Tra le attuali tecnologie disponibili ed accessibili atte al risparmio energetico, la pompa di calore è ancora quella che risulta ingiustamente più sottovalutata. Vuoi perché si pensi che l’aria venga riscaldata da una resistenza, vuoi perché la tradizionale caldaia a metano abbia le stesse radici culturali della casa in mattoni, la pompa di calore viene ancora bollata come dispendiosa ed inefficiente. Molti di noi in realtà ce l’hanno già in casa, implementata nel climatizzatore ad inverter, ma non la utilizzano quasi mai d’inverno perché si pensa consumi uno sproposito. Il principio di funzionamento di tale tecnologia è quello di spostare il calore da una fonte a temperatura più bassa ad una più alta, e viceversa, quindi una p.d.c. non è una resistenza, ovvero l’energia elettrica non serve per produrre direttamente energia termica, ma solamente per far girare il compressore, il quadro comandi ed al limite, la pompa di circolazione. L’apparecchio è in grado di prelevare il calore presente nell’aria fredda dell’ambiente esterno e cedere questo calore all’ambiente che si vuole riscaldare. Tale è il processo attuato dalla pompa di calore in inverno. Il motivo per cui, in fase di riscaldamento, la pompa di calore si presenta come un sistema che permette di risparmiare energia primaria (metano, olio combustibile), divenendo così anche economicamente conveniente per l’utente finale, è da ricercarsi nel fatto che il sistema è in grado di cedere all’ambiente da riscaldare il calore (del tutto gratuito) assorbito dall’ambiente esterno freddo, maggiorato della parte corrispondente al lavoro meccanico del compressore trasformato in calore. Esempio: Riscaldo per 3,5 Kw ma pago solo per 1 Kw (perché 1 Kw è quello assorbito dalla macchina, e 2,5 Kw sono quelli assorbiti dall’ambiente esterno e “pompati” all’interno, ma comunque già esistenti).
Il rapporto di cui sopra varia in base a diversi fattori, dei quali i più importanti sono: temperatura esterna, temperatura del gas nell’unità interna (più bassa se la velocità della ventola è più alta e scambia quindi più calore, ), temperatura interna. Per calcolare la resa di una p.d.c. Si usa il C.O.P. (coefficiente di prestazione), ovvero il rapporto tra energia resa e quella prelevata, se ad esempio una p.d.c. Ha un c.o.p. 4 significa che per ogni Kw elettrico vengono ceduti 4 Kw termici. Tale sistema si integra alla perfezione nel caso di riscaldamento a pavimento, e fa raggiungere il massimo del risparmio energetico quando abbinato ad un impianto fotovoltaico. Fino al 31 Dicembre 2011 anche la pompa di calore gode della detrazione fiscale al 55% (fino ad €30.000 per sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti con pompa di calore ad alta efficienza, fino €100.000 euro per riqualificazione globale degli edifici).
I consumi energetici consapevoli sono la base di partenza sulla quale Bora.la sta sviluppando una piattaforma di acquisti consapevoli. I GRUPPI ETICI di ACQUISTO che si andranno a creare andranno a coprire capitoli di spesa “sensibili”, RISPARMIO ENERGETICO in primis, ma anche prodotti dell’agricoltura, materie prime e quant’altro in linea .
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