Guida al consumo energetico consapevole: gli incentivi al solare termico

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Si amplia la rete di servizi che Carnia.La vuole offrire alla comunità territoriale: è questo il primo di una serie di articoli che periodicamente verranno pubblicati su queste pagine. Delle guide pratiche su tutto quello che riguarda consumi energetici consapevoli, energie rinnovabili, bioedilizia e tutto ciò che vi ruota attorno, come incentivi regionali/statali/europei. Il primo di questi fa luce su una fonte rinnovabile ora scesa in secondo piano ma che merita comunque di essere trattata, il solare termico.

E’ vero che la parte del leone nelle energie rinnovabili la sta facendo il fotovoltaico (200.000 impianti installati in Italia per un totale di quasi 5 Gigawatt di potenza), ma ci sono anche altre fonti rinnovabili attualmente incentivate che permettono di contenere le emissioni di Co2, nonché generare notevoli risparmi sulle bollette. Per diffusione e longevità, accanto al fotovoltaico troviamo il SOLARE TERMICO, tecnologia già ampiamente diffusa ma a volte bistrattata a causa dei non proprio architettonici “pignatoni” che si vedono ancora oggi appoggiati sui tetti (tecnologia economica ma anche la più soggetta a guasti e perdite). L’evoluzione del sistema oggi consente di avere pannelli solari totalmente integrati nel tetto che aiutano nella produzione di acqua calda sanitaria e (nelle versioni evolute) integrano il riscaldamento, in moltissime case di nuova costruzione questi impianti si trovano peraltro già installati. I collettori solari possono essere a pannello oppure a tubi sottovuoto, all’interno dei quali scorre un liquido termovettore (generalmente una miscela di acqua e glicole) che viene successivamente pompato in una serpentina posta all’interno di un boiler, che ha appunto il compito di contenere l’acqua riscaldata.

Il prezzo pieno per un impianto con collettori piani per una casa di 4 persone si aggira tra 2.600 e 5.000 euro, Inoltre se è prevista l’integrazione con il riscaldamento, il prezzo aumenta a 4.500 – 9.000 euro. Attualmente il solare termico gode della detrazione fiscale al 55%, ovvero si recupera metà dell’investimento in 5 anni, mentre dal 1 Gennaio 2012 entrerà in vigore un nuovo sistema incentivante per questa tecnologia, un sistema simile al conto energia per il fotovoltaico, ovvero una tariffa fissa per ogni Kwth prodotto dall’impianto misurata attraverso uno specifico contatore, ciò sarà sicuramente un grosso volano per un settore che attualmente vive una fase di stallo.

Va da sé che il solare termico funziona a pieno regime nei mesi estivi, al contrario d’inverno perde buona parte del suo potenziale. Ad ogni modo, essendo un investimento non particolarmente esoso, occupando poco spazio sul tetto e tornando particolarmente utile nel caso di sostituzioni intere di caldaie, il solare termico sarà assieme al fotovoltaico la locomotiva verso un consumo più consapevole delle nostre risorse.

lunedì 30 maggio 2011

 5 Commenti

vALENT GV
30 maggio 2011, 21:43

IO HO IL SOLARE TERMICO DA 4 ANNI ED HO ACQUA CALDISSIMA DA APRILE A SETTEMBRE E ACQUA TEPIDA A FEBBRAIO – MARZO ED A OTTOBRE NOVEMBRE . IN PRATICA SE SI ESCLUDONO DICEMBRE E GENNAIO IL SOLARE FUNZIONA ANCHE A TOLMEZZO.
NON SERVE A MOLTO ATTACCATO AI TERMOSIFONI A MENO DI NON AVERE UN ACCUMULO MOLTO GRANDE, MENTRE SUGGERISCO DI ALLACCIARLO ALL’ACQUA CHE ALIMENTA LA LAVATRICE: SI RISPARMIA ENERGIA E SI RIDUCONO ANCHE I TEMPI DI LAVAGGIO, NB. BISOGNA ALLACIARLO CON UNA VALVOLA TERMOSTATICA PER REGOLARE LA TEMPERATURA IN FUNZIONE DEL TIPO DI TESSUTO.

Marco Marini
1 giugno 2011, 14:05

Segnalo una piccola imprecisione nell’ottimo articolo:la detrazione del 55% si recupera in 10 rate scadenzate su 10 anni non in 5 anni. La cosa è cambiata praticamente ogni anno generando un po’ di confusione ma è comunque uno stimolo interessante per chi vuole sfruttare questa risorsa.
Condivido la nota di Valent sull’opportunità di sfruttare il solare termico per alimentare gli elettrodomestici, tra l’altro ora ci sono in commercio anche degli adattatori che miscelano l’acqua calda e fredda per evitare problemi durante il lavaggio anche per lavatrici di vecchio tipo normalmente collegate ad un tubo con acqua fredda.
La tecnologia a tubi sottovuoto è più favorevole alle nostre latitudini rispetto a quella con i collettori piani, anche se un po’ più costosa, ma funzionano meglio in condizioni peggiori e quindi permettono di allargare ulteriormente il periodo in cui si può beneficiare del contributo dell’impianto solare.
Per l’integrazione al riscaldamento effettivamente se bisogna affidarsi a sistemi di distribuzione ad alta temperatura come i termosifoni non è conveniente, aumenta invece la convenienza se c’è una distribuzione a bassa temperatura ( pannelli radianti )

Denis Furlan
2 giugno 2011, 09:23

ringrazio per le precisazioni ed i consigli,confermo la detrazione in 10 anni ed aggiungo l`iva agevolata al 10%

michele
2 giugno 2011, 12:25

ringrazio VGV per l’ottimo consiglio.

Alberto Boiti
2 giugno 2011, 19:56

Qualche considerazione sui possibili risparmi.
Premetto che è basata sui consumi della mia famiglia di 4 persone e non voglio trarre conclusioni solo fornire dati.
Nel periodo in cui non uso il riscaldamento, da maggio a settembre compresi, negli ultimi 5 anni ho consumato circa 0,53 mc/giorno per l’acqua sanitarie e la cottura dei cibi.
Il costo massimo del gas, ricavato dall’ultima bolletta, escluse le quote fisse è di 0,76€/mc IVA compresa.
Quindi il risparmio potenziale è di ~192mc (365*.53) ovvero ~146€ (192*.76) con un tempo di pareggio dell’investimento al 45% del costo minimo esposto nell’articolo è di ~8 anni.
Sono un po’ conti della serva e non tengono conto di molte variabili. Ad es. se togliessi al consumo giornaliero 0,11 mc (l’uso di un fornello da 3.5Kw per meno di 20′) il risparmio calerebbe a ~116€ e gli anni diverrebbero 10.
Per quanto riguarda il collegare la lavatrice, e perché no anche la lavastoviglie, alla distribuzione dell’acqua calda bisogna tenere conto che per ogni lavaggio vengono consumati al massimo 60 litri di acqua (15 per la lavastoviglie), che solo circa metà viene riscaldata e che alcuni litri saranno quelli presenti nei tubi e quindi non riscaldati.
Il consumo per lavaggio è di ~1,1 kWh, comprende anche il consumo del motore, e quindi 150 lavaggi all’anno mi costano al massimo ~18€

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