I video di interviste e interventi dei protagonisti per rivivere la manifestazione di protesta contro l’elettrodotto

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LE INTERVISTE

don Pierluigi Di Piazza durante il corteo:

Renato Garibaldi durante la marcia del corteo:

Sergio Cuzzi:

Sindaci e amministratori:

Celestino Vezzi:

I DISCORSI SUL PALCO

don Pierluigi Di Piazza:

Renato Garibaldi:

da Kötschach-Mauthen:

da Dellach:

Hannes Guggenberger (Pro Gailtal):

Franceschino Barazzutti:

Ottorino Faleschini e Vito Di Piazza:

Il minuto di silenzio dei sindaci:

Marco Lepre 1+2:

don Pierluigi Di Piazza durante il proprio intervento

Andare qui per leggere la cronaca della manifestazione

lunedì 17 gennaio 2011

 3 Commenti

Alessandro Copetti
17 gennaio 2011, 02:51

…E ‘Sant’Angelo Zanello da Illegio’ dov’era stavolta?…Nascosto dietro a qualche quadro pregiato nella chiesetta di ‘San Florean’ immagino…
Il primo a scaldare la piazza a Paluzza – lontano dalle mura ‘amiche/nemiche’…a seconda dei giorni della settimana…di Tolmezzo – impavido, addirittura spavaldo e baldanzoso nell’aizzare la folla e scagliarla contro sindaci e amministratori da lui definiti senza mezzi termini “venduti” e “prostituti della politica”…don Zanello si era talmente lasciato andare, cavalcando l’onda del consenso, da offrire addirittura il sagrato del duomo del capoluogo carnico ai cori e alla protesta di sabato 15 gennaio…
All’indomani della sua personale campagna auto-promozionale di un paio di mesi fa a Paluzza, il sottoscritto senza molti giri di parole allora ricordo’ al parroco su questo blog che negli ultimi 10 anni egli si era reso protagonista in prima persona di sconcertanti e vergognose campagne elettorali dal pulpito a favore delle ultime tre Amministrazioni Comunali tolmezzine di centro-destra, inclusa l’ultima che – guardacaso – ha dato parere favorevole all’eventualita’-elettrodotto aereo e nella quale siedono ancora due suoi referenti diretti in qualita’ di assessori…uno dei quali addirittura sulla poltrona di vice-sindaco…persone con le quali don Zanello continua ad avere regolari e quotidiani rapporti politici! Gli chiesi piu’ volte pubblicamente una spiegazioe su questo suo comportamento a dir poco ambiguo…senza mai ottenerla ovviamente.
Qualcun altro poi – tra cui il sindaco Dario Zearo sulla stampa…ma non solo lui immagino… – gli ha dato l’out out ricordandogli probabilmente i contributi e finanziamenti di cui avra’ bisogno in tempi brevi per la prossima mostra di quadri a Illegio e per il prosieguo della sua ambiziosa carriera politico-episcopale…e il ‘pre’ Agnul’ – come era del resto prevedibile – non e’ riuscito ad alzare la propria sottana in tempo e se l’e’ fatta addosso: si e’ dimenticato molto in fretta dell’Unita’, della Dignita’ e dei diritti del Popolo Carnico di cui si era fatto paladino e garante e di cui sembrava essere tanto preoccupato a Paluzza…e come un disertore si e’ rifugiato al riparo sia dal fuoco ‘nemico’ che da quello ‘amico’ (visto che i due fuochi in questo caso coincidevano…) e il piu’ lontano possibile dal sagrato del Duomo che aveva promesso ai manifestanti in un momento di foga auto-celebrativa ed auto-promozionale.
Personalmente invece – da ateo praticante quale sono – mi ha fatto molto piacere vedere che sul palco della protesta a Tolmezzo e’ stato finalmente invitato e per fortuna e’ salito un vero prete di frontiera e non un opportunista-strumentalizzatore: un ‘prete laico’ e una persona pulita e perbene come Pierluigi Di Piazza, il quale assieme a don Silvio Prestento e ai compianti don Pierantonio Bellina e David Maria Turoldo ha rappresentato e rappresenta la faccia pulita e onesta – e per questo motivo spesso emarginata e a volte persino derisa e schernita- della Chiesa Cattolica italiana. Pierantonio Bellina prima di morire scrisse: “In seminario, salvo rarissime e miracolose eccezioni – tra le quali io personalmente ci metterei quella dell’arcivescovo di Udine, il tolmezzino monsignor Pietro Brollo: un secerdote moderno e tutto d’un pezzo – hanno fatto carriera soprattutto i bugiardi, i falsi, quelli che sapevano raccontarla, i meno intelligenti, quelli che stavano sempre attenti da che parte tirava il vento, le persone più grigie. I lacché, appunto”. (Estratto da pagina 63 del suo libro: ‘La Fatica di Essere Prete’). ‘Amen’ – aggiungo ancora io!
Forza Carnia…che dall’assenza e latitanza di strumentalizzatori e opportunisti di professione e in carriera come don Angelo Zanello c’e’ solo da guadagnarci!
Chiudo anch’io con un applauso emozionato e commmosso e con un saluto e un abbraccio affettuosi rivolti a colui che – a un passo dalla soglia di un secolo di vita! – nei miei otto anni di corrispondente del Gazzettino e’ sempre stato per me un’ispirazione, un consigliere, un collaboratore, un amico: Romano Marchetti, il partigiano ‘Cino da Monte’. Un Carnico vero, un Uomo vero, con la Maiuscola, a cui tutti noi dobbiamo tanto…a cominciare dalla nostra Liberta’e Carnicita’!
Mandi da Oltremanica,
Alessandro Copetti

De Alti Dario
17 gennaio 2011, 11:19

Il Consigliere regionale Cacitti e la manifestazione dei Carnici del 15.01.2011.-
A giudicare dalle dichiarazioni rese alla stampa del 16.01.2011, pare che la marea dei partecipanti alla manifestazione di sabato 15/01/2011 a Tolmezzo, sua città natale, abbia fatto andare fuori di testa il Consigliere regionale Cacitti a tal punto da non comprendere neppure la cosa più elementare ormai capita da tutti, che i Carnici, come i carinziani, non vogliono l’elettrodotto aereo.
E’ il caso che il consigliere regionale Cacitti ritorni in sé e capisca che è stato votato nè per fare in Carnia il proconsole di Tondo, in altre faccende affaccendato, né per fare il rappresentante di Alpe Adria Energy in Carnia, né per fare il mediatore tra alcuni sindaci, disposti a svendere il territorio e la gente, a Pittini, Fantoni e compagnia, i quali sanno certamente trattare direttamente gli affari loro meglio e senza di lui.
Il nostro deve sapere che il mandato di Consigliere regionale che gli è stato affidato dagli elettori è quello di rappresentare in provvedimenti legislativi le esigenze di questo territorio montano innanzitutto. Per fare questo è indispensabile che il consigliere Cacitti si metta in una saggia posizione di ascolto della volontà della gente per poi assumere sagge decisioni e non imposizioni, come è solito fare.
E’ da troppo tempo che la popolazione vuole essere ascoltata e che Cacitti fa il sordo. La marea dei partecipanti alla manifestazione di Tolmezzo non è costituita da invasati dalle stregonerie dei capi dei Comitati, ma da gente che è stufa di non essere considerata e che vuol bene alla Carnia.
Se vuole finalmente svolgere bene il suo compito di Consigliere regionale Cacitti si metta al lavoro e raccolga, sintetizzi e organizzi razionalmente le varie leggi in materia in un testo unico delle leggi per la montagna, se ne è capace. Questo è il lavoro fondamentale per il quale riceve l’indennità regionale.
L’acqua, principale e strategica risorsa della montagna, è uno dei settori che richiede una rivisitazione sistematica in testo unico della normativa vigente che ne regoli l’utilizzo industriale, agricolo, domestico e più generale.
Nel settore idroelettrico non è accettabile che la Regione continui a rilasciare concessioni a destra e a manca che stanno desertificando gli alvei, impoverendo le falde, provocando dissesti idrogeologici. Occorre:
- introdurre una moratoria delle concessioni;
- rilevare lo stato di fatto sui corsi idrici;
- elaborare un serio piano di utilizzo delle risorse idriche che preveda:
a) quali corsi idrici vadano mantenuti integri stante il loro elevato interesse ambientale;
b) su quali corsi idrici siano possibili ulteriori impianti
– in quali punti dell’asta idrica;
– le caratteristiche dell’opera di captazione tali da garantire automaticamente il rilascio del
minimo deflusso vitale in alveo;
- controllare che i derivatori non captino (rubino) più acqua di quella in concessione e se lo
fanno sanzionarli con la revoca della concessione attribuendola al Comune;
- stabilire delle priorità tra i richiedenti delle concessioni, favorendo innanzitutto i Comuni
interessati dall’asta idrica, gli enti pubblici, le cooperative elettriche, gli imprenditori locali
che si impegnino ad impiegare l’energia in proprie attività produttive in loco;
- un sistema di incentivi agli enti pubblici per la costruzione degli impianti;
- costituire un adeguato fondo di rotazione per il finanziamento di tali impianti idroelettrici.
Sarebbe veramente grave se al Consigliere Cacitti fosse sfuggito il profondo scontento degli utenti verso il servizio idrico integrato in genere e come viene gestito. Tale malcontento non sorge solo dall’esagerato aumento delle tariffe, ma ha cause più profonde nella cultura dei montanari ai quali sono incomprensibili norme tarate per situazioni urbane che diventano assurde se applicate in territori montani.
Dovere del Consigliere Cacitti è promuovere una revisione della legge regionale relativa al servizio idrico, tenendo presente la specificità dei Comuni montani, riconosciuta dal Decreto Legislativo 152/2006 art. 148 comma 5. Essendo la nostra una Regione Autonoma a statuto speciale, si tratta di:
- riconoscere a tutti i Comuni montani singoli e alle loro Associazioni, indipendentemente dal numero degli abitanti, la facoltà di gestire direttamente il servizio idrico senza il preventivo assenso dell’ATO, come da tempo previsto dalla legislazione della Provincia Autonoma di Bolzano;
- eliminare l’ATO perché inutile e costoso;
- eliminare Carniacque SpA, la cui gestione centralizzata non è giustificata in un territorio difficile per distanze, orografia, insediamenti sparsi, scarsamente popolato, che comporta costi elevati e bassi ricavi;
- considerato che l’acqua, come la sanità, è un diritto e facendo forza sulla montanità e sul ruolo di presidio (e non solo) del territorio che la popolazione svolge con disagi e costi superiori intervenire presso lo Stato affinchè riveda la legislazione che pone a carico dell’utente, oltre a quelli di gestione, tutti i costi d’investimento del servizio idrico.
Infine, dal momento che Edipopwer intende potenziare la centrale di Somplago e che la stessa ha presentato al Ministero un elenco di ulteriori potenziamenti mediante pompaggio da realizzare in regione, il Consigliere Cacitti, anziché deridere i rappresentanti dei Comitati durante l’audizione in Consiglio regionale dovrebbe sapere che tale pompaggio nei paesi civili viene fatto tra bacini artificiali o tra bacino artificiale a monte e grande lago a valle o tra grandi laghi il cui livello non risente dello scarico/prelievo dei volumi d’acqua, mentre quello di Cavazzo è un lago molto piccolo il cui livello sarebbe soggetto a forti variazioni. Ma pretendere che il Consigliere Cacitti sappia questo è forse troppo.
Dario De Alti Sindaco di Cercivento

Alessandro Copetti
17 gennaio 2011, 18:36

Per quanto Dario Zearo in molte cose (non tutte) possa essere lontano dal mio pensiero politico, mi dispiace vedere come questa vicenda sia stata in parte strumentalizzata per farlo diventare il capro espiatorio ed il bersaglio numero uno di una protesta che, per quanto giusta e sacrosanta possa essere, se finisce per prendere di mira prevalentemente il sindaco di Tolmezzo rischia di sbagliare obiettivo. E poi i tiri al bersaglio ‘tutti contro uno’ a me personalmente non sono mai piaciuti…perche’ la verita’ non sta mai da una parte soltanto.
Di Dario Zearo (cosi’ come del suo braccio rigorosamente…destro, Renzo De Prato) si puo’ dire tutto cio’ che si vuole, ma non si puo’ dire che non sia una persona onesta, leale, generosa e coerente con le proprie idee e con la propria linea politica, anche se a volte questa gli viene dettata dall’alto. Zearo e’ il classico soldato fedele disposto anche a prendersi una pallottola e ad andare all’Inferno per salvare la causa del proprio esercito e per difendere i propri superiori…anche se questi lo stanno mandando al macello…ed e’ quello che sembra essere accaduto in questa vicenda…
L’errore piu’ grave commesso dal sindaco del capoluogo carnico e’ stato quello di essere a capo di una Giunta Municipale la quale con delibera – in seguito a un dictat dall’alto, mi sembra ovvio – ha delegittimato un ordine del giorno votato dall’intero Consiglio Comunale di Tolmezzo che esprimeva parere contrario all’ipotesi di elettrodotto aereo: un’improvvisa inversione a U tanto inopportuna quanto inutile. Il parere espresso dalla Giunta Comunale tolmezzina infatti non e’ vincolante, e’ un parere superfluo e totalmente fine a se stesso: a Zearo & C. sarebbe bastato astenersi e la palla sarebbe ritornata al Governo Regionale, l’unico competente a decidere se l’elettrodotto aereo si fara’ o meno. Dario Zearo ha commesso l’errore di valutazione di esporsi personalmente e, tradito da alcuni suoi colleghi e dal parroco locale, e’ rimasto col cerino in mano…diventando l’agnello sacrificale da immolare sul rogo.
Se una simile legittima protesta si ferma in Piazza XX Settembre a Tolmezzo con il principale scopo di insultarne il primo cittadino…per quanto giusta, doverosa, numerosa e unitaria possa essere, non otterra’ molto. La vera sede per manifestare tale dissenso e’ Trieste: tremila Carnici fuori dalla sede della Giunta Regionale a Trieste…quelli si’ che non passano inosservati…e non possono nemmeno essere ignorati!
P.S. In post precedenti, per avere espresso le mie opinioni in modo esplicito e deciso contro il parroco di Tolmezzo e un paio di esponenti della Lega Nord del capoluogo carnico, sono stato accusato di essere una sorta di militante di estrema sinistra…che non sono. Ora – immagino – verro’ accusato di essere un militante di estrema destra…che non sono. E magari dovro’ sentirmi di nuovo dire che – siccome ho fatto la scelta di vivere in Inghilterra – e’ meglio se continuo ad occuparmi delle vicende d’Oltrematica…perche’ -ovviamente – i Tolmezzini ed i Carnici residenti all’estero non hanno diritto d’opinione sulle vicende d’attualita’ della loro Terra natia.
Mandi
Alessandro Copetti

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