Oltre cento persone si sono ritrovate stamattina, lunedì 18 aprile, di fronte al municipio di Cercivento per dire no al passaggio della rete idrica comunale a Carniacque. Alle 10, infatti, un rappresentante della Spa che gestisce il ciclo delle acque dell’Alto Friuli avrebbe dovuto presentarsi per prendere possesso dell’acquedotto. “Avrebbe”, perché come già previsto nei giorni scorsi – probabilmente per evitare l’alimentarsi di tensioni – non si è presentato nessuno.
Di fronte a una dozzina di componenti delle forze dell’ordine, i manifestanti si sono radunati con cartelli e bandiere per chiedere che ai comuni che lo vogliano (in Carnia è il caso di Cercivento, Forni Avoltri e Ligosullo), venga garantita la possibilità di gestire in proprio l’acquedotto.
Al megafono si sono alternati alcuni oratori, ecco i video degli interventi (quelli che non si vedono sono in attesa di caricamento):
Renato Garibaldi (Carnia in Movimento)
“L’acqua è un diritto, non una merce. Quando si presenteranno qui con la pretesa di prendere la rete idrica che è nostra, saremo di più e più incazzati, perché solo a incazzarsi si ottiene qualcosa. [...] Quello che decide le battaglia, e che ha deciso sull’elettrodotto, perché quella è una vittoria confermata: l’elettrodotto non si farà mai più, dipende da quei 3500 carnici che si sono svegliati e andati in piazza a dire quali sono i nostri diritti. Diritti che oggi sono quelli dei comuni di gestire in proprio le acque, se lo vogliono. Non domandiamo nulla di sconvolgente a chiedere di gestire il patrimonio idrico”
Franceschino Barazzutti (Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento)
“Dicono che vogliono l’autonomia dei comuni e oggi si fa l’opposto, la si calpesta. [...] Hanno individuato che quello dell’acqua ha una grande probabilità di essere utilizzata come una fonte di business: è per quello che invece di fare un consorzio che risponde alle norme di diritto pubblico – se proprio volevano – per gestire l’acqua in Carnia, hanno fatto una società per azioni e le azioni sono pezzi di carta che rappresentano una proprietà e un pezzo di capitale della società che si quota in borsa e che si compra e si vende. Chi le compra in fine dei conti? Fra un po’ di anni saranno le banche. [...] Hanno agito con prepotenza: una società per azioni, quindi commerciale, di diritto privato, si permette di fare un’intimazione a un’ente pubblico di rango costituzionale come è il comune; perché l’ordinamento della nostra repubblica prevede lo stato le regioni, le province e i comuni e non prevede né Ato, né Carniacque”.
Antonino Galassi (comitato acqua libera di Paluzza)
“Carniacque fino a quando troverà un gruppo compatto come il nostro dovrà fare i conti con la propria coscienza, perché non potranno fare i prepotenti”.
Roberto Pizzuti (presidente WWF Friuli Venezia Giulia)
“Sono orgoglioso di poter essere qui di prima persona. Questa è una battaglia fondamentale non solo per la proprietà, ma perché riguarda la salute, perché l’acqua deve essere pulita, non si deve speculare ed evitare di non ristrutturare gli impianti solo perché altrimenti non ci sono guadagni”.
Cristian Morassi (Vicesindaco di Cercivento)
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William De StalesCandido Pitt



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