Le chiamavano un tempo “case prefabbricate”, ancor oggi la definizione incute ingiustificati timori riguardanti solidità, antisismicità ed isolamento. Il paradosso è dato dal fatto che le attuali costruzioni ad alta efficienza energetica non sono costruite con mattoni e cemento ma bensì sono strutture assemblate con pareti composite che hanno il legno come elemento predominante.
Anche qui, l’iconografia popolare rimanda a capanne del boscaiolo o romantici chalet svizzeri: oggi le case prefabbricate permettono di realizzare edifici a basso consumo finiti esternamente ad intonaco, indistinguibili dalle costruzioni in muratura tradizionali. Due sono le tipologie strutturali predominanti: quella cosiddetta “a telaio” dove ai travi portanti in legno massiccio (abete rosso o larice) viene interposto l’isolante (lana di roccia o fibra di legno), e la tecnologia “X-Lam” costituita da un anima in legno lamellare con strati e spessori variabili che possono andare dai 5 ai 30 cm. Anche qui la rifinitura esterna ad intonaco rende impercettibile il tipo di costruzione utilizzato. Se da un lato la tecnologia a telaio permette costi contenuti (anche €1.200/mq.) pone qualche limite riguardo l’altezza dell’edificio, che in questo caso non può superare i due piani, mentre la tecnologia X-Lam permette di realizzare condomini alti anche più di otto piani, a fronte di un costo al mq. più elevato.
In entrambi i casi al giorno d’oggi con queste tecnologie si esce con una casa perfettamente antisismica ed ignifuga, energeticamente in classe A (su richiesta certificata CasaClima), il che permette di avere in molti comuni della nostra Regione (Monrupino ad esempio) uno sconto sugli oneri od un bonus volumetrico. Nessun vantaggio invece dal punto di vista dell’iter burocratico: se è vero che una casa in bioedilizia in 4 mesi è pronta per essere abitata
(non vi è bisogno di fondamenta, la casa viene assemblata su una platea in calcestruzzo), i tempi a dir poco biblici per concessioni edilizie, valutazioni paesaggistiche e commissioni varie sono gli stessi dell’edilizia tradizionale, viene quindi a meno il vantaggio di acquistare una casa “a catalogo” che nella maggior parte dei casi verrà fatta modificare, perdendo quindi l’eventuale bonus progettuale, meglio quindi una progettazione ad hoc che tenga conto comunque dei limiti imposti dalla tecnologia a pareti assemblate.
I consumi energetici consapevoli sono la base di partenza sulla quale Bora.la sta sviluppando una piattaforma di acquisti consapevoli. IGRUPPI ETICI di ACQUISTO che si andranno a creare andranno a coprire capitoli di spesa “sensibili”, RISPARMIO ENERGETICO in primis, ma anche prodotti dell’agricoltura, materie prime e quant’altro in linea .
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