“Oltre il velo, la Carnia che non vediamo” nella mostra Elettrocarniagramma

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Una parte del pubblico intervenuto all'inaugurazione

Fino al 31 ottobre (da martedì a domenica dalle ore 16 alle 19, i lunedì dalle 10 alle 12) è possibile visitare la mostra Elettrocarniagramma che ha come tema la Carnia com’è, come l’artista immagina fosse in passato o come potrebbe diventare in futuro con la costruzione dell’elettrodotto. L’esposizione (qui il link al sito), che propone opere di 28 artisti appositamente realizzate, si propone di sensibilizzare i visitatori al territorio alla sua bellezza ed alle sue problematiche.

L’inaugurazione si è tenuta l’1 ottobre presso la sede diurna del Centro di salute mentale (ex anagrafe ed ex stazione ferroviaria) in Piazza Vittorio Veneto a Tolmezzo.

L’iniziativa è frutto dell’attività di due “privati cittadini”, come amano definirsi: Veronica Rossi e Ruben Cadau che sono hanno ottenuto un risultato per nulla scontato: coinvolgere tanti artisti, diversi dei quali affermati, ottenere l’appoggio di istituzioni e privati e utilizzare l’arte come interrogativo su un tema di interesse colletti: l’eventuale costruzione dell’elettrodotto Wurmlach-Somplago.

A monte c’è una neutralità conclamata, spiegata nel discorso di presentazione dagli organizzatori che hanno detto a chiare lettere “siamo dell’idea che un’opinione vada espressa a prescindere. Vogliamo portare le persone a pensare e togliere il velo per mostrare quanto c’è di bello in Carnia, senza volerla santificarla o demonizzarla. Vogliamo che le persone abbiano un opinione si pongano domande, sulle risposte non mettiamo becco, è una mostra libera da strumentalizzazioni”. Una posizione che se qualche decennio fa sarebbe stata considerata pavida, oggi, oltre che figlia dei tempi, è da leggersi come un’importante piattaforma di libertà d’espressione. Insomma: non è una mostra a tesi, ma che dà spazio libero alle tesi.

Gli organizzatori Veronica e Ruben

Importante è anche il luogo, come ha detto Tiziana Gon, responabile del Centro di salute mentale che ospita e appoggia l’evento: “Questo spazio del centro diurno del CSM è un’occasione pubblica, un luogo di incrocio. L’incontro è importante per le persone ospiti. Oltre il velo è anche quello delle persone che hanno potenzialità e mi piace che questo posto possa avvicinare i cittadini e sia transitabile da tutti”.

L’assessore alla cultura del comune di Tolmezzo Aurelia Bubisutti ha spiegato che il sostegno concesso: “è un dovere del comune, siamo noi a disposizione del territorio. Sono rimasta sorpresa e soddisfatta dalla mostra. Quando mi hanno parlato dell’elettrodotto ho detto: qua solleviamo un vespaio. Invece in una società civile guai se non si può esprimere la propria idea e i 28 artisti lo hanno fatto in maniera garbata ma incisiva”.

Altre foto dell’inaugurazione e di alcune opere:

 

giovedì 13 ottobre 2011

 1 Commento

Alessandro Collavino
12 ottobre 2011, 21:08

nascono nuove iniziative, la gente vuole esprimere la propria opinione a riguardo dell’elettrodotto e sarebbe bello che questo concetto passasse anche tra proponitori e amministratori, loro propongono noi non possiamo dire molto, non possiamo fare osservazioni o proposte con percorsi certamente faticosi ma che potrebbero portare anche ad altre visioni, stiamo vedendo dove la speculazione rischia di portarci, alla fine il potenziamento della centrale di Cavazzo e l’elettrodotto a chi servono? Non certo a noi…

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