Abbiamo intervistato il procuratore della Repubblica di Tolmezzo, Giancarlo Buonocore, in merito allo stato d’agitazione proclamato dall’Ordine degli avvocati di Tolmezzo. Ecco il video e, sotto, la trascrizione del suo intervento.
Si tratta di una protesta, o comunque di una sensibilizzazione, assolutamente condivisibile, perché il presupposto che muove gli avvocati è una certa trascuratezza – usiamo un termine abbastanza eufonico – nei confronti della situazione degli uffici giudiziari; del tribunale ma, sopratutto, per quello che mi riguarda, della procura della Repubblica.
Noi siamo stati oggetto di una ciclica ispezione che è giusto che ci sia, e verifichi il funzionamento degli uffici, e abbiamo fatto notare che, a fronte di un organico di 12 unità di personale amministrativo che già è stato qualificato insufficiente da precedenti ispezioni, lavoriamo con sei unità a tempo pieno e una unità a tempo definito. È evidente che occorre dare un servizio al cittadino che pagando le tasse ci paga lo stipendio, ma è difficile dare un servizio dignitoso in queste condizioni.
Credo che qualsiasi forma di sensibilizzazione dell’autorità politica, dell’autorità istituzionale, sia un fatto positivo. Non so quali saranno gli effetti: io da questo punto di vista ho la coscienza tranquilla perché dal primo giorno che ho preso servizio il 4 dicembre 2008, ho richiamato l’attenzione, per quello che posso fare ovviamente senza mettermi a issare cartelli o fare cortei per le strade, sulla necessità di riempire gli organici. Noi lavoriamo sostanzialmente in tre persone su quattro per quello che riguarda l’organico dei magistrati. Certo non è una zona ad alta densità criminosa, ma con sette valichi cosiddetti di prima categoria, cioè internazionali, con un magistrato in meno che è legittimamente assente perché è felicemente mamma, sta di fatto che manca il 25 per cento della forza lavoro. È evidente che per dare un servizio quanto più possibile rispondente alle aspettative, occorrerebbe tempestivamente coprire gli organici del personale amministrativo e poi auspicare un’integrazione di questo organico una volta che in tempi relativamente brevi tutta la zona di Sappada entrerà a far parte del territorio di competenza della Procura di Tolmezzo.
È evidente, se posso esprimermi liberamente: quando uno dei due partner vuole interrompere una relazione sarebbe onesto dirlo chiaramente. Trattare male il partner sperando che sia lui a dire: non ce la faccio più, interrompiamo la storia, almeno non è elegante.
Se si intende cancellare la realtà del tribunale sarebbe meglio assumersi le responsabilità civile e politica di dire: non possiamo o non vogliamo mantenere il Tribunale di Tolmezzo. Lasciarci in queste condizioni e sperare in una sorte di eutanasia del Tribunale sperando che siano curia e foro a dire: in queste condizioni non andiamo avanti, cancellateci; non mi pare quantomeno elegante.
La realtà è che, nonostante tutto, noi riusciamo a dare un servizio al cittadino. In Procura ho dati confortanti: abbiamo eliminato almeno il 60 per cento della pendenza pregressa e del sopravvenuto, se noi avessimo un organico coperto in toto, noi riusciremmo a dare quello che il cittadino ha diritto di aspettarsi e addirittura potremmo conquistare le tre faccine che tanto piacciono al ministro Brunetta.



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