Un esemplare di orso bruno ha lasciato traccia delle proprie azioni in Carnia. Gli scorsi giorni ha infatti predato alcuni capi di un allevamento in quota posto sulle pendici del monte Arvenis, in comune di Ovaro (tra gli altri una cerva e una daina).
Per sua natura il plantigrado è viceversa raro che riesca a uccidere caprioli, cervi o daini in libertà, vista la velocità di questi ultimi che riescono a sfuggirgli abbastanza agevolmente, a meno che non ci si trovi sulla neve.
A differenza dell’anno scorso, quando a giugno si erano susseguiti diversi episodi di predazione (per la maggior parte ai danni di ovini), specialmente nella Val Tagliamento, l’orso si è fatto notare di meno. Si ricorda una traccia lasciata in zona di Preone a fine marzo, un avvistamento in un sentiero di Forni di Sopra più tardi e una segnalazione da fototrappola nelle scorse settimane a Sella Chianzutan (infine ad Avasinis sono stati segnalati attacchi ai danni di alcuni alveari). Sul luogo è intervenuto personale del Corpo Forestale Regionale di Comeglians.
Probabilmente sono due gli esemplari che frequentano la Carnia, di origini slovene, dove risiede la popolazione dalla quale si “staccano” periodicamente quelli che in dispersione arrivano nella nostra regione. Uno di questi è l’orso che è stato ripreso in comune di Moggio Udinese da una telecamera a raggi infrarossi e che abbiamo pubblicato qui in una straordinaria sequenza video.
Sui movimenti dell’orso sta lavorando il personale dell’Università degli studi di Udine. Il servizio regionale Tutela ambienti naturali e fauna si sta occupando degli indennizzi e della distribuzione delle reti elettrificate come prevenzione dei danni da orso per apicoltori e piccoli allevatori. Il tutto nell’ambito del progetto Life Arctos per la tutela dell’orso bruno, che vede la Regione Friuli Venezia Giulia partner ufficiale.



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