Un invito ai colleghi di maggioranza ad avere pelo sullo stomaco, una citazione di Gaber: “La Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” e l’orgoglio per quanto fatto finora a Tolmezzo con cantieri ovunque a dimostrazione dei lavori pubblici e i concerti di Fresu, Branduardi e Finardi a dire: “se non è cultura questa”.
Nell’ultimo consiglio comunale Renzo De Prato ha attenuato i toni del provocatore che lui stesso si riconosce, per produrre il primo discorso politicamente pesante come capogruppo Pdl dall’inizio della legislatura, ovvero un intervento che ha voluto rinserrare i ranghi della maggioranza, illustrando cosa significhi governare, cioè prendere decisioni che a volte possono anche essere in contrasto con la propria sensibilità o volontà, ma necessarie appunto perché la responsabilità di governo impone di smarcarsi dalla logica del no.
Questo è emerso nel corso del dibattito introdotto dalla minoranza sulle dimissioni del vicesindaco Cristiana Gallizia, che faceva leva su un passaggio della lettera con la quale Gallizia motivava la decisione col fatto che nella votazione sull’elettrodotto alcuni colleghi di maggioranza “non hanno ritenuto di dare in libertà una valutazione politica negativa”. Proprio questa mancanza di libertà è stata al centro del dibattito. Così dall’opposizione si è chiesto come mai, vista l’accusa della mancanza di libertà, Gallizia sieda ancora sul banco della giunta (come assessore alla sanità e assistenza). Biscosi ha ricordato la propria vicenda e come sia stato messo ai margini dalla maggioranza criticando il fatto che le scuse per l’offesa rivoltagli da De Prato gli fossero pervenut a mezzo stampa e non personalmente.
L’assessore Gallizia è poi ritornata sulla vicenda delle proprie dimissioni leggendo l’intervento che qui vi riportiamo.
Sulle mie dimissioni da vice sindaco è stato detto e scritto molto.
Ritengo a tal proposito di avere già chiarito quasi tutto.
Tuttavia la mia presa di posizione è stata richiamata in causa dalla proposta di ordine del giorno presentato da 1/5 dei consiglieri in data 7 febbraio u.s.
Mi trovo a dover meglio esplicitare il mio pensiero in merito al concetto di “libertà”, o meglio di “mancanza di libertà”, che secondo me ha impedito a qualche collega di maggioranza di poter prendere una decisione dirompente e fondamentale per poter dare nuovo corso alle ben note vicende legate alla costruzione dell’elettrodotto.
Il concetto di base su cui si incentra tutto il mio ragionamento è che, secondo me, non è possibile prendere una serena decisione, in qualsiasi ambito ci si trovi, senza avere a disposizione tutte le informazioni utili e necessarie per agire con discernimento; la mancanza di dati, prove, elementi, informazioni rende il ragionamento e quindi la scelta finale non liberi, in quanto gravati da un vizio di incompletezza. Mi riferisco a domande fondamentali, come serve/non serve (abbiamo un piano erengetico regionale?); è sostenibile/non è sostenibile (lo snodo di Somplago è in grado di recepire/distribuire l’energia?); è conveniente/non è conveniente (per l’intera Carnia e soprattutto alla luce delle decisioni della Comunità Europea in merito al costo dell’energia elettrica)…
Chi non sa tutto quello che deve sapere, non è libero di scegliere: tutto qui.
Mi è stato giustamente fatto notare che il testo dell’ODG che è stato votato (ed approvato a maggioranza) l’avevo formulato io; è vero, ma c’è stato anche un momento “topico” in cui, nella sospensione estemporanea del consiglio comunale per la riunione dei capigruppo, probabilmente il cambio di una sola parola avrebbe favorito il massimo consenso e forse l’unanimità per l’approvazione di un documento che avrebbe rimesso in discussione l’intera vicenda dell’elettrodotto, ampliando l’orizzonte delle considerazioni su tutto il territorio interessato dal tracciato. Non c’è stata libertà per una scelta che fosse scevra da pregiudizi e che richiedeva completezza di informazioni, non c’è stato il coraggio di “spingersi un po’ più in là” del nostro perimetro ed interesse comunale.
Mi sento di ringraziare molti colleghi consiglieri che mi hanno espresso solidarietà e comprensione. A chi non ha ritenuto invece di dovermi dire nulla, voglio invece fornire rassicurazioni sul fatto che la mia decisione sia stato frutto di una disinteressata disamina dell’intera questione “elettrodotto”, che mi ha causato prima peplessità, poi disappunto, adesso serenità e spirito critico.
Comprendo anche di aver creato dello sconcerto in alcuni componenti della Giunta che forse non hanno capito fino in fondo l’entità del mio disagio: so di averli messi in difficoltà.
La mia lista degli “Indipendenti” ne è uscita indebolita, questo è vero, e di ciò chiedo scusa ai componenti della lista, che erano stati anticipatamente informati sugli sviluppi che intendevo perseguire, ed ai nostri elettori che si sono trovati privi di un vicesindaco per una sofferta questione che riguardava il territorio carnico piuttosto che le vicende della nostra città: come ho già avuto modo di dire, Tolmezzo non può prescindere da suo territorio, bello e difficile, ma anche misero se non si sta uniti, e viceversa. Sull’indebolimento della rappresentatività della mia lista, ritengo che il nome della stessa dica già tutto; d’altronde l’argomento “elettrodotto” non era materia di programma elettorale, quindi continueremo ad affiancare il Sindaco ed a sostenere la maggioranza. Il sindaco stesso ha ritenuto di farmi mantenere le deleghe alle politiche sociosanitarie ed assistenziali: credo di poter fare qualcosa di buono per la Carnia intera, e vi assicuro che per queste tematiche c’è molto da lavorare e da combattere. Ringrazio il sindaco Zearo per la fiducia che continua a riporre nella mia persona: non era cosa scontata; d’altro canto il Sindaco sa che sono una persona “prestata” alla politica, e che non avrei avuto difficoltà (e non avrei difficoltà se si ponesse il caso) ad essere ricollocata tra le fila dei consiglieri, qualora lo avesse ritenuto opportuno (e qualora lo ritenga opportuno in futuro). Già nel quinquennio precedente mi astenni per 6 mesi dall’incarico di Assessore, in quanto dovevo dedicarmi totalmente al mio lavoro per raggiungere il traguardo dell’accreditamento istituzionale: già allora qualcuno (esterno alla giunta) mi disse che “così non si fa”, che non si molla mai la posizione raggiunta, ma tant’è…
Auguro buon lavoro a tutti, in particolare al nuovo vicesindaco Gianalberto Riolino; ci sono questioni legate all’imprevedibile che stanno mettendo in ginocchio nazioni e certezze: cerchiamo di lavorare in serenità.



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