Ferruccio Saro, senatore Pdl: Per questa legislatura sicuramente il disegno di legge sul fine vita non vedrà la luce
“Ormai le condizioni politiche che si sono create nel Paese a livello parlamentare con le divisioni anche della maggioranza, coi conflitti anche interni all’opposizione – basta vedere la posizione di Casini e di Fioroni in questi giorni, rendono impossibile l’approvazione del provvedimento. Servirebbe solo un miracolo. Per questa legislatura sicuramente il disegno di legge sul fine vita non vedrà la luce.
Bisogna uscire da questa situazione di contrapposizione ideologica su questo tema, e riuscire a costruire un’alleanza tra tutte le persone e i parlamentari equilibrati, togliendo la vicenda del testamento biologico dallo scontro politico. Per fare questo bisogna avere un altro clima nel paese: oggi è di scontro, di contrapposizione, di divisione, su questa situazione non si costruisce niente di positivo”.
Ignazio Marino, senatore Pd: mi fido molto di più del giudizio e dell’amore di mia figlia, che di quello di un ministro della repubblica per quanto concerne le mie terapie o come io devo arrivare alla fine della vita
“C’è una grande esigenza di una legge che permetta a tutti di poter liberamente scegliere a quali terapie sottoporsi e a quali no. C’è chi nella destra vuole creare confusione e parlare di eutanasia: nessuno vuole l’eutanasia, anzi dare la possibilità a chi vuole utilizzare tutte le terapie che esistono oggi e che esisteranno domani di essere protetto e avere la garanzia che avrà quelle terapie. ma anche chi invece ritiene che alcune terapie siano per se stesso sproporzionate e vuole passare la fase finale della propria vita a casa tra le mura domestiche, i propri affetti e non in rianimazione, anche quella persona deve avere il diritto di poter scegliere e aver rispettata la sua dignità.
“I testamenti biologici sono un fatto di testimonianza dei cittadini che nella grande maggioranza del nostro paese i credenti o non credenti ritengono che sulle terapie di fine vita non debba decidere chi ha vinto le elezioni, chiunque le abbia vinte, ma debba decidere la persona assieme alla propria famiglia e al consiglio dei propri medici. Lo dico semplicemente: io mi fido molto di più del giudizio e dell’amore di mia figlia, che di quello di un ministro della repubblica per quanto concerne le mie terapie o come io devo arrivare alla fine della vita”.



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