Da sinistra: Lorenzo Fabbro, Paolo Cantarutti, Carlo Puppo nel corso della conferenza stampa sulla situazione della coop. Informazione Friulana/Radio Onde Furlane alla luce dei tagli operati dalla amministrazione regionale del FVG alle risorse per la lingua friulana e alla cancellazione dei fondi regionali per i programmi in friulano su radio e televisioni private
È un grido d’allarme, quello che viene da Radio Onde Furlane, l’emittente che da trent’anni trasmette programmi in madrelingua dai contenuti originali, dalla forma evoluta e non anchilosata su battaglie di retroguardia. Proprio l’effervescenza creativa della radio, che non è fossilizzata su una visione bucolica del friulano, ma che ne rappresenta le sue istanze in divenire, rende ancora più attuale e urgente la preoccupazione per il futuro dell’attività radiofonica, messa in serio pericolo dall’azzeramento dei contributi regionali. Lo ha spiegato in una conferenza stampa Paolo Cantarutti, presidente di Informazione Friulana Società Cooperativa: “Se la crisi economica ha certamente obbligato a operare delle riduzioni anche nelle spese della Regione, è pur vero che vi sono stati settori in cui le risorse sono state confermate o addirittura aumentate. Si tratta di scelte politiche che testimoniano le priorità dell’attuale amministrazione regionale. È dunque evidente che le lingue proprie del Friuli – Venezia Giulia non sono una delle priorità della Giunta Tondo e dei partiti che la sostengono”.
Andiamo a vedere di cosa si tratta di preciso: “Se la crisi economica ha certamente obbligato a operare delle riduzioni anche nelle spese della Regione, è pur vero che vi sono stati settori in cui le risorse sono state confermate o addirittura aumentate. Si tratta di scelte politiche che testimoniano le priorità dell’attuale amministrazione regionale. È dunque evidente che le lingue proprie del Friuli – Venezia Giulia non sono una delle priorità della Giunta Tondo e dei partiti che la sostengono.”
È l’incertezza a tinteggiare di scuro il futuro, dice Cantarutti: “A tutt’oggi, in realtà, non abbiamo ancora un quadro completo delle risorse a disposizione nel 2010 per la lingua friulana. Basti pensare che, per esempio, non sono state ancora comunicate le cifre dei contributi per gli enti riconosciuti di primaria importanza per la lingua friulana, così oltre al taglio dei fondi, tali enti si troveranno a gestire il problema di rendicontare entro la fine dell’anno risorse che non sono ancora state erogate”.
Entrando nel concreto, e provando a fare cifre, una nota di Radio Onde Furlane spiega che: “Il dato che però fa più specie e l’azzeramento dei fondi per le convenzioni con emittenti radiofoniche e televisive private per la realizzazione di programmi in lingua friulana (Art. 29, L.R. 15/96). Uno dei settori vitali per la promozione di una lingua minorizzata, ovverosia quello radiotelevisivo, si trova così a passare dai 200 mila euro del 2009 (cifra estremamente ridotta se si pensa alla rilevanza di questo settore e ai suoi costi) agli zero euro del 2010, peraltro senza che nessuno si sia sentito in dovere di darne la benché minima spiegazione”.
Ad amplificare il dispiacere c’è la mancanza di criteri nella scelta regionale, che ha mozzato indistintamente, senza prestare attenzione alle diverse realtà: “L’azzeramento dei fondi per i programmi in friulano sulle emittenti radiotelevisive locali è contrario ad ogni logica di promozione linguistica visto che si tratta di un settore di primaria importanza per la diffusione delle lingue, ma anche perché la continuità di qualsiasi azione promozionale è fondamentale per la sua riuscita e perché, invece di sostenere almeno i progetti di maggiore qualità, si è preferito tagliare tutto indistintamente. Così facendo si colpisce pesantemente anche chi, come Radio Onde Furlane, da trent’anni lavora quotidianamente per la diffusione e la valorizzazione della lingua friulana e lo fa nel sistema migliore, cioè utilizzandola per la maggior parte della propria programmazione”.
E qui arriva una stoccatina sul rapporto tra regione e Rai: “Così la Regione, mentre spende 200 mila euro all’anno per una convenzione con la RAI regionale per la produzione di nemmeno 30 minuti di programmi radiofonici in lingua friulana (5 giorni la settimana), considera inutile investire anche un solo euro per convenzioni con una radio che produce tra le sette e le otto ore di programmazione quotidiana in friulano e che utilizza questa lingua per i propri programmi principali. Basti pensare che da molti anni Radio Onde Furlane offre un radiogiornale quotidiano in friulano: un servizio unico e di pubblica utilità (nello stato italiano, infatti, le uniche comunità minorizzate che hanno un radiogiornale nella propria lingua sono quelle dotate di un apposito servizio offerto dalla radiotelevisione pubblica!), ma che non è mai stato sostenuto con soldi pubblici”.
Senza contare che la scelta regionale, prosegue la nota della cooperativa Informazione Friulana/Radio Onde Furlane, rischia di avere ripercussioni ovvie sulla qualità radiofonica e sull’occupazione: “Le risorse provenienti dalle convenzioni con la Regione, infatti, coprivano solo una minima parte della produzione in friulano dell’emittente. Ciò nonostante offrivano una boccata d’ossigeno per le finanze della Radio, aiutandola a sostenere un’offerta di servizi ampia, variegata e di buona qualità. L’azzeramento di tali risorse, cui si aggiunge la riduzione dei contributi per gli enti riconosciuti di primaria importanza per la lingua friulana, rappresenta dunque un colpo davvero pesante non solo per le attività sviluppate da Onde Furlane, ma anche per il mantenimento dei posti di lavoro che essa offre. La scelta fatta dell’amministrazione regionale contraddice dunque uno dei suoi principi più sbandierati, cioé la difesa dei posti di lavoro. La cooperativa Informazione Friulana si avvale, infatti, del lavoro di 7 dipendenti a tempo indeterminato, di un dipendente a tempo determinato e di diversi collaboratori occasionali. Non saranno grandi numeri, ma in caso di riduzione del personale o di chiusura, tra gli effetti si avrebbe anche una sicura perdita sul piano della qualità e dell’originalità del lavoro, delle professionalità sviluppate, dell’interazione con il territorio”.
In conclusione l’effetto sarà di intaccare la libertà d’informazione, fanno capire Cantarutti: “Colpire Radio Onde Furlane inoltre è un danno anche per la libertà e la pluralità dell’informazione. In Friuli, infatti, si possono contare ormai sulle dita di una mano gli organi d’informazione indipendenti dai grandi gruppi editoriali e la cui proprietà è nelle mani di realtà locali. Inoltre Onde Furlane è una radio comunitaria e non commerciale: una scelta che impone l’autoproduzione della maggior parte dei programmi e una quota ridotta di pubblicità e che è stata fatta al fine di privilegiare il rapporto con il territorio, attraverso informazione, approfondimenti, cultura e trasmissioni di servizio. L’esistenza e l’autonomia dell’emittente rappresentano dunque una ricchezza per tutta la comunità regionale e, per tale ragione, dovrebbero essere difese da tutti, a cominciare dalle istituzioni locali”.
Ecco che per il futuro l’invito è a contarsi e contare chi avrà la forza di stringersi attorno alla difesa dell’attività della radio: “Ognuno è chiamato a rispondere delle proprie azioni. Da parte nostra, dunque, cercheremo di fare tutto quanto è in nostro potere per mantenere viva e solida questa realtà che molte altre comunità minorizzate nello stato italiano (e non solo) ci invidiano. La Regione e le amministrazioni locali faranno altrettanto o continueranno a stringere il cappio al collo della lingua friulana e di chi, come Onde Furlane, ne testimonia quotidianamente la vitalità e le potenzialità?”.
Sul tema si associa anche Carlo Puppo, portavoce del Comitât – Odbor – Komitaat – Comitato 482, che è impegnato ormai da quasi un decennio nella difesa dei diritti linguistici delle comunità del Friuli: “Non può non lasciare esterrefatti la decisione dell’attuale amministrazione regionale di azzerare i fondi per le convenzioni con emittenti radiofoniche e televisive private per la realizzazione di programmi in lingua friulana (art. 29, L.R. 15/96). Di fronte alla già discutibile diminuzione delle risorse per la valorizzazione e la promozione della lingua friulana – che, anche di fronte all’esiguità delle risorse impiegate, si fa fatica a giustificare con i tagli legati alla crisi economica – ci si sarebbe potuti aspettare anche in tale ambito una riduzione delle risorse stanziate attorno al 20% (cifra indicata mesi addietro dall’assessore competente), non certo un taglio del 100%. Così facendo uno dei settori cardine per la promozione della lingua friulana si trova a passare dai 200 mila euro dell’anno scorso all’attuale nulla. Quale sia la strategia di politica linguistica a sostegno di tale scelta, ancora non lo sappiamo. Sorge dunque il dubbio che, nell’ipotesi migliore, non vi sia alcuna strategia ma si proceda a casaccio o, nell’ipotesi peggiore, si stia cercando di affossare la lingua friulana colpendo alcuni dei soggetti più vitali nella sua promozione. Si deve tuttavia ricordare che la Regione ha confermato anche per l’anno in corso lo stanziamento per la convenzione con la RAI regionale che prevede meno di 30 minuti quotidiani in lingua friulana dal lunedì al venerdì alla radio. Ciò significa che mentre si finazia la RAI, che per legge è chiamata a provvedere autonomamente a garantire un servizio nelle diverse lingue minoritarie tutelate (lo dice espressamente la legge statale 482/99, fino ad ora impunemente violata), si priva di un sostegno vitale realtà come Radio Onde Furlane e Radio Spazio 103 che, da sole, rappresentato la quasi totalità delle emissioni radiofoniche in friulano (con spazi quotidiani di diverse ore e toccando ambiti che vanno dall’informazione all’intrattenimento, dalla musica ai programmi per l’infanzia) e che da molti anni hanno svolto una funzione di pubblica utilità finanziata prevalentemente – è bene ricordarlo – con risorse proprie”.
Puppo entra nel dettaglio dei meccanismi della legislazione regionale in tema di contributi alle emittenti per la realizzazione di programmi in lingua friulana, augurandosi che il ritardo non sia figlia di una precisa volontà politica: “La legge regionale 15/96 avrebbe dovuto essere sostituita dalla 29/07, la cui finalità era anche di applicare le linee di tutela generali indicate dalla legge statale 482/99 alla specifica situazione friulana. La nuova legge regionale, tuttavia, rimane ancora sostanzialmente inapplicata. Ciò dipende principalmente dalla mancanza dei regolamenti applicativi cui l’amministrazione regionale non ha ancora provveduto. La legge 29/07 attribuiva, infatti, alla Regione il compito di redigere (per lo più entro 6 mesi) i principali regolamenti previsti dalla normativa, tra cui gli interventi di sostegno nel settore dei mezzi di comunicazione. Il 30 settembre del 2009, quasi due anni dopo la promulgazione della legge, l’assessore regionale competente presentava alla Giunta regionale le linee di azione per l’applicazione della legge in cui si prevedevano alcune scadenze precise. In particolare, il regolamento per gli interventi di sostegno nel settore dei mezzi di comunicazione, avrebbe dovuto vedere la luce entro il 31 marzo 2010. Lo stiamo ancora aspettando… La nuova legge regionale prevede che per l’assegnazione delle risorse disponibili, per quanto riguarda le emittenti radiotelevisive, si proceda in maniera proporzionale “alla percentuale di programmi trasmessi in lingua friulana e a quelli prodotti in proprio” (art. 20, L.R. 29/2007), mentre per i soggetti che svolgono un’attività qualificata e continuativa per la promozione e la diffusione della lingua friulana, oltre a richiedere la disponibilità di strutture stabili e di un’adeguata organizzazione, si prevedono “specifici finanziamenti, di entità proporzionata all’attività di ciscuno”. In pratica si prevede un sostegno maggiore a chi lavora di più e meglio per la promozione del friulano: non è quanto sta facendo l’attuale amministrazione regionale. È lecito allora chiedersi se i ritardi nell’applicazione della legge non dipendano proprio dalla volontà di non attuare questi principi. Ci auguriamo che la Regione possa fugare i nostri dubbi con fatti concreti, ma ciò è possibile solo in presenza di una reale volontà politica. Una volontà che oggi, francamente, ci sembra del tutto assente”.
APPROFONDIMENTI
L’attivita’ di informazione friulana / radio onde furlane a favore della valorizzazione della lingua e della cultura friulane (2009 – 2010):
1. ATTIVITÀ RADIOFONICA (RADIO ONDE FURLANE )
L’attività prevalente della cooperativa “Informazione Friulana” è rappresentata da una media di circa otto ore quotidiane di programmazione in lingua friulana trasmesse sull’emittente Radio Onde Furlane e, nella quasi totalità, autoprodotte. Durante il 2009 e il 2010, al già corposo numero di trasmissioni in lingua friulana trasmesse e prodotte con un notevole impegno di personale e risorse, si sono aggiunte diverse nuove produzioni. In particolare ci si è rivolti verso settori che nella programmazione precedente non erano stati affrontati in modo molto approfondito. È il caso, per esempio, di trasmissioni dedicate in maniera specifica all’infanzia e alle realtà imprenditoriali friulane.
All’interno della programmazione radiofonica di Radio Onde Furlane il friulano non è una presenza saltuaria e discontinua, ma è la lingua di riferimento dell’emittente. Oltre ad essere utilizzato per programmi di ogni genere (informazione locale e internazionale, approfondimenti, informazioni di servizio, cultura, intrattenimento, appuntamenti, musica, ecc.), infatti, il friulano è anche la lingua principale di jingles, pubblicità, ecc. Per la promozione e la diffusione della lingua friulana, dunque, Radio Onde Furlane rappresenta uno strumento unico nel panorama regionale.
All’interno della programmazione in friulano viene dato ampio spazio all’informazione (diverse edizioni del giornale radio, rassegna stampa quotidiana, spazi informativi sui principali fatti del mondo e sulle altre comunità minorizzate, ecc.), alla cultura (locandina quotidiana degli appuntamenti, presentazione delle produzioni teatrali e cinematografiche, novità editoriali e musicali) e agli approfondimenti (su fatti di attualità, ma anche su salute, sport, economia, ambiente, ecc.). Il friulano è utilizzato anche per le informazioni di servizio su viabilità e previsioni del tempo. Anche negli spazi in lingua italiana, inoltre, si parla spesso di cultura friulana e di attualità locale.
2. ATTIVITÀ IN AMBITO SCOLASTICO
Tra il 2009 e il 2010 “Informazione Friulana”, con il sostegno dell’ARLeF, ha proseguito “Radiodîs”: un progetto di promozione della lingua friulana indirizzato agli studenti delle scuole secondarie (medie e superiori). Alla prima edizione dell’iniziativa hanno partecipato una quindicina di istituti scolastici friulani, mentre alla seconda hanno aderito 18 istituti (delle province di Gorizia, Pordenone e Udine). Centinaia di studenti hanno potuto così partecipare a laboratori dedicati alla conoscenza della lingua friulana (con particolare attenzione agli aspetti più vicini al mondo dei ragazzi). Le interviste fatte agli studenti coinvolti nel progetto rappresentano una vera e propria inchiesta sull’uso del friulano tra gli adolescenti, e sono state poi rielaborate in forma di programma radiofonico trasmesso da Radio Onde Furlane. Visto il successo dell’iniziativa e l’interesse suscitato nelle scuole e negli studenti, la Cooperativa, sempre con il sostegno dell’ARLeF, ha avviato nel 2010 la seconda edizione di tale iniziativa.
Inoltre alcuni dei programmi radiofonici proposti su Onde Furlane durante il 2009 sono stati prodotti a partire da esperienze sviluppate nelle scuole o con finalità anche didattiche.
3. ATTIVITÀ IN AMBITO LINGUISTICO
La Cooperativa ha proseguito l’attività di aggiornamento e promozione del “Dizionari Ortografic Talian – Furlan / Furlan – Talian” e del “Coretôr Ortografic Furlan”, i principali strumenti linguistici informatici per il friulano prodotti negli ultimi anni, e la diffusione di “Cemût si scrivial? Dizionari Ortografic Talian – Furlan / Furlan – Talian”, coprodotto con la cooperativa Serling: il più aggiornato dizionario ortografico dall’italiano al friulano e viceversa (l’unico in commercio a rispettare la grafia ufficiale della lingua friulana prevista dalla Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia).
In coedizione con la Serling sono stati inoltre prodotti i due volumi “DOF Dizionari Ortografic Talian – Furlan / Furlan – Talian” e “DOF piçul” di Alessandro Carrozzo
“Informazione Friulana” ha, inoltre, confermato la propria attività all’interno del “Centri Friûl Lenghe 2000” (cui aderiscono, tra gli altri, anche l’Università degli Studi di Udine e il Consorzio Universitario Friulano) per la produzione di strumenti linguistici, quali il “Grant Dizionari Bilengâl Talian Furlan”.
4. ATTIVITÀ RIVOLTE ALLE COMUNITÀ FRIULANE ALL’ESTERO
In collaborazione con il Comune di Manzano e la rete comunale “Noi Cultura”, la Cooperativa ha poi sviluppato la seconda edizione del progetto “Sgarfefurlans”: un percorso nell’Europa centrale e orientale per dare voce alle storie dell’emigrazione friulana di ieri e di oggi. Il materiale raccolto durante il viaggio è ora in fase di lavorazione e montaggio e darà vita a un ciclo di trasmissioni radiofoniche che andranno in onda sulle frequenze di Radio Onde Furlane. La prima edizione del progetto, svoltasi nel Sud Est asiatico e in Oceania, era stata segnalata anche dall’Unesco.
Per rafforzare l’uso della lingua friulana tra le comunità di origine friulana all’estero, “Informazione Friulana” ha proseguito la collaborazione con Radio FM Comunicar (Argentina) attraverso la scambio di trasmissioni, ma anche grazie ad una frequenza per la diffusione dell’intera programmazione di Onde Furlane nell’area di Colonia Caroya (80 mila abitanti).
Per agevolare l’ascolto di Radio Onde Furlane presso le comunità di origine friulana nel mondo, inoltre, sul sito internet dell’emittente c’è la possibilità di ascoltare la radio in streaming con quattro programmazioni orarie differenti pensate per gli ascoltatori europei, argentini, canadesi e australiani.
5. ATTIVITÀ IN AMBITO MUSICALE
Nel 2009 e nel 2010 la Cooperativa ha svolto un ruolo di primo piano per la realizzazione a Udine di “Suns”: una delle semifinali del Liet International, il principale festival europeo nell’ambito della musica in lingua minoritaria. Gli eventi, che hanno visto una partecipazione molto numerosa di gruppi e di pubblico, hanno coinvolto per la prima volta in un progetto musicale comune le comunità di minoranza presenti nello stato italiano, in Austria, in Svizzera e in Slovenia (con l’aggiunta nel 2010 anche della Corsica). Grazie a questa manifestazione, il Friuli ha potuto svolgere un ruolo di primo piano a livello europeo nell’ambito della musica in lingua minoritaria e ha iniziato a porre le basi per ospitare nei prossimi anni la finale del festival: un appuntamento seguito con attenzione da molte reti radiotelevisive internazionali.
È inoltre proseguita l’attività del “Premi Friûl” che da oltre vent’anni rappresenta un trampolino di lancio per gruppi e cantautori che si esprimono in lingua friulana. Anche nel 2009 la manifestazione è stata inserita all’interno della rassegna “Musiche” realizzata in collaborazione con il Comune e la Provincia di Udine.
La Cooperativa ha inoltre incrementato le produzioni musicali ospitate dall’etichetta “Musiche Furlane Fuarte” che hanno ormai superato la trentina. Nel 2009, in particolare, sono stati prodotti o coprodotti quattro nuovi cd di musica friulana interpretati dai gruppi: Bande Tzingare, Eletrike Skeletriche Poetiche, Fîl & Fiar e Francis and the Phantoms. Ha inoltre collaborato alla produzione di “Grops. Il mecanismo e las ripetizions”: un doppio cd dedicato a Giorgio Ferigo e alla sua musica.
Radio Onde Furlane dà inoltre uno spazio notevole alla musica in friulano (ma anche a quella prodotta in Friuli in altre lingue) e rappresenta una delle poche opportunità per ascoltare la musica friulana e per promuoverne gli autori. Alla produzione in lingua friulana, inoltre, vengono dedicati gli spazi di maggiore ascolto (per esempio, la fascia mattutina).
6. NUOVO SITO INTERNET
Nel 2009 “Informazione Friulana” ha realizzato il nuovo sito internet di Radio Onde Furlane, visibile all’indirizzo www.ondefurlane.eu . Il sito, oltre alle informazioni sulla radio (palinsesti, organigramma, collaboratori, contatti, ecc.), offre la possibilità di ascoltare le principali trasmissioni prodotte dall’emittente. Anche sul sito nuovo, inoltre, c’è la possibilità di ascoltare la radio in streaming con quattro programmazioni orarie differenti, di vedere alcuni video musicali in friulano e di accedere ad altri servizi.
7. AMPLIAMENTO DEL SEGNALE
Durante il 2009 è stata inoltre ampliata l’area di diffusione del segnale di Radio Onde Furlane. Con l’attivazione di una nuova frequenza, infatti, è stata raggiunta anche la zona di Paularo. È così possibile ascoltare l’emittente friulana in modulazione di frequenza anche in due delle aree più popolose della Carnia (negli anni precedenti era già stata coperta tutta la conca di Tolmezzo). Nel 2010 sono stati avviati i lavori per ammodernare il ripetitore di Mont di Prât (Ragogna).
8. TRENTENNALE DI RADIO ONDE FURLANE
Nel 2010 Radio Onde Furlane (e, con essa, la Cooperativa che ne è editrice) ha compiuto trent’anni: un traguardo storico al servizio del Friuli e della sua lingua propria. In occasione del trentennale, dunque, sono state organizzate diverse iniziative raccolte sotto il nome di “Trente agns di Radio Onde Furlane: o vin fat trente, fasarìn trenteun”.
9. ALTRE ATTIVITÀ E PRODUZIONI
“Informazione Friulana” ha avviato, grazie al sostegno dell’ARLeF la catalogazione dell’archivio sonoro di Radio Onde Furlane, uno dei più importanti della regione e sicuramente il principale per quanto riguarda la lingua friulana, come punto di partenza per avviarne la digitalizzazione.
Attraverso Radio Onde Furlane, la Cooperativa ha poi proseguito la collaborazione con diverse amministrazioni locali (Comunità Montana della Carnia, Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli, Comune di Udine, Comune di Ruda, ecc.) per la produzione e/o la diffusione di trasmissioni radiofoniche con informazioni di pubblica utilità.



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