”, pardon per il termine non politically correct..E alore ce vino di faa?? corin daur cul codic civil a dutis lis feminis par fasi tornaa i betz??

anonimo
4 dicembre 2011, 11:45

Lupieri… mi faccia una cortesia personale, faccia un salto al Centro di Salute Mentale e chieda informazioni sulla dipendenza da gioco a Tolmezzo.
Lo faccia per favore e si fermi ad ascoltare le risposte, si sieda pure perché avrà bisogno di un po’ di tempo.
Fatto questo, solo quando avrà finito di ascoltare, chieda se prima del bum dei “gratta e vinci” e delle “macchinette” ci fosse e che dimensioni avesse questo problema in Carnia.

Poi torni qui e ci riferica quello che ha sentito.

Grazie.

Laura Matelda Puppini
4 dicembre 2011, 12:54

Anonimo, vorrebbe spiegare meglio il suo pensiero? Forse al centro di salute mentale di Tolmezzo si è attivato un osservatorio del fenomeno gioco d’azzardo e scommesse in loco ed in Carnia? Se questo non è accaduto perchè uno dovrebbe perdere una giornata intera ivi per questo argomento? Se questo è accaduto vorrebbe per cortesia farci partecipi della cosa?

Gnotul
4 dicembre 2011, 13:38

Cerchiamo, soprattutto, di non essere superficiali. Il fenomeno, incentivato dallo Stato, sta fagocitanto le vite dei giocatori, e non solo le loro, purtroppo.
Adesso poi, ho letto meglio! Un milione e centomila euro di incasso solo nel punto vendita indicato, e nell’ultimo mese!
Una cifra colossale, questa, che deve preoccupare. Io so cosa possa incassare un lcale pubblico a Tolmezzo: dai 100 ai trecento mila euro in un anno intero.
Mi chiedo, piuttosto, se tutto il denaro che finisce nelle macchinette sia di provenienza legale!
Uno che gioca, e questa potrebbe essre una soluzione, deve poter dimostrare che i soldi li ha guadagnati onestamente, dev’essere questo denaro di lecita provenienza.
Altrimeti, si favorisce il riciclaggio di denaro sporco e lo strozzinaggio!
Proporrei all’amministrazione Comunale Tolmezzina di fare un’interpellanza, in tal senso, alle forze dell’ordine, alla Guardia di finanza, giusto per sapere come la pensano nel merito.
Di fatto, questo é un invito a controllare come stiano realmente le cose!

pierpaolo lupieri
4 dicembre 2011, 14:26

Egregio anonimo, la cortesia gliela faccio volentieri anche perchè sono stato già frequentatore del Csm, non quello di Tolmezzo, ma per ragioni di maggior consonanza lavorativa, di quello di Gemona del Friuli..Dopo l’incidente ho avuto necessità (come vede non siamo pochi e non occorre vergognarsene) di una consulenza in tal senso..Ciò nonostante le disgrazie personali (la mia si chiama disturbo ossessivo compulsivo ma si scarica in altro modo e non nel gioco d’azzardo) non deve ricadere sulla società intera come purtroppo una larga storiografia psico-politica obbliga a deporre i tal senso (ivi compresa quella per cui voto e ho sempre votato). Di conseguenza interrogarsi e pretendere che le Autorità di pubblica vigilanza (non quelle mediche badi che sono deputate a farlo) risolvano i problemi esistenziali di ciascuno di noi non è ammissibile nè come comportamento nè come costi. Anche perchè come osservava Laura Matelda tutte queste competenze poi sulle dipendendenze io per esempio al Csm non ce le vedo proprio, salvo un generale imbonimento e graduazione ripetitiva dei farmaci.
Di conseguenza l’invito che le voglio rivolgere io Anonimo invece è quello di passare per un taglio alle Tre Ciliegie, troverà un ambiente frizzate e sprintoso..giusto quello per far passare alcune serate in allegria perchè vede l’inverno in Carnia è molto duro..La saluto cordialmente.

adriano rainis
4 dicembre 2011, 22:52

Ambiente frizzante e sprintoso? Siamo tutti amici, la solidarietà regna quì dentro e nessuno è invidioso delle vincite degli altri?
Proprio un ambiente di liberali da portare ad esempio perchè il fondo del significato dell’articolo è quello di far pubblicità.
Facciamo così, io non ci vado per scelta personale perchè mi piange il cuore a buttare i soldi, oggi sudati da altri per darmi la pensione. Come può essere frizzante, sprintoso ed altruista una persona che lascia i 3/4 di stipendio-pensione al dio del gioco. Hanno bisogno di supporti e di amore questi dipendenti dal gioco, condannarli non serve a niente. La disperazione del perso prende in poco tempo alla speranza di vincere. Chi approfitta della disperazione altrui mi fa rabbia invece, che sia esso Stato od altro, che cerchi di dare spiegazioni contorte o che ridacchi sotto i baffi per i guadagni.
Ultima considerazione, se un esercente è beccato a dar da bere ad un ubriaco rischia la licenza oltre all’ammenda. Perchè in queste cose non ci possono essere limiti all’auto disastro umano?
Mi piacerebbe che si obbligasse ad affiggere, all’esterno dei locali dove si gioca, un manifesto con riportate le somme giocate e quelle vinte e magari una scritta ” Il gioco non è per i fortunati, ma per i disperati”

Barbapapà
5 dicembre 2011, 11:19

Occorre essere psichiatri o avvocati (per dirla alla PPL) per capire che quello delle sale da gioco è un gioco al massacro per chi ci va, ma anche per l’intera società?
Mi rifiuto di accettare la logica del “vietato vietare” così cara a qualche nostalgico come PPL.
Lo Stato (e quindianche la Regione e le varie ammnistrazioni locali) hanno il sacrosanto dovere, per il bene pubblico, di porre un limite a quelle pratiche private (individuali) che si sa già in partenza essere socialmente pericolose.
Non occorre fare l’esperienza di schiantarsi a 150 km/h per sapere che ci si fa molto male!
non occorre ogni volta spiegare tutto: ad un bambino piccolo si dice di non mettere le mani nella presa, non si spiega la conduzione dell’elettricità attraverso il corpo umano!
Qui è la grave responsabilità di chi acconsente all’apertura di questi luoghi.

maremonti
5 dicembre 2011, 12:16

Se abbiamo posto dei limiti al consumo e spaccio di stupefacenti, nonchè agli abusi dell’alcool (vedi codice della strada), non vedo per quali motivi permettiamo alle sale da gioco di proliferare. appartengono tutte alla schiavitù della dipendenza, come tale vanno fortemente regolamentate e compito dello stato è aiutare tutte quelle persone che in una maniera o nell’altra, ci sono finite dentro.

remo brunetti
5 dicembre 2011, 13:35

Cjalait ce che dîs ancje a chest proposit la Costituzio da Republiche taliane:”Art. 41
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

minotauro
5 dicembre 2011, 17:40

Vorrei proporre un osservazione: l’ incremento del volume di gioco per le fasce meno abbienti porta quasi sicuramente ad una riduzione della relativa capacità di spesa per altri scopi. Fatto 100 euro la capacità media di spesa per beni voluttuari (che scontanto iva al 21%), e sperando che la gente non rinunci al pane per giocare, se 50 lire le sposto sulle “macchinette”, quant’è l’imposizione indiretta su queste 50 lire? siamo sicuri sia il 21% ? ho paura di no., mi pare il 13,5%
Quindi lo stato incrementerà pure il gettito erariale da giochi a causa del fiorire di queste attività ma quanto ci perde in mancata iva? a mio avviso intasca veramente poco rispetto agli elevatissimi costi sociali (comprensivi di risorse per la rieducazione, campagne informative, ecc… che pure i Monopoli, per normativa europea, sono obbligati a promuovere).
la domanda sorge spontanea: Cui prodest? un idea ce l’ho ma non sono abituato a fare congetture pericolose…. e non provate.

lusigne
5 dicembre 2011, 18:51

Penso che dietro ogni dipendenza ci sia una carenza (affettiva, di progettualità, autostima, forza di volontà, ecc.) per cui non è il semplice vietare che inibisce la “pratica”.
Mi atterrisce il pensiero che una persona, che può scegliere come impiegare il suo tempo libero, trascorra ore inchiodata davanti alle slot.
Si discute di slot perchè “mangiano soldi” ma parallelamente c’è parecchia gente che viene risucchiata dal pc e dal mondo virtuale, alienandosi dalla realtà.
Stiamo producendo dei nuovi alienati, una volta erano i dipendenti dall’alcool (che i progetti di sensibilizzazione ed educazione – per giungere alle Acat e simili – hanno un po’ alla volta ridotto)oggi sono questi. E’ un problema sociale, a mio avviso, perchè questi individui decidono di isolarsi anche se non so quanto ne siano consci. Forse è una via per cercare altro?

Laura Matelda Puppini
5 dicembre 2011, 21:26

Da quanto riportato in Ferdinando avv. Brizzi, “Brevi considerazioni giuridiche su azzardo e dintorni -giugno 2009,Normativa giuridica | Banca dati sul gioco d’azzardo”,
centrostudi.gruppoabele.org.,si evince che esistono due sentenze della corte di Cassazione che aiutano a comprendere quale sia la nozione giuridica di gioco d’azzardo ed in particolare quali siano gli elementi caratterizzanti l’azzardo, ovvero l’aleatorietà della vincita e il fine di lucro. Tali due elementi sono richiamati da una sentenza della Cassazione:Cass. pen. Sez. III, (ud. 05-03-2009) 28-04-2009, n. 17842 che ricorda “come l’art. 721 c.p. stabilisca che, per aversi gioco di azzardo, necessiti il concorso di due elementi, l’uno di carattere oggettivo, rappresentato dalla aleatorietà della vincita o della perdita, l’altro di carattere soggettivo costituito dal fine di lucro dei partecipanti”. La Cassazione viene poi a precisare in che cosa consista il carattere aleatorio del gioco ovvero il peso esclusivo non dell’abilità del giocatore ma della sorte. Un’altra sentenza Cass. pen. Sez. III, (ud. 08-04-2008) 10-07-2008, n. 28217 definisce l’ aleatorietà “E’ stata, invero, evidenziata la “componente aleatoria sostanzialmente esclusiva” delle dinamiche di gioco, il cui esito è del tutto svincolato dalla abilità del giocatore. Rimando al sito citato, purtroppo datato, ed altri. Non ho trovato, invece, nulla relativamente ad impegni dello Stato nel senso citato da @ minotauro ma il limite può essere mio. Non trovo neppure indicazioni unificanti relativamente all’aiuto al giocatore, ma credo vi siano numerose fonti in merito, poche su esperienze nei comuni.

minotauro
6 dicembre 2011, 08:16

@ 19 Laura Matelda Puppini: in effetti ho fatto riferimento vagamente ad una normativa europea senza citarla. Mea culpa.
Avevo letto qualche mese fa un dossier sui giochi di azzardo molto articolato, nel quale si faceva espresso richiamo a tale circostanza, appena recupero la fonte la condividerò: grazie per lo stimolo ad essere più circostanziato.
Comunque non credo sia questo il punto: purtroppo succede che nonostante tutte le buone norme del mondo, si riesca sempre ad eluderle.
A mio avviso si stanno concedendo enormi profitti a soggetti privati sfruttando le debolezze umane, anzi incentivando un gravissimo problema sociale e tutto ciò in nome di entrate fiscali sì in crescita, ma che non convincono per niente.
L’aggio per le società di gestione è dell’11,5% sul giocato. Io non voglio fare i conti in tasca a nessuno, sono per la libera iniziativa. Ma credo che realizzare un ritorno sull’investimento con cifre da capogiro, sfruttando un disagio sociale non corrisponda esattamente all’ideale di liberismo che ho in mente.

maremonti
6 dicembre 2011, 10:33

IL GIOCO D’AZZARDO è praticato da individui ignoranti, ossia privi di conoscenza o dotati di conoscenza insufficiente, ed è associato a situazioni in cui il rischio è o incalcolabile o, se calcolabile, non normalmente distribuito (tra chi tiene il banco e scommettitore).
Il GIOCO D’AZZARDO non è pertanto ragionevole a causa della conoscenza insufficiente o assente degli elementi di rischio e della probabilità di rendimento.

L’investitore invece (quello finanziario) è invece un soggetto che calcola il rischio, ha delle conoscenze del mercato, di conseguenza le sue sono aspettative razionali (almeno in buona parte), ma a volte si spinge oltre queste stesse conoscenze, diventando di fatto, anche lui uno scommettitore.

Però c’è una differenza sostanziale tra i due:
a) un titolo in borsa ha delle fluttuazioni particolari anche sulla base del comportamento di quegli ivestitori (comprano oppure vendono in massa un titolo…etc.) portando così il valore del titolo quanto meno vicino alle loro credenze.

b) Se invece in un tavolo da gioco una massa di scommettitori unissero le loro speranze affinchè esca il numero 15….sarebbe molto probabile che ciò non accadesse.

E’ questa ignoranza che sta alla base di chi GIOCA D’AZZARDO.
Se quindi da una parte lo Stato deve prendersi cura degli interessi generali, dall’altra, non può rendersi protagonista della distruzione economica dell’individuo, oltretutto IGNORANTE, perchè la conseguenza sarebbe nefasta per la sua famiglia e per lo stato sociale da cui questa dipende.

Quindi sarei per ISTRUIRE ma anche per VIETARE, quale logica reazione verso uno Stato che gioca con sottile ipocrisia

maremonti
6 dicembre 2011, 10:35

….gioca con sottile ipocrisia e vince sempre.

Laura Matelda Puppini
6 dicembre 2011, 10:53

@minotauro, non posso che condividere gran parte di Suo ultimo post. Io credo che i giocatori, anche alle macchinette mangiasoldi o slot machines, e coloro che acquistano biglietti vari, dovrebbero venir avvertiti del fatto che comunque, tranne pochissimi, perderanno più di quanto guadagneranno, e che, nel tempo, ciò vale anche per i pochi che totalizzano una qualche vincita ,che vi è il pericolo dell’assuefazione da gioco,che vi sono società o singoli che guadagnano davvero dal gioco di molti, altrimenti le condizioni di partenza non sono note. Tanto per dirne una sulle condizioni di chi acquista “Gratta e vinci” il nome dato a questo tipo di biglietti è, a mio avviso, pubblicità ingannevole perchè gratta non significa vincere, ma spessissimo perdere. E se si risparmiassero i pochi euro giornalieri o periodici per i biglietti alla fine anno si avrebbe un risparmio più alto forse di una possibile vincita. Inoltre si dovrebbe ricordare a pensionati, lavoratori, massaie, imprenditori, liberi professionisti e quant’altri che con 4 euro /99 cntesimi io ho dato, ieri, a persona che mi ha detto di avere fame: 1 confezione di scatolette di tonno, 1 confezionedi succo di frutta, 1 confezione con 23 pacchetti di crackers, 1 litro di latte, sfruttando le offerte. Perchè non rinunciare a grattare qualche biglietto da 1 euro, o 1 da 5 o metà da 10 o 1/4 da 20 euro di gratta e vinci e far guadagnare qualcosa da mangiare anche a chi, in Friuli come altrove, ha difficoltà a sbarcare il lunario ed a giungere a fine mese? Pensiamoci. Ho intenzione di cercare di promuovere una campagna del tipo: rinuncia ad un gratta e vinci per aiutare chi ha fame. Vedremo se ce larò, ma ho bisogno di aiuto e penso di chiederlo alla chiesa locale.

lusigne
6 dicembre 2011, 13:27

@Laura Matelda Puppini: credo che le motivazioni che spingono a tentare la fortuna non abbiano nulla a che vedere con la solidarietà.
Il gioco d’azzardo può creare dipendenza ma chi gioca è ben consapevole a quali perdite va incontro e ne accetta i rischi ma probabilmente è meno consapevole di sviluppare una dipendenza e le relative difficoltà ad uscirne.

Daniele Quattrini
6 dicembre 2011, 14:30

Trovo molta verità in quello che scrivete tutti. Penso che in questa particolare discussione sia totalmente fuori luogo andare a cercare colpevoli e vittime. La più grande libertà che l’uomo possiede è il libero arbitrio, l’uomo presupponendo che sia sano mentalmente gode della libertà di scelta. Non crocifiggerei chi apre questo tipo di sale giochi, o chi vende “GRATTA E VINCI” chiamandoli cosi’. Perchè oggi in ogni cosa che esiste e si vende, sia questo un servizio o un bene materiale, c’è il divario tra chi vuole vendere la cosa , e fa in modo che appaia invitante e conveniente agli occhi degli acquirenti (Marketing Strategy) e il consumatore tanto critico quanto allocco nel farsi “ingannare” dalla macchina divoratrice che è la pubblicità. Non a caso le più grandi aziende operanti nel commercio hanno a stipendio fior fior di psicologi che portano avanti il comportamento mutevole della psiche umana di fronte alle pubblicità. Tra queste due figure c’è di mezzo il libero arbitrio dell’essere umano che consiste nell’essere libero di elaborare gli impulsi nervosi derivanti dalle pubblicità e operare le scelte che ritiene opportune. L’azione del convincimento della pubblicità non è altro che la resa dell’opposizione che la mente umana solleva verso gli impulsi esterni. Tanto veloce è la resa , tanto bassa è la volontà di arrendersi. Non credo nella bravura dei pubblicitari. Non credo sia possibile vendere “acqua al fuoco” a meno che questo non voglia spegnersi. Penso che tutto quello che una persona sana decide, rientra nella sua volontà , e nella sua capacità di resistere ai “capricci” e agli interessi piu reconditi nella propria mente. Il gioco d’azzardo , con le sue musiche, i suoi colori, i suoi “contentini” non è altro che un eterno spot pubblicitario per convincere l’essere umano a porre la resa verso il fascino del rischio e la fantomatica possibilità del “miracolo”, non c’è ipnosi , non ci sono sempre necessariamente patologie dietro.
La cosa poi diventa patologica con l’abuso, ma non è una novità , è gia successo con il fumo,la droga,i mc donalds,internet e tutte quelle cose che si presentano all’uomo come la possibilità di “migliorare” o di “gustare”/”provare” sensazioni inusuali. A mio avviso ci sono 3 categorie da distinguere e da trattare in modo diverso. Ci sono i giocatori incalliti, i giocatori patologici e i potenziali giocatori (che sono per lo piu’ giovani o pensionati).
I giocatori incalliti sono quelli per lo piu che possono permettersi di giocare e quindi non entrano nella patologia perchè i soldi li hanno e in ogni caso non si genera in loro la psicosi depressiva da “non vittoria” , il fatto di avere liquidi e di “perseverare” ogni tanto li porta a vincere e a reintegrare. Non hanno cura a mio avviso.
I giocatori patologici sono quelli invece che se si trovano solo con 4 euro a fine mese, li giocano, e perdono, a volte infilano i soldi già sapendo che perderanno e lo fanno per confermare questo loro stato di persecuzione aleatoria che li assale. Sono maniaco-depressi, pseudo-perseguitati e totalmente privi di fiducia in loro stessi. Loro vanno aiutati e i centri ci sono, basta documentarsi.
Infine c’è la terza categoria, quella dei 5-10 euro a settimana messi mentre si guarda la partita o si beve l’aperitivo. Quelli vanno educati, vanno istruiti sull’effetto del gioco d’azzardo e sulle conseguenze di un abuso. Sembra di no, ma si comincia sempre così, con disinteresse e apparente dominanza su di un fenomeno che sta mettendo in ginocchio l’Italia.
Parafrasando Kubick io penso che una specie di trattamento Ludovico , versione soft sia già un primo passo. Potrebe consistere nel trovare un compromesso STATO-GESTORI il quale comporta che nelle sale scommesse/gioco, vi siano zone con immagini, e scritti che testimoniano gli effetti dell’abuso dal gioco d’azzardo , un po come le Scritte sui pacchetti di sigarette. E’ un combattere il fenomeno con le stesse armi, ossia con la psicologia.
E’ un mio modesto e ignorante parere.
Saluti.

Gnotul
6 dicembre 2011, 17:12

Ho letto i vostri interventi, ma forse non vi é chiaro un dato: incasso della sala, un milione e centomila euro nell’ultimo mese.
Mi chiedo allora, se le persone che scrivono qui abbiano un’idea di quello che rappresentano nella quotidianeità: da novecento a mille stipendi, trenta stipendi al giorno.
Mi ero chiesto se questo fiume di denaro, che riguarda una sola sala in quel di Tolmezzo, fosse tutto denaro di provenienza lecita. Nessuno di voi si é pronunciato nel merito e questo, permettetemi, mi preoccupa non poco.
Insomma, vogliamo capire meglio che cosa succede nella realtà?

Laura Matelda Puppini
6 dicembre 2011, 17:44

@Gnotul, questo non è certamente compito nostro. Già in mio precedente intervento, a commento articolo su intervento dott. Mauro Saro al consiglio comunale tolmezzino,scrissi che ove si gioca molto si potrebbero creare situazioni illecite ,ma l’accertamento delle stesse, come la verifica della dichiarazione dei redditi del signor Zarabara, credo siano compito della guardia di finanza, dei carabinieri e polizia di Stato sulla base delle competenze specifiche in materia. Certamente noi tolmezzini e carnici non possiamo coprirci gli occhi per non vedere, non possiamo negare l’esistenza di un problema che investe, in un modo o nell’altro e il contesto della cittadina, ma per quanto è possibile fare e soprattutto invenstendo chi ci rappresenta nelle istituzioni dello stesso.

maremonti
6 dicembre 2011, 18:00

Spero, che già il titolo del Messaggero Veneto possa essere stato sufficiente a dare la stura a certe verifiche…quanto meno doverose!

Temo inoltre che nel caso specifico, la dipendenza da gioco, non sia l’unico problema da trattare, ma sia anche un mezzo per giustificare eventualmente, dei movimenti niente affatto leciti.

Torno pertanto a confermare la mia convinzione, di ISTRUIRE per poter conseguentemente VIETARE.

Guglielmo
6 dicembre 2011, 18:53

Oh! Ammazza quante chiacchiere per un povero pirla!
Eppoi…. ma voi non avete di meglio a cui pensare?

Guglielmo

plupieri
6 dicembre 2011, 19:37

Modesto ed ignorante pensiero??? Quattrini cavolo hai scritto un trattato di psicologia..Se non l’hai scopiazzato i miei omaggi e complimenti..Quoto in toto..C’e comunque una quarta categoria a cui ritengo di appartenere senza che nessuno provi a “rieducarmi”: “quella dei cinquanta al mese” sperando nel colpaccio magari non da Zara dove bevo volentieri solo tagli e spritz mineral wasser, ma al Casinò dove conto soprattutto sulla Grande Ruota..Il tutto all’insegna di un vecchio proverbio, non cinese stavolta, ma veneziano che girava dalle nostri parti ai tempi dei nostri nonni: “mato quel che gioga assai, mato anche quel che non gioca mai!!!”
Saluti.

Gnotul
7 dicembre 2011, 02:44

Mato quel che buta 15 mila euro in tre giorni, te pare?
Ma oltre o queste banalità, Plupieri, nient’altro?
Laura Matelda@, io non mi riferivo assolutamente al gestore, ma ponevo un dubbio sulla provenienza lecita dei denari finiti in quelle macchinette, e come quelle, molte altre ancora!

consiglio
7 dicembre 2011, 18:09

cmq mi fa sorridere quello scritto pochi post sopra sui controlli dei redditi..

ma lei pensa che uno che deve evadere o fare i miliardi li faccia con le slot? probabilmente l’attività piu controllata del momento dove o dichiari realmente quello che fai oppure sono cavoli perchè ti beccato dopo 2minuti.. dove se ci sono giocate da 1milione, ne devono uscire per lo meno l’80% per legge in vincite (le macchinette lo fanno xke sono collegate ai monopoli)..dove poi di quello che resta 3/4 se lo prende lo stato..

e un attività molto remunerativa per lo stato.. non per niente sono legali.. a momento ti danno i contributi per aprire le sale slot

mi faccia il piacere e non parli per niente..

adriano rainis
7 dicembre 2011, 22:45

L’80% di vincite? Per piacere se arriviamo al 3% fasin cjioche

Luca Marin
8 dicembre 2011, 02:42

Cfr. Casinò e slot machines in Down Under (Australia), una vera piaga sociale, e ora che i buoi sono usciti dalla stalla, ha voglia il governo (o meglio parte di esso) ad arginare il fenomeno ad esempio con limiti alle giocate massime. Cercherò in futuro di portare un contributo più approfondito sulla situazione nell’isola.

Laura Matelda Puppini
8 dicembre 2011, 08:37

Gnotul mi scuso per aver mal compreso ed esser intervenuta sulla base di incomprensione del suo post. Sull’argomento mi pare interessante il contributo che potrebbe portare Marin. Per quanto mi riguarda riconfermo quanto già scritto in numerosi interventi.

consiglio
8 dicembre 2011, 11:56

Sig. Rainis:
le auguro buona lettura direttamente dall’AAMS:

Le norme son chiare: “NON PUO’ Essere inferiore dell’85%”. Un po lontano dal suo 3% che renderebbe miliardari tutti i proprietari di sale slot.. robe da far paura a mr ikea..

Cosa sono le VLT
Le VLT, o videolotteries, sono a tutti gli effetti il più innovativo sistema di gestione e offerta di giochi. Sono apparecchi da intrattenimento di cui all’art. 110, comma 6, lettera B del T.U.L.P.S., il cui funzionamento è possibile solo in presenza di un collegamento in tempo reale al sistema centrale di gioco.

Introdotte in Italia per la prima dalla legge 2008, n. 184, le VLT sono state a tutti gli effetti lanciate sul mercato grazie al Dl 39/2009, il cd. “Decreto Pro Abbruzzo”, che ha previsto l’attuazione della concreta sperimentazione e “l’avvio a regime dei sistemi di gioco costituiti dal controllo remoto del gioco attraverso videoterminali”.

Esteriormente simili alle NewSlot, le VLT se ne differenziano in quanto caratterizzate da un’offerta multipla di gioco e da possibilità di vincite più elevate, a fronte di un costo per giocata anch’esso più elevato. Nelle VLT, infatti, qualunque tipo di gioco è trasmesso da un Concessionario, l’unico a detenere il titolo autorizzatorio: le tematiche non sono solo quelle da Slot Machines ma anche quelle tipiche dei “giochi da casinò”, come Poker, Roulette, Black Jack, Bingo.

Secondo le statistiche ufficiali di altri Paesi europei, ciascuna Videolottery può sviluppare un fatturato tre o quattro volte superiore agli apparecchi come le NewSlot.

Caratteristiche della VLT
Il costo massimo della singola partita è pari a € 10,00, con una posta minima di gioco di € 0,5; il pagamento può avvenire tramite:
Monete e/o banconote;
Tecnologie basate su sistemi di ticket;
Carte prepagate;
Conti di gioco nominativi, utilizzabili attraverso smart card;
La ricollocazione in gioco dei crediti precedentemente vinti.
La percentuale delle somme giocate destinate alle vincite, con riferimento a ciascun gioco offerto, non può essere inferiore all’85%.
La vincita massima consentita, ad esclusione del jackpot, per ciascuna partita è pari a € 5.000,00.
L’importo massimo del jackpot relativo a ciascuna sala giochi è pari a € 100.00,00.
Gli apparecchi videoterminali possono essere installati nelle sale con attività prevalente di gioco come sale bingo, agenzie per l’esercizio delle scommesse, negozi di gioco, sale pubbliche da gioco (prevedendo un’area separata per i giochi riservati ai minori) e negli esercizi dediti esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all’art. 110, comma 6 del TULPS.
Ai fini dell’esercizio della raccolta di gioco nelle sale giochi, costituisce requisito indispensabile il possesso, da parte dei titolari delle sale stesse, della licenza di cui all’art. 88 del TULPS.
Le sale devono essere obbligatoriamente dotate di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso.
Il rapporto tra la superficie della sala e il numero di apparecchi videoterminali dovrà rispettare i seguenti requisiti:
Caratteristiche degli ambienti dedicati
Gli apparecchi videoterminali possono essere installati nelle sale con attività prevalente di gioco come sale bingo, agenzie per l’esercizio delle scommesse, negozi di gioco, sale pubbliche da gioco (prevedendo un’area separata per i giochi riservati ai minori) e negli esercizi dediti esclusivamente al gioco con apparecchi di cui all’art. 110, comma 6 del TULPS.
Ai fini dell’esercizio della raccolta di gioco nelle sale giochi, costituisce requisito indispensabile il possesso, da parte dei titolari delle sale stesse, della licenza di cui all’art. 88 del TULPS.
Le sale devono essere obbligatoriamente dotate di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso.

Plupieri
8 dicembre 2011, 14:04

Suvvia Gnotul un po di ironia..Alle Tre ciliegie si può anche risparmiare pur senza spendere!! Brioche gratuita per tutti i consumatori!!! Di caffè e cappuccino s’intende..Adriano, Rideit un pouc, no isal di vaii avonde!! I biatz pensionats oltre a noi cjapaa la rivalutazion ancje che di dovei di in Bancje ce ca fasin di plui di mil euros in contants…Sclerotico Stato di Polizia (tributaria). E corriamo dietro a quelli che si sputtanano i soldi da soli..

adriano rainis
8 dicembre 2011, 14:50

PPL, le modifiche più forti sono le meno pubblicizzate e cioè che l’evasione è reato penale e che dal 1 gennaio l’Agenzia delle Entrate riceverà dalle banche tutti i movimenti richiesti dei propri clienti. BUM! Finalmente. In USA 1750 sono gli impiegati IRS e controllano tutte i movimenti delle banche e chi non paga le tasse va in galera, come si va in galera per insider trading e tu parli di SSPT. Io sono uno di quei pensionati che vedrà, per due anni, bloccata la rivalutazione, non mi incazzo solo per questo, ma perchè si poteva fare prima con scelte precise che avrebbero portato a perdere voti e salvato la baracca.
Bravo Consiglio tu conosci le regole un pò meno la gente che non le applica e non parlarmi dei rischi legali che non esistono, certo che fanno i milioni con la disperazione e per questo, sono dei profittatori. Tornando al discorso di prima, se le regole fossero rispettate ( tasse ) non saremo quì a pagare più di mille euro a testa per superare questo momento

Plupieri
8 dicembre 2011, 15:29

In Austria il segreto bancario è nella Costituzione..le tasse comunque le pagano anche li..Non ti piacerà nemmeno a te sapere che Grande Fratello spia i tuoi risparmi..Tu mi dirai che non hai niente da nascondere..nemmeno io. ma che si dovesse fare francamente Boo?… che ci piaccia invece direi di soprassedere salvo vocazioni al martirio a cui credo poco tantopiù se mi dicono provenienti direttamente pure da Giovanna d’Arco in persona..

lusigne
8 dicembre 2011, 17:43

Ma se lo Stato ha bisogno di soldi perchè non si fa “rimborsare” da chi mandato dopo mandato ha dissestato le finanze della baracca?
Mica del tutto giusto che siano i cittadini a pagare sempre e chi governa malamente continua a ricevere i vitalizi.
Si legiferino prelievi pari ad un x% sulle mensilità dei vitalizi e si eviti di aumentare, per esempio, le accise sulla benzina. Utopia pure questa?

adriano rainis
8 dicembre 2011, 18:08

Anche in Svizzera, in Liechtnestein, S Marino il segreto bancario è nella costituzione, chissà perchè? Gli impiegati dell IRS vanno in galera se divulgano notizie private, ma l’evasione è un furto e come tale va punita. Ci sono i ladri di galline e ci sono gli autentici furfanti. Il contante? abolito, le carte di credito? gratis. I vecjuits si abituano, un pò meno, per rientrare in tema, quei signori che dovrebbero giustificare di aver perso 15000 euro al gioco in tre sere guadagnadone 1500 al mese. Si potrebbe aver sotto naso le percentuali di vincita che, son convinto, siano di molto inferiori ai dettami di legge. Ma c’è il libero arbitrio, la libertà personale, invece c’è sempre chi la prende a ” Strent” perchè i loro soldi sono come i COJONS DAI CJANS cioè alla vista di tutti.

Laura Matelda Puppini
8 dicembre 2011, 19:01

Relativamente al gioco d’azzardo qui, in Carnia, (in attesa che lo Stato, finalmente, faccia pagare il dovuto agli evasori) vorrei ricordare che a mio avviso il giocatore deve esser avvertito delle possibili perdite e del fatto che egli potrebbe diventare un dipendente da gioco anche alle slot machines, che le perdite potrebbero portarlo a difficoltà economiche con conseguenti problemi relazionali anche con i suoi cari, ed a dover avere bisogno di soldi ma anche a dover ridurre le sue spese per altre voci. Come può fare il comune, per promuovere questo tipo di informazione? Secondo me bisogna vedere cosa si è fatto in altri paesi e comuni d’ Italia e con che esiti. Ma se ci sono altre idee ben vengano.Inoltre dovrebbe sparire la pubblicità ingannevole, del tipo “Gratta e vinci” in modo che il giocatore non si senta attratto da spot pubblicitari, ma sia conscio, quando gioca di cosa sta facendo.

lusigne
8 dicembre 2011, 19:44

E il montepremi di superenalotto &C. dovrebbe essere diviso in più “tagli”.

Plupieri
8 dicembre 2011, 20:27

Lusigne tocca il tasto reale..La pubblicità ingannevole sul montepremi megalattico del Superenalotto o delle Lotterie Statali, o le ripetute uscite settimanali del Lotto sono il problema e l’origine vera, come si direbbe il fuoco di “Sant’Antonio” con cui lo Stato decima i portafogli ed offusca le menti dei cittadini su larga scala con cattivi pensieri di vincite illusorie, costretti a rincorrere di volta di volta aumentando le giocate il sogno del numero o della combinazione mancante. A confronto di questa massa di micidiali interessi su cui fa la leva l’apparato pubblico “gabelliere ed astuto biscazziere” la Tana agrodolce del Zara è come il vecchio gioco sulla spiaggia delle billie per bambini.. Per non parlare del Casinò, il gioco d’azzardo piu onesto del mondo, hai quasi tre probabilità su cento di vincere ogni volta, come cantava Ruggeri, che gira la pallina dentro la Grande Ruota..
P.s: Adriano i vecjuts no si abituin…tra poco “i u vin di denuncia al Mef (Ministero dell Finanze) perchè vogliono usare i loro soldi contanti..”I torni a portaa i betz in Svisere mi ha dite l’emigrant..dula chi i ai guadagnaas lavorant..no restin in Italie dula ca ju mangin e mi ju sequestrin”..Adriano daghe torto se sei bravo?? Era gente che votava per noi quella….(una volta)..

maremonti
8 dicembre 2011, 20:38

Il giocatore non deve essere avvertito……al giocatore deve essere vietato.
Per vietare ci vuole la responsabilità della politica, ma se anche i comuni cittadini si mettono a tergiversare ….allora miei cari è la fine!!!!

adriano rainis
8 dicembre 2011, 21:13

Alla roulette se giochi ruoge- noir così come pair e manche raddoppi quindi 50% sui numeri che siano gemelli, cavallo od orfanelli le probabilità calano, sullo zero è neanche il 3%. Io ho la mia idea sulla Suissare e su come ha fatto i soldi e non essendo in zona euro, portare i soldi là è espatrio di capitali.Non condanno solo i locali con slot, ma principalmente lo Stato che ne permette l’uso e diventa biscazziere con i suoi giochi. Il trucco sta nella media. Mi ricordo il rilascio medio delle acque, obbligatorio per l’ENEL, che misurava la portata dei torrenti facendo media cu la montane. La montane quì è la grande vincita che droga l’opinione pubblica facendo media con le perdite di chi gioca perdendo quasi sempre. Tu sembra parli di quelli che giocano 5 euro la settimana, bevono un paio di tajuts e fumano quattro cinque cicche che sono la maggioranza assoluta, ma non tutti. Le sigarette hanno scritte scoraggianti sui pacchetti, non si può dare da bere ai cjocs, invece,per il gioco, il limite di 10 euro per giocata, non considerando il numero delle stesse, è ipocrisia leggittimata, appunto, dallo stato che guadagna troppi soldi per smettere. E’ il primo gioco dipendente che conosca.

Claudio "pronti" Pellizzari
8 dicembre 2011, 23:56

WELFARE STATE

E pensare che fino a qualche anno fa, quando lo stato si arricchiva un po’ meno con questa malattia (ancora non c’era il collegamento elettronico obbligatorio con le autorità) e tutti i gestori facevano come gli pareva, sul retro di molti videopoker ci stavano appiccicati pure gli adesivi gialli del sindacato Cisl. Certamente il fenomeno era più circoscritto, ma già eravamo ben lontani dalla tombola con i fagioli. Le radici della piaga son ben salde da tempo.

Gnotul
9 dicembre 2011, 13:33

La piaga sta nella debolezza umana ma anche nell’aver favorito in tutti i modi la diffusione capillare delle sale, degli apparecchi.
Ma lo stato, che in teoria siamo tutti noi, é contradditorio.
Ci guadagna con le sigarette, poi ci fornisce la sanità.
Lucra alla grande sugli alcolici, ma pretende che guidiamo sobri.
Controlla il gioco per ricavare un grande guadagno, ma non si preoccupa dei riflessi sul sociale.
Insomma lo stato é in perenne contraddizione con sè stesso, ma non fa nulla che non sia per il suo interesse.
Siamo sicuri che tutto questo sia anche giusto, corretto?
Io ho forti dubbi in merito. Però non posso farci nulla, anche se ritengo sbagliato agire con queste modalità, come cittadino posso limitarmi a indignarmi e a protestare civilmente. Se svicolo dalle regole, anche minimamente, finisco che me la fanno pagare a caro prezzo, anche se ho ragioni da vendere.

20 dicembre 2011, 19:37

If your articles are always this hlfepul, “I’ll be back.”

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