L'aula del Consiglio Comunale di Tolmezzo prima dell'inizio della seduta del 26 giugno scorso
… quello di Mauro Biscosi, capogruppo in pectore dell’UDC, che alla giunta del neo sindaco Dario Zearo ha concesso una fiducia condizionata. È stato questo il momento politicamente più significativo della prima seduta del consiglio comunale di Tolmezzo venuto fuori dalle elezioni del 6 e 7 giugno scorsi, che ha segnato l’insediamento del sindaco e degli assessori. Al giuramento di Zearo hanno fatto seguito l’illustrazione del piano di governo per i prossimi cinque anni e gli interventi dei candidati sindaci usciti sconfitti, Mauro Saro per il centro-sinistra e Stefano Nonino per la sinistra, oltre a quelli degli altri consiglieri. Ne è emersa una opposizione compatta, decisa e pungente, alla quale il neo sindaco ha saputo rispondere in maniera puntuale, senza mai perdere le staffe, tranne forse solo alla fine, quando ha toccato l’argomento della resistenza, in risposta all’ultima delle dieci domande postegli da Nonino. Altri momenti “caldi” da segnalare: l’intervento dell’assessore Bubisutti, che ha voluto rivolgersi a chi “ha messo in dubbio” la legittimità politica della sua presenza in giunta; le parole del consigliere Francesco Martini, che ha inteso giustificare il cambio di sponda dal centro-sinistra al centro-destra e, soprattutto, la reazione che queste parole hanno suscitato nella stessa Bubisutti (che ha scosso platealmente la testa) in segno di dissenso; la discussione sul ruolo di Tolmezzo nella Comunità Montana, i compensi dei consiglieri della casa di riposo e altro ancora…
Il sindaco Dario Zearo, a giuramento effettuato, si leva la striscia tricolore mentre raccoglie gli applausi della sua giunta. Da sinistra gli assessori Renzo De Prato e Valter Marcon
Ricordando che in apertura di seduta, e nei successivi interventi, sono stati fatti gli auguri di guarigione a Vittorio Caroli, assessore sostituito al momento da Renzo De Prato, ecco i momenti salienti del Consiglio comunale, suddivisi in capitoli riferiti al consigliere di volta in volta protagonista…
La fiducia ottenuta da Zearo era scontata: il neo sindaco ha vinto le elezioni con il 63,74% dei voti. Semmai, il dato politicamente più importante, è l’appoggio con riserva concessogli da Mauro Biscosi, futuro capogruppo dell’UDC, unico partito ad aver ottenuto a Tolmezzo più voti nelle comunali, rispetto alle contemporanee elezioni europee. Riserva che peraltro non ha sorpreso, visti gli accadimenti delle settimane intercorse tra il voto e il primo Consiglio comunale. In un primo momento, infatti, Zearo aveva varato una giunta priva di assessori UDC. Solo in seguito aveva affermato che si trattava di nomine incomplete, in attesa di integrare un assessore. In realtà a molti è parso di intendere che i rappresentanti locali dell’Unione dei democratici cristiani, si siano sentiti snobbati e che Zearo abbia dovuto correre ai ripari e allargare la compagine governativa per farvi rientrare un loro eletto (Mario Cuder), senza togliere deleghe alla Lega.
BISCOSI: L’ORGOGLIO SENZA RABBIA
“Il nostro elettorato ci ha premiato in modo matematicamente indiscutibile”, ha affermato Mauro Valentino Biscosi nell’intervento in consiglio comunale, aggiungendo che, “L’UDC ha mantenuto in queste settimane un atteggiamento di responsabilità verso l’elettorato. La parola responsabilità significa ‘dare risposta’, e la risposta la dobbiamo ai nostri elettori che ci hanno premiato in maniera matematicamente indiscutibile. Abbiamo assunto degli impegni elettorali di coalizione, che abbiamo sempre rispettato. Non abbiamo avanzato pretese, ma abbiamo chiesto il rispetto della volontà popolare che, nel premiare il sindaco Zearo ha chiaramente penalizzato alcune liste e candidati. La nostra serietà ha permesso fino da questa sera alla Città di Tolmezzo di avere un sindaco. Ma questa serietà non può, né deve essere in alcun modo fraintesa come asservimento. Ci troviamo davanti una giunta decisa dal sindaco, alla quale siamo pronti a garantire l’appoggio. Tuttavia, a scanso di equivoci, questa giunta avrà la nostra fiducia solo se la qualità del lavoro svolta dagli assessori sarà da noi riconosciuta in linea con quanto esposto in campagna elettorale. Ci sentiremo liberi di giudicare l’operato di ogni singolo assessore, avendo come metro di giudizio il bene comune. E qualsiasi decisione prenderemo sarà in questa prospettiva. Infatti è solo per questo che questa sera siamo qui, pronti a collaborare operare per il bene comune. In quest’ottica ci faremo garanti di un dialogo serio con tutti coloro che, anche tra i banchi dell’opposizione, sono qui nell’interesse esclusivo dei nostri concittadini”. Che con malizia si potrebbe tradurre: noi contiamo quanto la Lega, se non di più.
BUBISUTTI: LA RABBIA E L’ORGOGLIO
Il ragionamento prodotto sopra da Biscosi non è passato indifferente, tanto che più tardi nella seduta, Aurelia Bubisutti, neo assessore alla cultura, attività economiche e personale, senza dire esplicitamente da chi, si è probabilmente sentita chiamata in causa, e ha voluto così “giustificare” la sua presenza sul banco della giunta: “Mi sono sentita presa di mira, che non dovrei stare seduta a questo tavolo. [...] Zearo mi ha dato questo incarico perché ho ricevuto mandato dai cittadini, un grosso mandato dai cittadini. Cinque anni fa non ho avuto abbastanza consensi e sono rimasta casa. [...] Credo di non aver portato via nulla a nessuno, e soprattutto credo di avere il dovere di lavorare”.
NO MARTINI? NO PARTY
Francesco Martini ha dapprima steso un tappeto al neo sindaco: “Caro Dario, illustrissimo signor sindaco, sono veramente felice di poterti fare, di poterle fare, i complimenti, sinceri auguri [...] adesso sta a tutti noi aiutarlo affinché questo programma sia mantenuto e applicato, svolto con diligenza nel migliore dei modi. Io conosco metà dei consiglieri perché pochi mesi fa ero seduto vicino all’amico Adriano (Rainis, in quota al PD. Ndr) e non mi sento per nulla in imbarazzo ad aver percorso tutto il giro (indica l’emiciclo, dall’estrema sinistra, all’estrema destra, dove si trova ora seduto), ed essermi presentato agli elettori dicendo che mi sarei seduto qui. Il mio è stato un percorso fatto assieme ad altre persone. Dal mio schieramento nella Margherita siamo confluiti nel PDL senza nessun senso di fallimento, nessun voltagabbanismo”. Ragionamento che ha stappato il tappo della riprovazione gestuale ad Aurelia Bubisutti, che ha cominciato a ciondolare la testa come un pendolo che batte le ore i minuti e financo i secondi della disapprovazione. La convivenza tra Martini e la Lega si delinea come un altro potenziale tema di discussione all’interno della maggioranza.
MANFREDA IL FILOSOFO ARRABBIATO
Spetta a Venanzio Manfreda del PD il ruolo del “moralizzatore” col bastone, piuttosto che con la carota, prima attraverso un accenno alla questione morale, poi sbattendo letteralmente la mano sul tavolo per protestare contro le esuberanze verbali dell’assessore De Prato durante l’intervento del consigliere Franco D’Orlando. Ha usato il pugno duro Manfreda, forse anche per contraddire quanto “Mi ha detto un amico a risultato elettorale acquisito: voi del centro sinistra non siete bravi dal punto di vista mediatico e vi manca anche un pizzico di cattiveria”.
Manfreda ha invocato una nuova etica amministrativa: “Fondata sugli interessi generali, che devono sempre prevalere su quelli privati o di gruppo, o di lobby. Sicché la politica sia avvertita dai nostri concittadini più come un servizio alla città, che come un mezzo per costruire carriere personali”. L’esponente del centro sinistra ha anche definito “libro dei sogni”, il programma di Zearo, per attuare il quale, “occorrerebbe tutto il favoloso montepremi dell’enalotto”, evidenziando alcune “proposte stravaganti, come il distacco della RSA dalla sede dell’ASP” (Azienda pubblica di Servizi alla Persona, ovvero la “casa di riposo”. Ndr) per associarlo all’ospedale. “Quando avverrebbe cio? Da Subito, visto che l’ospedale è in ristrutturazione? e come? Sciogliendo forse la convenzione che la casa di riposo ha stipulato con l’azienda sanitaria e che vale circa 180 mila euro”. Ha quindi suggerito l’istituzione di un fondo speciale per le emergenze sociali (disoccupazioni, indigenze), da curare in accordo con i comuni della Carnia ed aperto a donazioni private; la promozione del servizio civile nazionale, aderendo alla convenzione nazionale; il rilancio di Tolmezzo come capoluogo della Carnia. Tre “proposte concrete”, fatte apposta per non sembrare troppo “filosofo”, si, perché in precedenza aveva voluto togliersi un sassolino diciamo così, metodologico, nei confronti di Zearo: “Mi ha molto sorpreso, signor sindaco, una sua risposta al cronista che le chiedeva di esprimere un giudizio sui candidati suoi antagonisti. Il candidato Nonino lei lo ha descritto un filosofo, lasciando intendere con ciò, che in politica non servono il pensiero e le parole, ma solo il pragmatismo del fare. Ma la filosofia non è vuoto pensiero: la filosofia è studio, confronto, interpretazione della realtà che ci circonda, analisi dei problemi e ricerca delle soluzioni più corrette praticabili. Il fare svincolato dal pensiero e dalla concettualità, rischia invece solo di creare danni gravi, lasciando la politica e la gestione della cosa pubblica in mano a praticoni senza scrupoli che hanno solo interessi personali da coltivare. Lo spettacolo offertoci in questi giorni dalla coalizione dopo la sua elezione, è emblematico di un modo di fare politica che speravamo fosse un retaggio del passato: fatto di sciagurati accordi pre elettorali, per intenderci ‘alla Strassoldo’, con spartizione di poltrone, incarichi, prebende, senza neppure rispettare la volontà espressa dai vostri stessi elettori. E la apparente normalizzazione avvenuta con la nomina del settimo assessore, non lascia comunque presagire nulla di buono”.
SI MUOVONO I PRIMI “SOLDINI”
C’è stato anche il tempo per approvare una prima variazione del bilancio di previsione, che dà il via libera alle prime spese. Tra queste, la voce più importante concerne i circa 63.000 euro per dotare l’ultimo piano del comune di condizionatori, 50 mila dei quali da stornare provvisoriamente dalla somma destinata ad un campo giochi a Casanova. Sul punto sono intervenuti Saro e Manfreda dell’opposizione, chiedendosi quest’ultimo quanto sia prioritaria la spesa per i condizionatori, e se non potesse essere coperta, secondo il primo, dall’avanzo di bilancio 2008. Zearo ha risposto che l’urgenza si è già manifestata nei giorni soleggiati di giugno, quando “di sopra non si resiste” dal caldo ed ha affermato che una parte dei soldi avanzati sono vincolati per legge, un’altra parte è già impegnata per i lavori di asfaltatura e che la parte restante (“a memoria” gli sembra circa 300.000 euro) “voglio tenerla da qui a fine anno per sicurezza di fronte a possibili emergenze”, ricordando che lo scorso inverno a novembre i lavori per spalatura della neve e spargimento di sale ammontarono a 95.000 euro. Infine ha affermato che Casanova non deve temere, perché lo “storno” dei 50mila euro è una semplice operazione contabile, che non va a toccare il progetto esistente.
GALLIZIA: SCIENZE INFERMIERISTICHE, PERCHÉ NO?
È spettato al vice sindaco nonché assessore alla Sanità, Cristiana Gallizia, sostenere l’idea di una sede staccata del corso di laurea in scienze infermieristiche a Tolmezzo. “Ho già effettuato un incontro con i reponsabili dell’ASS numero 3 e stiamo studiando un progetto di fattibilità”. La vice sindaco sostiene che non si tratta di un’utopia, ipotizzando anche una sede negli spazi della caserma dismessa di Cavazzo.
A troncare l’ipotesi è intervenuto Mauro Saro, che ha spiegato: “Vorrei sottolineare la scarsa conoscenza di questa amministrazione sui meccanismi e sulla legislazione universitario. L’ipotesi di attivare scienze infermieristiche è impossibile. Non è prevista la possibilità di attivare una sede distaccata universitaria”. Secondo Saro, sarebbe piuttosto meglio, “prevedere un sostegno agli studenti con altre forme, come un contributo alle spese, borse di studio”. La risposta di Saro si basa sul divieto legislativo di istituire e attivare facoltà o corsi di studio in comuni diversi da quello dove l’Ateneo ha la sede, in questo caso Udine.
ZEARO: ECCO IL PROGRAMMA
Tono monocorde, serietà che a volte slitta nella seriosità: le linee programmatiche di governo per i prossimi cinque anni sono state tracciate dal neo sindaco Dario Zearo da par suo, senza guizzi fuori dalle righe. Come l’enunciazione di una formazione prima di una partita, in pieno Zearo style, ovvero con un’esposizione sobria. I punti toccati sono molteplici. A seguire si riproduce la prima parte del programma, rimandando a successivi approfondimenti l’analisi dei punti seguenti.
“LINEE PROGRAMMATICHE DI GOVERNO RELATIVE AL MANDATO AMMINISTRATIVO 2009-2014
Le forze politiche che hanno sostenuto la candidatura del Sindaco Dario Zearo si sono presentate ai cittadini di Tolmezzo con un unico programma amministrativo, che si basa su valori come la dignità della Persona, la libertà, la responsabilità, l’uguaglianza, la giustizia, la legalità, la solidarietà, la sussidiarietà e la concretezza.
La delicatezza del momento socio economico che sta vivendo anche il nostro Comune, il sommarsi di vecchi e nuovi problemi, l’emergere di attuali povertà, l’esigenza di valorizzare tutte le potenzialità inespresse del nostro patrimonio umano e di tutto il territorio ci impongono di utilizzare al massimo le peculiarità e risorse di questo vasto comune.
E’ necessario creare e potenziare i servizi veramente utili alle persone, alla loro sicurezza, alla qualità della vita, motivando il patrimonio costituito dal mondo giovanile che fa capo specialmente alla grande comunità scolastica pubblica e paritaria tolmezzina, ridando nel contempo slancio e vigore alla nostra attiva comunità degli anziani, e sfruttando tutte le opportunità per accrescere i posti di lavoro, consolidando specialmente gli esistenti, in coordinamento con gli altri comuni della Carnia.
Ai fini della valorizzazione del ruolo comprensoriale di Tolmezzo sarà determinante la capacità di relazionarsi in modo positivo e costruttivo con gli enti sovra ordinati, soprattutto con la Regione Friuli Venezia Giulia.
Come determinanti saranno le azioni di difesa e potenziamento di tutte le realtà esistenti nel nostro Comune, Ospedale, Tribunale, Istituti scolastici, strutture socio-sanitarie, Caserme, Uffici statali, regionali, provinciali, ecc.
L’impegno nei confronti dei cittadini di Tolmezzo è anche di non far mancare mai l’informazione, la trasparenza, la conoscenza delle azioni amministrative.
Un tanto è dovuto anche nel rispetto e riconoscenza di grandi ed equilibrati Sindaci che hanno governato questa nostra realtà: da Michele Gortani ad Arduino Burello, Livio Pesce, Girolamo Moro, Federico Rinoldi, e di quanti hanno contribuito alla realizzazione dei primi importanti insediamenti industriali o alla ricostruzione post-terremoto; solo cronologicamente per ultimo, ricordiamo il Sindaco uscente Sergio Cuzzi, al quale va il nostro ringraziamento non solo per l’elegante equilibrio politico, ma soprattutto per aver gestito momenti difficili a difesa dell’occupazione, pagando di persona per le azioni intraprese.
SITUAZIONE OCCUPAZIONALE
L’Economia Mondiale e Italiana è nel mezzo di una crisi congiunturale che sarà purtroppo più lunga di quanto si potesse prevedere pochi mesi orsono, anche se flebili segnali di risveglio nei mercati internazionali e la tenuta di alcuni settori strategici nel nostro territorio ci devono spingere a predisporre quei dovuti accorgimenti capaci di favorire una tempestiva ripresa generale.
Il calo della domanda, dei consumi e la contrazione sulla liquidità bancaria a causa soprattutto dei mutui SUB PRIME Americani, hanno messo comunque la grossa industria e la Piccola Media Impresa Artigianale e Terziaria in grossa difficoltà; il ricorso agli ammortizzatori Sociali ha raggiunto livelli impensabili che non si vedevano dagli anni ’80.
Il Nostro territorio ha subito sotto questo aspetto un forte impatto con periodi importanti di cassa integrazione sia nelle realtà Tolmezzine, Automotive Lighting, Cartiera Burgo, ma anche nell’indotto Artigiano, e in genere in tutta la zona di competenza Cosint.
La passata Amministrazione sin dall’inizio di legislatura ha affrontato più volte la situazione, monitorando ripetutamente con incontri e tavole di confronto aperte tutti gli interlocutori interessati a trovare soluzioni condivise; il confronto con i Responsabili e gli Assessori di riferimento Regionali e Provinciali è stato costantemente attivo, e su questa linea si intende proseguire con sempre maggiore incisività.
LO SVILUPPO ECONOMICO
La Città di Tolmezzo vuole confermare il suo ruolo centrale di Motore dell’Economia dell’Alto Friuli e della Carnia. Pur in presenza di una congiuntura difficile, l’Amministrazione vuole avere un ruolo ancora maggiore trasformando l’Assessorato al Commercio in Assessorato alle attività economiche, che comprendano quindi il Commercio, l’Economia e il Turismo, vista la necessità di trattare tutte le categorie economiche con un unico filo conduttore, cercando di intervenire in più direzioni.
Queste le principali:
politiche di attivazione di nuove iniziative con supporto di imprenditoria locale, dando seguito alla sempre maggiore proposta commerciale e di servizi, con un forte supporto all’offerta turistica di concerto con i programmi di Turismo FVG.
A questo proposito si rende necessaria nella prossima legislatura, di concerto con tutti gli operatori, la realizzazione di un evento Turistico di carattere nazionale al fine di poter attingere a fondi Regionali, mirati, e una sempre maggiore valorizzazione degli esistenti: da un lato occorrerà considerare sempre più in chiave sinergica l’importanza ed il ruolo di attrazione turistica raggiunto dalle mostre espositive di Illegio, dall’altra non sottovalutare la crescente visibilità raggiunta dalla città attraverso le diverse manifestazioni sportive organizzate nell’ultimo quinquennio.
Focalizzare la presenza di nostri rappresentanti all’interno di organismi quali COSINT, CARNIACQUE, CARNIA WELCOME, TURISMO FVG e ogni altro Ente Pubblico/Privato che possa contribuire a dare sempre maggiore impulso all’Economia.
L’imminente completamento del Palazzo Regionale porterà Tolmezzo al centro dei servizi comprensoriali ancora di più di quanto lo è già, mantenendo Tolmezzo riferimento costante per la conca tolmezzina e portandola a rafforzare il proprio ruolo centrale di capoluogo per la montagna intera, obiettivo che si potrà raggiungere solo con un confronto territoriale fattivo e senza pregiudiziali.
Il rilancio economico non potrà passare che attraverso il ruolo del Consorzio Sviluppo Industriale: gli interventi per lo sviluppo del tessuto industriale e Artigianale sono stati fondamentali per creare un trait d’union tra le zone industriali di Tolmezzo, Amaro, villa Santina, inserendo Aziende ad altissimo impatto innovativo che in alcuni casi si è espresso in vera e propria eccellenza d’impresa.
Tra le lezioni che, passata la crisi, non si dovranno dimenticare, ci sarà sicuramente la manifesta necessità di condividere azioni risolutorie su determinati comparti assieme a tutte le parti sociali in causa, attraverso tavoli permanenti di confronto e discussione che vedano la partecipazione fattiva delle categorie economiche, degli enti locali e delle rappresentanze sindacali. Ciò dovrà avvenire con la fregia dell’amministrazione locale che ha gioà dato dimostrazione di saper coinvolgere e ascoltare, vedi la categoria del commercio.
In ottica di rilancio del comparto agro-alimentare locale, vista l’adesione al progetto Ersa “Mercato a chilometro zero”, si intende usufruire degli stand espositivi fissi, ad integrare la vendita dei prodotti agricoli del territorio, di concerto con la tradizione lattiero-casearia e di tutte le espressioni di artigianato artistico locale.
COMMERCIO
Tolmezzo, per la sua posizione strategica da sempre ha fornito servizi, ma è necessario che riprenda coscienza di questo impegno e ruolo, riconoscendo nelle richieste formulate dagli utenti uno stimolo efficace per modulare l’offerta. La staticità commerciale impone al cliente di cercare altrove ciò che con competenza e qualità si può già reperire a casa nostra: è necessario dimostrare flessibilità oraria, anche stagionale, per rendere il commercio locale attrattivo e competitivo. Chiaramente a ciò devono collegarsi anche una rete di servizi, i parcheggi, l’arredo urbano, una rete viaria agevole, che completi e renda piacevole gli acquisti.
Il commercio in Carnia rende meno e costa di più che nel resto della provincia: è auspicabile che gli enti preposti si adoperino per una riduzione delle spese, ad esempio per l’energia elettrica. E’ necessario che nell’ambiente del Commercio si parli la stessa lingua e si faccia gruppo, con un ente sovra comunale che faccia da collettore di progetti ed esplichi azione di coordinamento, anche per il reperimento di finanziamenti europei, ad esempio per valorizzare le risorse energetiche. Il commercio deve essere incentivato a credere nella forza di coesione del comparto, che a Tolmezzo rappresenta nella sua originalità e completezza un vero “centro commerciale” urbano.
Riteniamo che un contributo per vivacizzare il Commercio ed il Turismo possa efficacemente essere dato anche dalla Nuova Pro Loco, che deve coinvolgere attivamente i giovani ed essere coordinata con le altre associazioni similari sul territorio per la valorizzazione degli eventi.
PERSONALE
Oggi si chiede alla Pubblica Amministrazione di concepire il proprio ruolo non come regolatore dei diritti e dei doveri del cittadino, ma come soggetto capace di mettere a disposizione dei cittadini beni e servizi idonei a rispondere ai bisogni che diventano sempre più complessi. Il presupposto di garantire i diritti e soddisfare tali bisogni è il miglioramento della funzionalità dell’Ente, mediante un processo di sviluppo organizzativo all’interno del quale siano garantiti contemporaneamente l’aumento del benessere e della soddisfazione dell’utente, dell’amministrazione e degli operatori.
Nel corso del 2008 la struttura è giunta alla determinazione di un innovativo sistema organizzativo che concretizza i principi e le linee di riferimento definite dagli amministratori e delineate da un punto di vista teorico, quali il benessere organizzativo, la valorizzazione delle risorse umane, la qualità ed il miglioramento continuo nella erogazione dei servizi, la partecipazione e la condivisione.
Il modello organizzativo così definito “destrutturato”, nasce dall’esigenza da un lato di conferire valore alla risorsa umana quale centro del sistema organizzativo e,dall’altro lato, di affrancare il sistema organizzativo dai limiti burocratici e formali che derivano dall’assetto delle competenze strutturali.
L’organizzazione interna è incentrata sl sistema delle competenze e sull’assenza di vincoli di struttura ed organizzazione. E’ stato introdotto un nuovo e moderno sistema di valutazione, quale strumento per generare valore e quale opportunità di crescita professionale.
In un momento difficile dove le risorse finanziarie si riducono sempre di più è necessario individuare nelle risorse umane un fattore di cambiamento e di sviluppo. Il personale è un patrimonio da valorizzare. L’Amministrazione si impegnerà investendo e sperimentando nuovi e moderni percorsi per garantire competenza e professionalità
SANITA’
Primo punto nodale per la tutela della salute dei cittadini è la possibilità di disporre di un sistema ospedaliero dotato di:
presidi sanitari in linea con la domanda del territorio;
personale medico, paramedico e tecnico, di elevata qualificazione professionale, in un rapporto equilibrato con l’utenza;
sistemi e dispositivi tecnico-diagnostici e terapeutici ad avanzata tecnologia;
modalità di risposta alla domanda di salute coordinata e in grado di abbattere inutili tempi di attesa;
programmazione degli interventi concertata con i responsabili di salute del territorio;
attuazione di una corretta ed efficace prevenzione nei confronti delle patologie di più elevato rischio (oncologico, cardio-vascolare…) anche mediante il sistematico coinvolgimento delle agenzie educative del territorio.
Rimane ancora fondamentale la dimensione a rete dei due sistemi ospedalieri di Tolmezzo e di Gemona, l’eliminazione tra le due aree distrettuali di una conflittualità che talvolta appare come pretestuoso distinguo, e già perseguita, va incoraggiata per la razionalizzazione degli interventi sull’intera area Alto Friuli di cui il capoluogo carnico è il naturale riferimento.
L’annosa problematica della carenza di personale paramedico può e deve trovare soluzione nell’attivazione in loco del corso di laurea in Scienze Infermieristiche, più volte invocato, anche attraverso ripetuti incontri con i responsabili di Ateneo e con la Giunta regionale: una sede staccata presso la nostra città pare la soluzione ottimale, in grado di garantire la copertura di una domanda di cui si è dato sin qui un efficace risposta, con difficile reperimento di personale comunitario e non.
Si ritiene opportuno inoltre:
- associare il servizio R.S.A alla struttura ospedaliera, piuttosto che all’A.S.P., di cui troppo spesso pare inevitabile prodromo;
- attivare un servizio “hospice” per l’’ammalato terminale oncologico e non, con la possibilità di accompagnamento di familiari in alloggio personalizzato, sempre in area ospedaliera;
- incoraggiare il personale medico, già motivato alla ricerca di soluzioni innovative nella diagnosi e cura, nello sviluppo della propria professionalità, in linea con i migliori standard che il progresso scientifico offre.
Francesco Brollo
Prossimamente i capitoli restanti:
SARO: COSINT È SE VI PARE
CASA DI RIPOSO, IL NERVO SCOPERTO
NONINO: DIECI DOMANDE A DARIO ZEARO
D’ORLANDO, L’AUTONOMISTA CHE VIENE DA CAZZASO
RAINIS: NON SOLO CHIESA
MAZZOLINI E LE FRAZIONI
PLAZZOTTA: NON BASTA LA PRO LOCO
DE PRATO: LA LINGUA BATTE DOVE IL DENTE VUOLE
TOLMEZZO TOLTUTTO?



meteo
- Realizzato da 
2 Commenti