“Le aperture domenicali a vantaggio solo delle grandi multinazionali”, i giovani padani contro la legge regionale sul commercio

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Pubblichiamo una riflessione di Gabriele Rotter, sulla legge regionale del commerci e sulla petizione leghista per modificarla

Chiediamo che l’attuale legge regionale sul commercio, la n. 29 del 5 dicembre 2005, sia presto oggetto di dibattito in consiglio regionale, affinché venga modificata secondo la proposta di legge regionale presentata nel luglio del 2009 dal nostro gruppo consiliare.

Di fatto, questa legge, grazie all’aumento delle aperture domenicali e alla concessione di numerose deroghe ai Comuni, ha portato a una liberalizzazione indiscriminata del commercio di cui ne hanno tratto vantaggio unicamente le grandi multinazionali proprietarie dei “nostri” centri commerciali a discapito, purtroppo, delle piccole attività commerciali. Non condividiamo, poi, la scelta del legislatore regionale, di considerare le sole città di Grado e di Lignano Sabbiadoro località a prevalente economia turistica, con la possibilità, quindi, di determinare liberamente l’orario di apertura e di chiusura dei propri esercizi commerciali, tralasciando città come Tarvisio e Cividale del Friuli che anch’esse hanno un importante indotto proprio dal settore turistico.

Gabriele ROTTER - Coordinatore M.G.P. per l’Alto Friuli e la montagna

Rotter fa sapere che La raccolta è iniziata sabato 1 ottobre a Udine, presso il mercato settimanale di viale Vat, alla presenza del senatore Mario Pittoni e del presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz e continuerà fino alla fine dell’anno. Nelle giornata di sabato 5 novembre sarà possibile firmare la petizione presso un gazebo allestito per l’occasione in Piazzetta Belloni a Udine dalle ore 16.00.

Nella giornata di domenica 6 novembre sarà possibile firmare la petizione a Pradamano in Piazza Arturo Zardini dalle ore 9.00. L’iniziativa avrà seguito anche in Alto Friuli nonostante si sia deciso di non fare alcun gazebo. Per informazioni e per firmare la petizione è possibile contattare Gabriele Rotter, Coordinatore del Movimento Giovani Padani per l’Alto Friuli e la montagna: cell: 320 1888332, email g_rotter@libero.it

domenica 6 novembre 2011
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 19 Commenti

Alberto Boiti
6 novembre 2011, 18:40

Bah!
Passare da 25 a 16 giornate di deroga non mi sembra che possa proteggerci efficacemente da quei mostri delle “multinazionali”.
E la banalità scritta nella relazione che “la crisi economica non si superi aumentando le giornate di apertura degli esercizi commerciali dal momento che ciò determina un aumento dei costi che aggrava le situazioni di difficoltà economica” è clamorosa.
Se i costi per le aziende interessate non sono più che coperti dall’aumento delle vendite vedrete che rinunceranno spontaneamente alle deroghe.
La Lega si rifugia in un comodo e ambiguo protezionismo invece di affrontare i temi di vere liberalizzazioni, per tutti e ovunque, di orari e giornate di apertura.

http://www.consiglio.regione.fvg.it/iterdocs/Serv-LC/ITER_LEGGI/LEGISLATURA_X/TESTI_PRESENTATI/078_PDL.pdf

SARA
6 novembre 2011, 22:44

Puntuale come sempre Alberto. Non solo la Lega ha presentato un disegno legge dove si confermano le 25+dicembre aperture, ma adesso cavalca, populisticamente, la riduzione di quanto proposto da loro stessi. Si dimenticano inoltre delle sentenze del TAR, il quale dopo aver dato ragione per la liberalizzazione delle aperture all’ Outlet di Aiello ed essere indirizzato a farlo per Città Mercato, si è visto recapitare ricorso anche per le aperture di Le Valli di Carnia presentato dallo stesso studio legale che ha vinto i precedenti ricorsi. Inoltre ad una rapida occhiata ai siti web del ramo ci si accorge che in tutta Italia i TAR usano lo stesso metro di giudizio. Magari per fine anno arriverà un’ulteriore sentenza e troverà la Lega a raccogliere firme per un sistema già, purtroppo, superato. Sarebbe meglio parlare coi responsabili dei commercianti e raggiungere un gentlemen agreement in cui tutte le componenti si impegnino a vincolarsi ad un calendario di aperture ed impedire ai furbi azioni di falso liberismo. Le aperture indiscriminate dei grandi centri commerciali segnerà la morte di tutto il commercio al minuto dei centri città

mivergogno
7 novembre 2011, 07:55

e meno male…Sara
Io abito a Tolmezzo dove alle 19,00…chiude tutto. Dato che lavorano tutti fino a quell’ora, mi spieghi quando ci devo andare a fare la spesa?
Siete sempre lì a difendervi il commercio al minuto….però non vi ho mai sentito combattere contro i prezzi che questi praticano e praticavano!!!

benito
7 novembre 2011, 14:27

pure io molte volte mi ritrovo a far le corse perchè già alle 1855 chi è dentro al negozio bene chi arriva davanti all’entrata è chiuso!
ma i commercianti non sono quelli che prendono i contributi ogni anno(molta gente non lo sa!) e poi si lamentano delLA crisi?
però come te la rigirano!

SARA
7 novembre 2011, 15:10

Mivergogno, lei ha la capacità di prendere ogni post e portarlo alle sue idee. Quì si parla di Lega che fa una raccolta di firme contro se stessa ed anacronistica viste le sentenze del TAR e lei parla male dei commercianti che forse meritano critiche, ma non in questo caso. Ad oggi, con le 25 aperture, si apre in maniera disordinata ed alcune dominiche non ci sono negozi aperti ed altre quasi tutti i punti vendita sono aperti. Che ci voglia organizzazione e prezzi migliori non ce ne piove, ma glielo spiega lei alla Lega che o poteva svegliarsi prima o era meglio percorrere un’altra strada. Si è arrivati ad una raccolta di firme contro una legge firmata e voluta da loro stessi. Partito di lotta e governo o più semplicemente partito alla deriva che cerca ogni strada per recuperare voti?

Emanuele Prisco
7 novembre 2011, 15:28

Caro Benito, mi sa che sei uno dei pochi a conoscenza dei contributi perchè io sono un commerciante di Tolmezzo ed a quanto mi risulta non ne prendiamo per niente a maggior ragione in questi anni.. mipiacerebbe sapere a cosa ti riferisci potrei sempre essermi sbagliato.. D’altro canto hai ragione a lamentarti del servizio che a volte è latente ma ti posso assicurare che fare il commerciante oggi è tutt’altro che facile in particolar modo in Carnia! Condivido in parte il pensiero di Alberto in quanto la diminuzione delle aperture domenicali probabilmente non è la salvezza del commercio al minuto ma lo potrebbero essere altri strumenti come per esempio diversità di tassazione fra grandi centri e piccoli esercizi commerciali ma c’è anche da dire che anche l’eccesso di libertà non porta nulla di buono. Sicuramente penso che il piccolo commerciante sia da tutelare perchè fornisce un servizio importante per la comunità altrimenti quando saranno spariti tutti dovremo andare ad Udine per un litro di latte?
Infine gradirei sapere con quale titolo il Signor Rotter si esprime in un campo non di sua competenza in quanto non commerciante o almeno non credo. Mi pare più una cosa comandata a scopi propagandistici..

Alberto Boiti
7 novembre 2011, 16:21

Non conosco abbastanza i regolamenti del commercio ma la cosa che mi stupisce, e non sono il solo, è che tutti i negozi siano sincronizzati come i girasoli.
Aprono, e chiudono, tutti negli stessi giorni e con gli stessi orari.
Perfino la grande distribuzione si sincronizza con le aperture domenicali.
Posto che gli utenti, ed i loro soldi, sono una quantità finita, è un pessimo servizio quello che ci danno con il costo maggiore per loro.
Un po’ di flessibilità negli orari non guasterebbe.
Se hanno paura della concorrenza potrebbero organizzarsi a turni concordati.

mivergogno
7 novembre 2011, 17:34

Sara..a me piace cogliere la palla al balzo.
a te piace rompere le balle alla LEGA.

Forse non avete capito, almeno a Tolmezzo, che essere casta commerciante, significa prendersi onori ed oneri!

La lega (che io non voto) fa il suo mestiere, il commerciante provi una volta tanto a riconsiderare il suo, perchè a quanto pare credono di fare un piacere al consumatore…e ripeto, almeno a Tolmezzo

benito
7 novembre 2011, 22:31

per Emanuele Prisco e per tutti

certe volte mi vien da pensare che io sono deficente!
basta una semplice ricerca su google e oplà: http://www.comunitamontanacarnia.it/Notizia.3591.0.html?&no_cache=1&tx_ttnewstt_news=548&tx_ttnewsbackPid=3588&cHash=692aa76c67

lei non sa che ci sono i contributi, ogni anno esce il bando per le spese di esercizio delle imprese commerciali fra cui per esempio gli alimentari.
e ricordo a tutti che questi sono soldi della regione cioè soldi nostri; quindi oltre a pagare un litro di latte fino al 20% ripsetto al basso friuli paghiamo pure questo!

Sbriz
7 novembre 2011, 23:00

per Benito: ecco..appunto
leggi bene il bando prima di “esibirti” in facili critiche…

mivergogno
8 novembre 2011, 08:37

Sara
se abbiamo globalizzato il mondo del lavoro, creando tutta questa disoccupazione giovanile, che male c’è a globalizzare anche il commercio?
Suvvia, per un commerciante che chiude, 3 giovani potranno trovare lavoro alla Carrefour.

adriano rainis
8 novembre 2011, 14:08

Benito, magari sarebbe meglio leggerli i contenuti non citare solo i titoli. I contributi citati sono destinati alle imprese commerciali di montagna per ridurre lo svantaggio con quelle di pianura e vanno applicate a centri con popolazione non superiore a 3000 abitanti. Quest’anno sono stanziati all’uopo ben 100000 euro che daranno circa tremila euro ad una trentina di aziende carniche su 250, di media, di domande. Per quanto riguarda Tolmezzo, solo le frazioni alte hanno una qualche probabilità ad addivenire a questo contributo.
Mivergogno, penso che lei rappresenti la parte ” migliore”. Quando negli anni sessanta, ad un gruppo di ragazzi appena usciti dall’IPS, un stimato dirigente d’ ufficio pubblico propose” ragazzi siete fortunati, avete trovato un posto di lavoro in Germania alla Siemens” si è preso una pernacchia gigantesca.
Ma non è tanto l’occupazione problema predominante, il fatto è che Tolmezzo, centro di scambi e commercio, fra poco si troverà senza giovani disposti a rischiare per aprire un’attività commerciale. E se non ci sono più attività commerciali, se si chiude il tribunale, basterà tener lontano dai cenri commerciali i tralicci degli elettrodotti che passeranno perchè non ci sarà più alcuno che protesterà.

mivergogno
8 novembre 2011, 15:34

Vede Rainis, la vita è fatta di scelte. Se chi intraprende un’attività commerciale a Tolmezzo, vede i consumatori come un’ammucchiata di brancaleoni da spennare solo perchè distano dai centri commerciali di Udine 45 km., allora significa che i primi a non voler fare una “costruttiva plitica della montagna”, sono proprio quelli che ora cercano di frenare la libera concorrenza altrui (e la liberalizzazione degli orari è un’aspetto della libera concorrenza CHE LE PIACCIA O NO).
Il giovane Tolmezzino non è affatto frenato dal rischiare in un’attività commerciale locale. A frenarlo sono semmai le lobby già esistenti sul territorio, che innanzitutto ne ostacolano il corretto canone di affitto..per dirne una…. e poi tutto il resto.

A bar e a pizzerie noi tolmezzini siamo fortissimi…abbiamo quasi raggiunto la parità….una pizza e un taglietto ad abitante……ma per quanto riguarda il resto è francamente la catastrofe!

Quindi Rainis, lasci stare certe frasi strappalacrime del giovane e dell’elettrodotto. Un’argomento serio è semmai la riorganizzazione delle attività commerciali locali, la sostenibilità dei canoni di affitto per chi intraprende, la liberalizzazione delle attività di cui si sta parlando anche a livello nazionale, la chiusura delle case da gioco, la politica dei prezzi etc. etc.

Per ultimo cerchiamo piuttosto di badare alle nostre attività produttive e ai servizi che insistono sul nostro territorio (ospedale, seima, cartiera, carcere etc. etc.) perchè sono queste le attività che ci permettono di essere ancora vivi. Vedo infatti troppe persone che da una parte si lamentano delle carceri e dall’altra si strappano le vesti perchè vogliono trasferire il tribunale…..e per me se da una parte non possiamo eliminare i carcerati, dall’altra si possono almeno eliminare gli sprechi di una classe burocratica, lenta e spendacciona.

adriano rainis
8 novembre 2011, 17:02

Semmai le dovesse capitare di leggere le proposte fatte dalla minoranza, avrebbe letto che per il commercio abbiamo scritto svariate proposte; aumento di tassazione ICI per i negozi sfitti, interventi di moral suasion verso i gestori di centri commerciali per una organizzazione di aperture che garantiscano una copertura di festività più completa possibile, eliminazione TOSAP, riduzione TIA, garantire una rete wi-fi ad alta velocità a tutti i siti commerciali, ricostruzione urbanistica del centro cittadino per favorire l’accesso della clientela e programmazione di feste per garantire maggiori presenze nel centro di Tolmezzo. Contemporaneamente, attraverso incontri programmati con le associazioni del commercio, tenere sotto controllo i prezzi e la qualità del servizio alla clientela. Poi sa cosa le dico, in questi ultimi dodici anni di governo cittadino di centro destra il centro città ha visto la chiusura di una quarantina di attività. Io non faccio piangere, prendo atto di quanto sta avvenendo al lavoro a Tolmezzo ed in Carnia. Il commercio, dati comunali, rappresenta il 30% dell’occupazione e quelle menzionate da lei il 15%, quindi sono parimenti importanti e degne dell’attenzione di tutti gli amministratori pubblici

mivergogno
8 novembre 2011, 17:29

..Forse io e lei, Rainis, abbiamo una diversa concezione sul significato “commercio”.
Che il commercio a Tolmezzo, rappresenti il 30% dell’occupazione, mentre la cartiera etc. il 15%, non ci crede neanche un bambino.
Forse sarebbe il caso che ci spiegaste i criteri “della conta”.

Per quanto alla riduzione della TOSAP e della TIA, le ricordo che si può criticare tutto e il contrario di tutto, ma se riduciamo ai commercianti la TOSAP e la TIA, si può allora sapere per quale diavolo di motivo avete criticato al Berlusca l’eliminazione dell’ICI a tutti i cittadini?
E soprattutto…mi spiega perchè la tassa rifiuti, nonostante la nostra dedizione scrupolosa alla sua raccolta differenziata, ci debba sempre essere aumentata?

Giuseppe A.
8 novembre 2011, 19:18

Strano questa concezione del commercio tolmezzino visto che, solo due anni fa è stato commissionato ed approvato dai nostri amministratori (anche leghisti) uno studio di settore in cui si scriveva che Tolmezzo, rispetto alla media nazionale va controcorrente. C’è infatti un buon approccio commerciale e la gran parte degli operatori si è dichiarata soddisfatta, così come pure i consumatori sul rapporto qualità prezzo. C’è rimasta ancora qualche copia di quel rapporto?

Anonimo
12 novembre 2011, 18:53

io dico:

E’ inutile frignare.. non ve l’ha detto il medico di fare i commercianti.. ci mancherebbe solo che vi diano anche i contributi.. a tolmezzo vedo prezzi assurdi.. e servizio meno di 0..

siete monotoni..

12 novembre 2011, 20:23

sono titolare di attivita e da dieci anni si lavora solo per pagare spese e tasse varie e finita la cuccagna per tutti anche il commercio e gia globalizzato non vedete che stanno morendo anche i centri commerciali,Se parliamo di osterie piu del 50 per cento deve chiudere di pizzerie che eravamo in 4 o 5 adesso siamo in 12 contare per credere dove volete che si vada in queste condizioni,quelli che pagano l affitto saranno i primi a morire resteranno i piu bravi e competenti e poi mettiamo anche i delatori per l ufficio entrate ma cosa volete che ci levino ancora l’anima

benito
13 novembre 2011, 18:10

Ma a me venite a dire che leggo solo i titoli,
ma il bando è scritto in carnico?
no in ITALIANO!!!
se questi non sono contributi cosa sono?
io che sono dipendente col cavolo che posso chiedere in contributi per le spese di… andatevele a leggervele!
al massimo posso chiedere la carta famiglia per avere quattro spiccili a confronto.
prima di scrivere accendere il cervello please|

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