08.03 MESSAGGERO VENETO. L’ampliamento della biblioteca entro l’estate: 45.000 volumi e più spazio

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La biblioteca di Tolmezzo avrà nuovi locali, ricavati in due gallerie a L sovrapposte e ricavate nello spazio del cortile interno delle ex carceri, edificio che già ne è sede. Ciò consentirà di alloggiare più libri: 45.000 (oggi ce ne sono 32.000) e avere ulteriori spazi luminosi e insonorizzati. Lo scrive oggi Tanja Ariis sul Messaggero Veneto, che riporta l’annuncio dell’assessore alla Cultura Aurelia Bubisutti. 1 milione e 300 mila euro la spesa, con 100.000€ reperiti per l’arredo. La previsione è di aprire la nuova ala entro l’estate. Il servizio si arricchisce di un box che ricorda la storia della biblioteca di Tolmezzo, prima in Carnia e inaugurata oltre 45 anni dal Cucc, Circolo universitario culturale carnico, che donò nel 1969 al comune i (oltre 4000) volumi raccolti. Fondatore allora del Cucc e oggi direttore della biblioteca era Giulio Boiti (è pubblicata una foto che lo ritrae assieme alla moglie Adriana Pittoni: alla sua memoria potrebbe essere intitolata l’ala nuova). Gli interrogativi ora sono legati alla carenza di personale. Ad oggi sono 20.000 i prestiti annui.

martedì 8 marzo 2011
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 4 Commenti

Valent GV
9 marzo 2011, 07:42

Condivido e sposo l’idea di dedicare la nuova ala della biblioteca ad Adriana, vera animatrice del CUCC.
Se oggi abbiamo la biblioteca lo dobbiamo a lei, che con gli altri soci del CUCC, ha sgobbato molto sia per farla che per “donarla ” al Comune di Tolmezzo.
Poi non dimentichiamoci che se la biblioteca è nell’edificio odierno lo dobbiamo a Claudio Puppini che lo ha salvato dalle ruspe.
Bene!

Germana Taboga
9 marzo 2011, 17:00

Mi sento Tolmezzina, anche se dal 1972 abito in provincia di Treviso. Mi permetto di sottoscrivere la proposta di dedicare la nuova ala della biblioteca ad Adriana, persona splendida e indimenticabile(all’epoca della donazione ero segretaria del CUCC).
Anche di Claudio, caro amico di famiglia, ricordo con ammirazione la passione civile e l’affetto per la nostra città. Mandi

31 marzo 2011, 07:10

ermes dorigo

BIBLIOTECA CIVICA: CI SON STATO ANCH’IO

Sintetizzare in poche parole circa un decennio (1987-1999 con un’interruzione tra il 1994/95) di direzione della Biblioteca Civica non è semplice; cercherò di farlo, evidenziando gli aspetti più significativi del lavoro svolto, accompagnati da alcune brevi considerazioni.
Quando l’allora Assessore alla Cultura, avv. Luciano Cardella, mi propose di assumerne la Direzione io consegnai un’ipotesi di lavoro, che successivamente fu approvata dalla Giunta del sindaco Igino Piutti. Nell’attesa della nomina (poi fui confermato dai sindaci Renzo Tondo e Ilario Brollo) confesso che vissi uno stato d’animo contraddittorio: lusingato ed entusiasta per l’inizio d’una nuova esperienza d’operatore culturale e preoccupato per l’impegnativa eredità, che mi era lasciata da colei che per tanti anni era stata l’anima della stessa, la professoressa Adriana Pittoni Boiti, della quale, comunque, ero amico, sodale nell’amore per i libri e nello spirito di servizio verso la comunità, ed anche allievo, in quanto mi aveva introdotto nei ‘misteri’ della biblioteconomia: si trattava di continuare sulle sue linee guida, tenendo conto della mutata realtà dei bisogni culturali, più variegati e stratificati, dopo una più che ventennale scolarizzazione di massa: si trattava di mantenere unita culturalmente una comunità delle diversità. Per onestà intellettuale devo affermare che, se ho potuto attuare appieno le iniziative progettate, il merito va condiviso con i presidenti e i componenti della Commissione di gestione, con i quali in tanti anni ho avuto un costruttivo anche se talora civilmente dialettico rapporto, con la/e bibliotecaria/e e i dipendenti comunali con i quali avevo rapporti, e con enti, associazioni e privati, che hanno offerto la loro collaborazione. Non mi dilungo su alcune realizzazioni (istituzione della Mediateca e della sezione per non vedenti con libri parlati donati dal locale Leo Club) né su alcune trasformazioni strutturali, che in parte si sarebbero realizzate appieno successivamente alla mia direzione (riforma dello Statuto, automazione del servizio, servizio bibliotecario comprensoriale, individuazione della nuova sede ed esame del relativo progetto), alle quali ho dato un mio qualificato contributo, avendo acquisito una certa esperienza professionale, visitando e raccogliendo informazioni sul funzionamento delle biblioteche dei maggiori centri della provincia di Udine (Cividale, Codroipo, Spilimbergo…).
Tralasciando i problemi di classificazione, cui si dedicò Paola Artico, innanzitutto ci si adoperò per ottenere dalle Amministrazioni che si succedevano, e in questo si dimostrarono molto sensibili, un notevole aumento di fondi, per arricchire la dotazione libraria, indirizzando, di volta in volta, gli acquisti verso le classi Dewej più sguarnite, ma anche tenendo conto soprattutto dei nuovi interessi culturali, che gli utenti esprimevano attraverso le loro richieste.
Il mio impegno principale, comunque, è stato rivolto ad organizzare delle iniziative culturali, che avvicinassero i potenziali utenti alla Biblioteca e nello stesso tempo facessero di Tolmezzo, cito da un settimanale che ad un certo punto ne prese atto, “un punto di riferimento sotto l’aspetto della proposizione culturale. Una cultura di qualità, che al tempo stesso ha coinvolto l’intera popolazione, ma principalmente la scuola”. In effetti, la Biblioteca si evolse in luogo di socializzazione e gli incontri culturali continuativi e costanti (una sessantina) durante l’anno divennero appuntamenti abituali in cui, oltre ad arricchirsi culturalmente in relazione all’argomento e al relatore di turno, i partecipanti ritrovavano conoscenti provenienti dai vari paesi della Carnia o incontravano e familiarizzavano con sconosciuti accomunati dagli stessi gusti ed interessi letterari e culturali. Gli incontri erano programmati col criterio della varietà tematica (nazionale, regionale, locale) e di ‘genere’ (ad es: Convegno su Cultura nazionale e culture regionali o il Recital di poesie dai Canti di Leopardi nel bicentenario della sua nascita) e del pluralismo ideologico: non fu all’inizio facile far arrivare i ‘grandi nomi’, ma una volta rotto il ghiaccio Tolmezzo divenne per essi una ‘piazza’ appetibile, per cui i carnici non dovettero più andare in altre città/cittadine, ma poterono incontrare e ascoltare a Tolmezzo, cito solo alcuni nomi, G. Petronio, C. Magris, F. Tomizza, C. Sgorlon, M. Rigoni Stern, P. Maurensig, F. Camon, N. Naldini, C. Tullio Altan, G. Zigaina… Oltre a ciò mi piace ricordare un’iniziativa particolare, che dimostra come si operasse concretamente per la crescita culturale della comunità tolmezzina e carnica, cioè Storiamemoria, mostra dei Giornali della Carnia (Carnia, Lavoro, Alpe Carnica, Carnia domani, Nort), che con il relativo convegno offrì la possibilità di conoscere la storia locale postbellica e che indirettamente favorì la riproduzione anastatica e la pubblicazione in due volumi dei primi quattro giornali, da parte di un privato il primo, da parte della Comunità Montana, presieduta allora dal compianto avv. Sergio D’Orlando, il secondo, in occasione delle celebrazioni del cinquantenario della Zona Libera della Carnia.
Però l’obiettivo primario che ci si propose fu quello di ‘creare’, in un mondo dominato dalla televisione e, quindi, dalla chiusura domestica e dalla mancanza di socializzazione e di creatività, il nuovo lettore, scegliendo come soggetti privilegiati i bambini e gli adolescenti. A tal fine furono allestite diverse mostre d’illustratori per l’infanzia, che ebbero migliaia di visitatori da tutta la regione ( Prima mostra regionale dell’illustrazione per l’infanzia, Sulle ali del libro, Štepan Zavrel, 80 illustratori incontrano Pinocchio, L’arte del bambino di Mario Lodi), integrate dall’esposizione di libri per ragazzi e con laboratori di creatività, tenuti da illustratori (tra i quali anche Altan) o in biblioteca o nelle scuole non solo di Tolmezzo. E’ stata questa per me l’esperienza più gratificante, perché i bambini aggregano genitori e insegnanti, i principali artefici della loro formazione:. A questo proposito vorrei fare un’altra considerazione: stimolate da tali iniziative, cui parteciparono direttamente, le librerie locali aprirono tutte una sezione di libri per ragazzi; con questo vorrei sottolineare che il ‘pubblico’ può favorire l’iniziativa privata e che in campo culturale si dovrebbe instaurare tra i due una reciproca equilibrata sinergia.
Il fatto che i prestiti siano passati dai 5252 del 1987 ai 12174 del 1999 e che le consultazioni in sede abbiano superato le 3500 presenze annue, pur accettando un parziale incremento fisiologico, significa che le scelte operate hanno raggiunto l’obiettivo d’ampliare l’utenza e di fare della Biblioteca un punto di riferimento culturale fondamentale per la comunità, e tale mi auguro rimanga. Per me è stata un’esperienza profonda e significativa, che ha connotato felicemente il periodo della maturità della mia vita.

7 aprile 2011, 07:21

Caro Francesco,
perchè non lasci per un po’ nella Home il mio intervento sulla Biblioteca?
Grazie
ermes

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