Fontanini, terzo da sinistra, durante la conferenza tenuta ieri a Tolmezzo. Da sinistra: Grassi, Brollo, Damele e Pellizzari
Il presidente della provincia di Udine, Pietro Fontanini, ha parlato per la prima volta in pubblico della propria malattia, spiegando di esserne guarito anche grazie alla visione in sogno di Padre Pio che, da buon leghista, non aveva mai pregato:
“Alcuni mesi fa mi hanno diagnosticato un tumore, una brutta tegola cadutati in testa mi dissero i medici: Presi, quindi, subito a curarmi all’ospedale di Udine, ma accanto alla scienza credo sia intervenuta anche la fede e la religione in quanto una notte in sogno mi è apparso padre Pio che si sedette ai piedi del mio letto e mi confortò rincuorandomi e incoraggiandomi. E pensare ch’io mai pregai prima questo santo del Sud Italia privilegiando, da buon leghista, la Madonna di Castelmonte”.
Questo quanto detto da Fontanini ieri a Tolmezzo nella conferenza tenuta con l’arcivescovo emerito di Udine, mons. Pietro Brollo, dal titolo “i due Pieri si raccontano” su iniziativa dell’associazione Euretica, in collaborazione con Il Comitato Friul Tomorrow 2018, all’Istituto Jacopo Linussio.
Il presidente della Provincia poi si è addentrato nella propria esperienza, aggiungendo altri particolari: “ad agosto sono andato a ringraziare e pregare sulla tomba di padre Pio in quanto oggi sono qui con la malattia in fase di remissione evidentemente grazie all’ottima sanità del Friuli, ma anche all’aiuto di qualcosa di trascendente. Questa è la mia piccola storia, ma sono molte le persone che guariscono da un tumore oggi”.
Molti altri i temi trattati dai due relatori stimolati dalle domande poste loro da Daniele Damele. Così sullo sport Fontanini ha confessato di aver fatto il calciatore e di dilettarsi, oggi, nelle camminate in montagna mentre il vescovo Brollo oggi pratica lo sci anche se il cuore lo ha lasciato in un campo di calcio: “quando scelsi di fare il prete in molti mi dissero che era un peccato perché non avrei più potuto giocare a calcio, sport nel quale sarei forse riuscito bene”. Insomma abbiamo perso un Di Natale e guadagnato un prete gli ha allora chiesto Damele: “forse sì, ma un Di Natale un po’ più alto” gli ha replicato col sorriso Brollo. Ambedue i conferenzieri hanno concordato sul “fattore educativo dello sport praticato con passione e fair play come costantemente indicato dallo stesso Comitato Friul Tomorrow 2018 ai giovani”.



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