Il plantigrado a Oltris di Ampezzo. Un altro esemplare avvistato a Illegio
Si rifà vivo l’orso Soki (cosi battezzato da Tolmezzo News l’esemplare fotografato il 21 marzo a Socchieve). Il plantigrado nei giorni scorsi ha infatti effettuato un’altra incursione in un allevamento di pecore, prelevandone un paio a Oltris, frazione alta di Ampezzo. In seguito all’episodio sono già state avviate le procedure di sopralluogo del personale del corpo forestale regionale, per la pratica del rimborso all’allevatore. Gli esperti dell’università di Udine fanno sapere che per prevenire i banchetti ovini dell’orso occorre una precauzione semplice: rinchiudere gli animali in stalla durante la notte. Ad agevolare quest’ultima predazione c’è anche il particolare che l’allevamento in oggetto confina ed entra nel bosco, fornendo all’orso una chance in più.
Il fatto che l’animale trovi facile possibilità di predazione o anche solo di cibo non lontanissimo dai centri abitati, presenta inoltre lo svantaggio di poterlo indurre ad attenuare quella naturale barriera che per istinto lo tiene lontano e diffidente. Occorre quindi evitare di dargli occasione di prendere troppa confidenza con l’ambiente abitato dall’uomo, magari per una malintesa forma d’amore verso gli animali. L’orso è animale selvatico, e va lasciato nel proprio territorio, senza “inurbarlo”.
Intanto un’altro orso è stato avvistato in comune di Tolmezzo, a Illegio. Venerdì scorso un esemplare ha fatto capolino nella piana che precede l’ingresso in paese, nei pressi del campo sportivo. Non dovrebbe trattarsi di Soki, è più probabile che si tratti del plantigrado che frequenta la zona di Paularo fino alla Val Aupa, e che un paio di settimane fa aveva lasciato tracce nella zona di Ligosullo.
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